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L’estate perfetta

Di Antonio Caneva, 3 settembre 2015

La situazione politica generale, particolarmente nel Mediterraneo, che ha favorito i paesi stabili (in testa Spagna e Grecia – sorpresa – e poi l’Italia), un’estate climaticamente favorevole, l’Expo, il miglioramento della percezione economica generale confermata ora dall’aumento del pil e dell’occupazione, il prossimo Giubileo; un insieme di circostanze che hanno reso quest’estate turistica la migliore da molto tempo, tanto che è cresciuta anche la necessità di risorse umane qualificate: le inserzioni che abbiamo ricevuto sono aumentate del 60% rispetto all’anno precedente.
Come si organizzano gli alberghi per rispondere a questa che, speriamo, sia un’inversione di tendenza?
Sono stato in agosto a Norimberga e ho alloggiato all’Hampton by Hilton. La compagnia statunitense, come molte altre, sta diversificando il prodotto, tanto che ho contato le linee che gestisce, e sono 13; non bastasse ora ne ha attivata una nuova, in considerazione che Hampton si sta posizionando verso l’alto, lasciando vuota una nicchia sottostante.
L’albergo, in zona centrale, è completo nei servizi, che vanno dalla caffettiera in camera all’asse e ferro da stiro (molto americano), dal wifi al breakfast compresi nel prezzo, dalla postazione Internet nella hall alla, ormai indispensabile, aria condizionata.
Ho prenotato all’Hampton a Berlino per la prossima Itb (marzo 2016) spendendo 200 euro a notte, ma in altri periodi si può pagare anche meno di 100 euro in b&b per due persone.
L’evoluzione che si sta realizzando, con la ricerca di coperture per tutti i segmenti di mercato da parte delle grandi compagnie mondiali, deve necessariamente far riflettere gli alberghi tradizionali che, nel nostro paese, sono la grande maggioranza.
Una tale offerta (per esempio Hampton, ma ormai sono molte) è sicuramente interessante per il viaggiatore, e il freno a che progetti del genere si sviluppino nella Penisola, e colonizzino il nostro mercato dell’ospitalità, è dato principalmente dalle difficoltà amministrative e burocratiche che si hanno in Italia nel creare e gestire impresa. Per il momento sono soprattutto le compagnie del lusso che arrivano nelle grandi città (da ultimo Mandarin Oriental) ma, se la più volte annunciata riforma della pubblica amministrazione dovesse realizzarsi, penso che non ci sarebbero più remore allo sviluppo.
Per reggere questa prossima concorrenza, è necessario che alberghi, talvolta invecchiati, abbandonino l’atteggiamento da «si è fatto sempre così», e cerchino di rendere il soggiorno nei loro alberghi “unico”, a prescindere dalla categoria in cui operano, individuando i punti critici nelle proposte dei nuovi format concorrenti (per esempio, spesso scarsa competenza del personale), investendo nelle ristrutturazioni e, nella sostanza, diventando più dinamici; dando prova, insomma, di quella creatività che è un po’ il nostro tratto distintivo.

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