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Lefay: un gruppo in salute che offre tante opportunità

Le caratteristiche del candidato ideale: attenzione al dettaglio e alle richieste dell’ospite; ma anche tanta voglia di mettersi in gioco e di imparare dagli altri

Le caratteristiche del candidato ideale: attenzione al dettaglio e alle richieste dell’ospite; ma anche tan

Di Marco Beaqua, 18 settembre 2018

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Ha vissuto un 2017 da record il Lefay Resorts and Spa, grazie a un fatturato in crescita del 6% rispetto all’anno precedente, fino a un valore complessivo di 17,4 milioni di euro, nonché a un volume di presenze che per la prima volta ha superato quota 50 mila, arrivando a un totale di 51.106 pernottamenti. Un trend estremamente positivo, che ha generato pure una crescita del 20% del personale occupato, per un team che oggi ammonta a ben 164 collaboratori complessivi.

Ma non finisce qui: perché il gruppo raddoppierà presto la propria offerta, aggiungendo alla struttura sul Lago di Garda un nuovo resort in Trentino, presso Pinzolo. È infatti già in costruzione il Lefay Resort & Spa Dolomiti: la seconda realtà della compagnia fondata nel 2006 dagli ex patron di Air Dolomiti, Domenico Alcide e Liliana Leali, disporrà di 86 suite, 25 residenze con accesso diretto all’area benessere, due ristoranti e una spa di 5 mila metri quadrati, per un investimento complessivo, riporta Il Sole 24 Ore, di più di 60 milioni di euro. All’apertura del resort trentino, prevista per l’estate 2019, seguiranno quindi ulteriori sviluppi in Toscana e in Europa centrale, in quest’ultimo caso tramite contratti di management o affitto.a vissuto un 2017 da record il Lefay Resorts and Spa, grazie a un fatturato in crescita del 6% rispetto all’anno precedente, fino a un valore complessivo di 17,4 milioni di euro, nonché a un volume di presenze che per la prima volta ha superato quota 50 mila, arrivando a un totale di 51.106 pernottamenti. Un trend estremamente positivo, che ha generato pure una crescita del 20% del personale occupato, per un team che oggi ammonta a ben 164 collaboratori complessivi.

E anche se le selezioni per il Lefay Dolomiti partiranno solo nei primi mesi del 2019, è chiaro che il gruppo rappresenti uno dei principali appuntamenti per i visitatori del prossimo Tfp Summit Verona, in programma martedì 25 settembre presso il Crowne Plaza della città scaligera; un modo ideale per farsi conoscere direttamente dai selezionatori della società, in vista delle opportunità che si apriranno a breve o relativamente alle posizioni attualmente ricercate per la struttura gardesana: addetti al ricevimento, barman, capi partita, chef de rang, commis di cucina, pasticcieri e sommelier.

Caratteristica fondamentale, per chi desidera operare in un contesto di benessere del lusso come quello dei resort Lefay, è sicuramente «l’attenzione a ogni dettaglio e soprattutto alle richieste dell’ospite», racconta la corporate human resources director, Christina Porro. «Il tutto con l’obiettivo non solo di soddisfare i nostri clienti, ma addirittura di sorprenderli, superando ogni giorno le loro aspettative e creando un’offerta dal valore unico e inimitabile». Non solo: ai collaboratori del gruppo viene anche richiesta una chiara predisposizione al miglioramento, che si traduce nella partecipazione attiva ai corsi di formazione organizzati dalla compagnia, nonché nello spirito di emulazione tra colleghi: «Essere consapevoli, che sarà il proprio agire quotidiano a servizio dell’ospite a fare la vera differenza, è infatti il contributo di ciascun collaboratore Lefay a rendere di successo il nostro brand», sottolinea ancora Christina Porro.

Per “far colpo” sui selezionatori del gruppo il curriculum vitae è quindi un biglietto da visita essenziale, che deve saper riportare «non solo le esperienze e le competenze del candidato, ma anche la sua personalità. Un tratto, quest’ultimo, che si può desumere da alcuni particolari come la foto, l’impaginazione del documento o la cura dei dettagli. Consiglio inoltre di preparare una lettera di accompagnamento che, in modo sintetico, metta in evidenza le proprie competenze distintive e le motivazioni alla base della propria candidatura».

Ma ovviamente nulla può sostituire l’incontro diretto: «Conoscere un candidato di persona è per noi fondamentale», conclude infatti Christina Porro, «perché permette a ciascuna risorsa di esprimere appieno le proprie motivazioni e di cogliere l’atmosfera dei nostri ambienti di lavoro, mentre a noi consente di completare la valutazione di ciascun profilo, per comprendere se la persona ha o meno le caratteristiche/attitudini da noi ricercate. Il colloquio diretto è tanto importante per noi che, per agevolare i candidati residenti in altre regioni, a volte optiamo per un primo incontro via Skype, a cui eventualmente far seguire un colloquio di persona».

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