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Le tariffe, una variabile continua

Di Antonio Caneva, 17 luglio 2009

L’informatizzazione, e soprattutto internet, hanno cambiato il modo di gestire il turismo; si parla ora di tematiche solo fino a pochi anni orsono inimmaginabili: social network, sem (searching engine marketing), tag, web 2.0, geolocalizzazione, viral and buz marketing e quant’altro.
Le tariffe, soprattutto nel campo dei servizi, sono sempre state un argomento centrale. Una volta, particolarmente negli alberghi, era abbastanza facile definirle. Le variabili erano poche: categoria, alta e bassa stagione, gruppi e, al massimo, prezzi corporate. Lo yield management ha modificato completamente l’approccio, anche se talvolta sembra non ce se ne sia accorti. Scorrevo il libricino riservato ai soci di Manageritalia, «Convenzioni commerciali, turistiche, alberghiere» e notavo un albergo di Milano che proponeva tariffe convenzionate per i soci: camera doppia uso singola classic euro 272-302, camera doppia uso singola quality euro 292-322. Mi sono preso la briga di provare una prenotazione e i prezzi che ho ricavato sono stati rispettivamente, in funzione se in fine settimana o in settimana, 152 e 172, 172 e 192. È inutile dire che, in tempi di yield management, la configurazione di offerta più corretta, e che avrebbe avuto un senso, avrebbe dovuto essere: sconto del tot sulla migliore tariffa disponibile al momento. Internet cambia l’approccio.
Nuovamente i prezzi: Federcongressi solleva il problema degli alberghi a classificazione superiore alle 4 stelle, cui, a seguito del codice deontologico di Farmitalia, è precluso di ospitare operatori sanitari italiani invitati a convegni e congressi. Una norma che quindi toglie agli alberghi a 5 stelle il mercato degli eventi medico-scientifici sponsorizzati dalle aziende farmaceutiche. Paolo Zona, presidente Federcongressi, ipotizza che, come conseguenza, numerosi hotel 5 stelle, per attingere a questo mercato, chiederanno il declassamento a 4 stelle. Per evitare tale eventualità negativa, Zona suggerisce che lo stesso risultato si potrebbe raggiungere indicando come discriminante un tetto di spesa, invece che la classificazione delle strutture utilizzabili.
Problematiche nuove che nascono dalla velocizzazione con cui si sviluppa il sistema turismo e al quale bisogna prestare attenzione con lungimiranza per evitare di fare come lo sciocco, che quando il dito indica la luna, lui guarda il dito.

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