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Le opportunità inespresse di Bari

Di Stefano Lombardini, 19 giugno 2009

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Una nuova area ricca di opportunità d’investimento. È quella individuata da Stefano Lombardini, ricercatore Teamwork, nella zona nord di Bari: un grande distretto industriale ancora privo di una moderna offerta alberghiera.

Bari sta da tempo registrando l’insediamento nel suo centro storico di alcuni importanti brand alberghieri come, per esempio, Mercure, Sheraton, Domina, Hilton Garden Inn o Best Western. Da questo generale trend espansivo promosso dalle grandi catene è però esclusa la vasta area produttiva a nord del capoluogo pugliese, che, pur essendo situata a ridosso dell’aeroporto, mostra una netta debolezza di offerta ricettiva in termini sia di quantità, sia soprattutto di qualità: gestioni spesso non professionali, carenza di servizi specializzati, passività sul piano commerciale, prezzi che frequentemente non assicurano un buon rapporto money for value. E tutto ciò nonostante il distretto industriale sia il maggiore della regione e il secondo di tutto il versante adriatico. Esso, in particolare, si sviluppa soprattutto nei comparti della metalmeccanica, dell’elettronica e dell’energia, con una forte valenza internazionale che ha una ricaduta sulla domanda di servizi alberghieri. La Puglia, peraltro, presenta, dopo la Campania, il più alto tasso di propensione all’export dell’intero Mezzogiorno.
L’area a nord di Bari si trova, inoltre, all’interno di un triangolo virtuoso, rappresentato dal casello dell’autostrada Bologna-Taranto, dall’aeroporto Bari-Palese Karol Wojtyla e dalla Fiera del Levante. Lo scalo aereo, in particolare, ha movimentato nell’anno passato quasi 2,5 milioni di passeggeri, mentre da questa primavera è attivo un nuovo collegamento quotidiano Lufthansa tra Milano Malpensa e Bari. A circa 2 milioni ammontano, poi, i visitatori delle manifestazioni fieristiche, a cui si devono aggiungere circa 5 mila espositori. La Fiera del Levante, in particolare, rivolge la propria attenzione alla cooperazione con i paesi dell’Estremo Oriente, a partire dalla Cina.
Si può perciò facilmente cogliere come un investimento immobiliare alberghiero in tale territorio presenti prospettive interessanti. Tanto più che le potenzialità della domanda non risultano ancora sufficientemente valorizzate e il tasso di occupazione viaggia su livelli inferiori al 50%, sostenendosi soprattutto sulla presenza di clientela corporate. Le strutture concorrenti, poi, sono oggettivamente poche: appena due o tre gli hotel che compongono il competitive set. Un progetto alberghiero che puntasse ad assicurare, proprio in quest’area, una più alta qualità dei servizi attraverso l’adesione a una catena worldwide potrebbe, in altre parole, catalizzare un’importante share di mercato.
Tanto più che, oltre al segmento business, sicuramente prioritario, è da non sottovalutare la possibilità di conquistare altre presenze alberghiere grazie al turismo religioso, puntando magari sulle comitive di italiani in viaggio dalle regioni del Sud verso il santuario di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, oppure sulla clientela proveniente dai paesi dell’Est e diretta alla chiesa russa di Bari, proprietà da quest’anno delle istituzioni ecclesiastiche ortodosse. Da considerare pure la domanda di turismo culturale rivolta verso la città vecchia del capoluogo, nonché verso Trani, Castel del Monte, Alberobello, Lecce e Matera, e quella del turismo crocieristico facente scalo nel porto di Bari: un fenomeno, quest’ultimo, in netto aumento negli ultimi tre anni.
Appare invece sconsigliabile puntare, in questa location periferica, sul target congressuale, appannaggio soprattutto delle grandi strutture alberghiere che hanno sede nel centro storico del capoluogo. Il tutto, naturalmente, salvo possibili futuri sviluppi di mercato se dovessero essere realizzate nuove infrastrutture all’interno della Fiera del Levante come, per esempio, un centro congressi capace di ospitare diverse migliaia di ospiti.

L’aeroporto internazionale Karol Wojtyla

Bari-Palese, da qualche anno denominato aeroporto Karol Wojtyla, si colloca attualmente al quindicesimo posto per numero di viaggiatori trasportati in Italia. La principale novità è il ritorno di Lufthansa, che da questa primavera collega tutti i giorni Milano Malpensa con Bari.

Il numero di passeggeri in transito
nello scalo dal 2006 al 2008

Anno Passeggeri Var. %

2006 1.969.177
2007 2.363.066 16,7
2008 2.488.920 5,1

Il posizionamento di mercato

Un investimento alberghiero nel territorio a nord di Bari dovrebbe soprattutto mirare a raggiungere i seguenti obiettivi:
• emergere all’interno del competitive set per qualità di prodotto e standard internazionale
• rappresentare una sosta più conveniente in termini di spesa rispetto al soggiorno in alberghi del centro storico
• garantire la rapidità di collegamenti con l’autostrada, l’aeroporto, la Fiera del Levante e la città vecchia.

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