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Le nuove frontiere dell´hôtellerie

Come prepararsi al meglio per intercettare i trend emergenti della domanda vecchia e nuova

Come prepararsi al meglio per intercettare i trend emergenti della domanda vecchia e nuova

Di Giovanni Angelini, 11 settembre 2014

A livello globale, l´industria dell´ospitalità ha dimostrato di saper recuperare dalla recessione finanziaria mondiale molto più velocemente di altri settori economici. Almeno questo è stato sicuramente vero nella maggior parte dei casi. Durante la crisi, le organizzazioni alberghiere, incluse quelle che gestiscono le strutture dei segmenti più alti di mercato, sono state però colpite duramente dalla riduzione dei volumi di business travel generati dalle imprese e dalla ricerca spasmodica di sconti e offerte da parte dei viaggiatori leisure. Come diretta conseguenza di ciò, molti hotel si sono sentiti obbligati a diminuire le proprie tariffe, per poter mantenere la propria quota di mercato in una torta sempre più piccola. Nell´ultimo paio di anni, tuttavia, la situazione è gradualmente migliorata, in termini sia di business travel sia di viaggi leisure, e le strutture ricettive registrano oggi performance nettamente superiori a quelle dei periodi più neri della lunga recessione. Ma oltre al recupero dell´economia mondiale, gli alberghi ora beneficiano anche dei nuovi sbocchi di mercato esplorati sin dal conflagrare della crisi nel 2008: una domanda, prima poco presa in considerazione, interessata all´offerta lusso e mid-market, e proveniente dai paesi asiatici dai ritmi di crescita più veloci: economie con grandi potenziali di ulteriore sviluppo se propriamente seguite. Ciò premesso, certamente tutti noi ben sappiamo che il business del turismo, come tutti i business, è influenzato dall´andamento dei cicli economici: storicamente, in particolare, il nostro settore è stato sempre caratterizzato da periodi di quattro o cinque anni di crescita, seguiti mediamente ciascuno da un biennio di declino. Un trend che sperimentano tutti i progetti di sviluppo di nuovi prodotti: sia che si tratti di alberghi, di navi di crociera, di parchi di divertimento o di altre attrazioni… Ecco allora sorgere spontanei alcuni importanti quesiti: in questo momento ci troviamo in una situazione di equilibrio tra domanda e offerta? E da dove proverranno i fattori di crescita del prossimo futuro? Quali paesi, o quali segmenti di mercato, hanno attualmente il potenziale per generare un impatto positivo sull´industria dell´ospitalità nel 2015 e negli anni successivi? Indizi piuttosto evidenti ci suggeriscono che l´hôtellerie deve oggi prepararsi a rispondere alle esigenze della clientela più giovane: un gruppo di consumatori che viaggia di più e che è anche tendenzialmente più difficile da accontentare rispetto agli ospiti senior. Non solo: i "nuovi viaggiatori" (le persone appartenenti alle cosiddette generazioni X e Y, approssimativamente corrispondenti a quella fetta di popolazione nata in Occidente tra il 1960 e i primi anni 2000) si dimostrano molto meno leali ai brand, ai prodotti e alle destinazioni rispetto agli ospiti meno giovani; sono persone che "vanno a letto un po´ con tutti". Come si può quindi gestire questo segmento di clientela dall´importanza crescente? Ricordiamoci che si tratta di un cluster ormai dotato di ingenti disponibilità, che rappresenta quindi al contempo il presente e il futuro del mercato. Non solo: occorre prepararsi anche ad affrontare l´emergente potenziale e il significativo incremento della domanda proveniente dalle economie asiatiche. Pensiamo soprattutto a Cina e India, i cui mercati sono destinati a generare ingenti volumi di business in tutto il mondo sia nei segmenti upscale, sia in quelli midscale. Naturalmente, dati gli impetuosi tassi di crescita che la classe media di quei paesi sta registrando, le aspettative più interessanti riguardano sicuramente l´offerta di livello intermedio, ma non bisogna comunque sottovalutare il potenziale della domanda di alta gamma, in quanto i ricchi di queste aree del mondo mostrano un grande desiderio di vedersi associati ai brand del lusso e sono perciò disposti a pagare per ricevere adeguate attenzioni e il giusto riconoscimento. In risposta a questi trend evolutivi, gli sviluppatori di tutto il mondo stanno oggi quindi progettando la costruzione, nel mondo, di qualcosa come 460 hotel upper-market, l´edificazione di più della metà dei quali è prevista in Asia, con un ruolo predominante giocato proprio dalla Cina. A più del triplo ammonta poi la quantità di strutture midmarket in fase di realizzazione (fonte: Str). E ciò coerentemente con le previsioni di crescita di questo segmento, che al momento pare essere quello in grado di assicurare i migliori ritorni sull´investimento. Che poi è la ragione principale per cui si sviluppano nuovi hotel. In tale contesto, saranno così proprio il Paese di Mezzo, e il continente asiatico più in generale, aree in cui i costi del lavoro non hanno ancora raggiunto i livelli dell´Occidente, a dettare le linee di tendenza future in fatto di creatività, servizi e innovazione.

Chi è Giovanni Angelini

Nato in Italia, a Castignano, nei pressi di Ascoli Piceno, Giovanni Angelini è stato per nove anni ceo e managing director del gruppo Shangri-La. Prima di approdarvi nel 1993, come vice president operations e general manager dell’Island Shangri-La di Honk Kong, Angelini ha lavorato pure per Westin Hotels & Resorts in tre differenti continenti. Il suo ultimo incarico in tale compagnia, dove è rimasto dal 1978 al 1993, è stato quello di senior vice president Asia-Pacific, in contemporanea alla conduzione dei Westin Stamford e Westin Plaza di Singapore. Negli anni precedenti Angelini ha poi collaborato con American Hotels e con il Peninsula group. È stato inoltre membro del consiglio di amministrazione di numerose organizzazioni internazionali, come la New Century Reit, la Dorsett International Hotels, l’Hotel Icon (polithecnic university) e l’Honk Kong management association, nonché vicepresidente della Dusit International Hotels e della Dusit-Fudu Hotels and Resorts, e professore aggiunto dell’Hotel school Honk Kong polithecnic university. Numerosi anche i riconoscimenti accumulati durante la propria lunga carriera, tra cui quello di commendatore della Repubblica, di Asia Pacific hôtelier del 2005 e di Corporate hôtelier of the world 2006. Lo scorso 1° maggio è stato infine insignito della Stella al merito del lavoro dal Presidente della Repubblica italiana.

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