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Le esperienze sono i nuovi gioielli da regalare

L’evoluzione del Villa Crespi, oggi 5 stelle lusso ad apertura annuale: un percorso che è venuto quasi da sé, armonizzandosi naturalmente con le esigenze della domanda contemporanea

L’evoluzione del Villa Crespi, oggi 5 stelle lusso ad apertura annuale: un percorso che è venuto quasi da

Di Massimiliani Sarti, 24 settembre 2018

Il riposizionamento verso l’alto e l’apertura annuale. Sono le ultime novità in casa Villa Crespi: dimora storica 5 stelle lusso adagiata sulle coste del Lago d’Orta, con le sue 14 camere e suite distribuite su tre piani, i percorsi benessere ispirati alla filosofia Ayurveda e il celebre ristorante 2 stelle Michelin griffato Antonino Cannavacciuolo. «Pur avendo sempre avuto una stagionalità molto lunga, abbiamo deciso di estenderla ulteriormente: da questo inverno il nostro relais sarà aperto tutto l’anno, con un’unica e breve chiusura di tre settimane, per le consuete opere di rinnovo della struttura», racconta Cinzia Primatesta, che con il suo allora fidanzato e oggi marito, chef Antonino, ha aperto il Relais & Chateaux Villa Crespi nel 1999.

Insieme, oggi gestiscono una società, il gruppo Cannavacciuolo, in cui confluiscono anche tutte le altre attività della coppia, che comprendono Laqua Charme & Boutique di Sorrento – struttura a vocazione wellness da appena sei camere – nonché la “giovanissima” Bakery di Novara e i Bistrot di Torino e ancora di Novara. Un piccolo impero, che l’anno scorso ha prodotto oltre 10 milioni di euro di ricavi totali, dando lavoro a circa 130 dipendenti.

«L’apertura in inverno sarà per noi un vero banco di prova: un’opportunità per lavorare su tipi inediti di ricettività e turismo, con l’elaborazione di formule e proposte rivolte a privati e ad aziende», prosegue quindi Cinzia Primatesta, che subito riporta il discorso in ottica di proiezione futura. «Sarà soprattutto l’occasione di formare un team annuale, e non più stagionale, con l’obiettivo e la garanzia per i collaboratori di Villa Crespi della continuità nell’investimento in risorse umane. Ne trarremo sicuramente nuova energia».

Ed eccolo allora il ritratto del candidato ideale della compagnia: «Una persona propositiva, disposta a dare sempre il meglio di sé e a mettere in moto la sua energia positiva nel gruppo e per il gruppo: giovani talenti con grande potenziale pronti a cogliere le opportunità di crescita, che abbiano la giusta propensione a imparare e la determinazione di raggiungere traguardi importanti. Ma anche professionisti e manager di esperienza, che possano condividere le loro conoscenze e ispirare i propri collaboratori e che ambiscano a contribuire attivamente allo sviluppo aziendale».

Uno sviluppo che, nell’ottica di Cinzia Primatesta, si traduce in un’evoluzione quasi spontanea dell’offerta: «Grazie all’affinamento del servizio nel corso degli anni, al Villa Crespi abbiamo raggiunto i requisiti necessari per presentarci al mondo dell’ospitalità come 5 stelle lusso: il passo è venuto da sé; è stato il naturale frutto di duro lavoro e grande passione. A ciò si aggiunge poi una visione da sempre internazionale, rivolta a coloro che cercano esperienze gourmet e di benessere, in un contesto di tradizione proiettata al futuro».

Un approccio, quest’ultimo, che si armonizza non a caso con le ultime tendenze del lusso contemporaneo, per cui le «persone non acquistano oggetti, bensì cercano esperienze in grado di lasciare emozioni e ricordi impressi nella memoria. Le esperienze sono i nuovi gioielli da regalare e regalarsi. E noi al Villa Crespi offriamo proprio questo: percorsi enogastronomici, lezioni di cucina, soggiorni rilassanti in camere e suite impreziosite dallo stile moresco della struttura… Il tutto in un contesto da fiaba arricchito dai trattamenti ayurvedici per il benessere del corpo e dello spirito».

Non bisogna inoltre dimenticare il brand Cannavacciuolo, che sicuramente rappresenta una forte ragione di appeal della struttura. Anche se ovviamente il Villa Crespi non è certo tutto qui: «La sinergia tra gli elementi che compongono il nostro relais costituisce il vero valore aggiunto della struttura. L’esperienza che si vive al suo interno va oltre la somma di questi: è un legame più profondo. Le stesse componenti prese singolarmente o decontestualizzate darebbero altri risultati. Anche perché il binomio tra ospitalità e cucina è esistito sin dalle origini del progetto e riflette le vocazioni mia e di Antonino. Difficile immaginare il relais senza il suo ristorante, ma anche senza gli ambienti in stile moresco e lo stile di un servizio ispirato alla condivisione del tempo e delle esperienze, all’etica professionale e al rispetto…». Un insieme armonico di fattori a cui occorre aggiungere, ricorda infine Cinzia Primatesta, la destinazione Lago d’Orta: meta capace di offrire una vasta serie di attività ed escursioni ma soprattutto di garantire privacy e tranquillità, ideale cornice a momenti di pace e relax a contatto con la natura.

Nelle parole della maître de maison di Villa Crespi trapela chiara la sicurezza di un’imprenditrice capace di gestire con oculatezza il capitale umano, d’immagine e di credibilità accumulato negli anni. Quella del relais sul Lago d’Orta è una storia che parte da lontano, ma che fin dagli albori della sua avventura mostrava tutte le proprie potenzialità: «Per me e per Cinzia il 2003 è stato davvero molto intenso», raccontava infatti 14 anni fa a noi di Job in Tourism un giovanissimo chef Cannavacciuolo: «Ci siamo sposati e Villa Crespi ha ricevuto due importanti riconoscimenti, le tre forchette del Gambero Rosso e la stella Michelin. L’occasione di gestire Villa Crespi ci si è presentata cinque anni fa, e oggi possiamo dire di aver fatto la scelta giusta. Il luogo è bellissimo, ho un’ottima brigata di cucina, tutti bravissimi ragazzi che mi hanno aiutato a raggiungere i risultati di cui possiamo andare orgogliosi. Cosa posso chiedere più di così?».

La storia della struttura

Nel 1879, Cristoforo Benigno Crespi, pioniere dell’industria cotoniera, commissiona la realizzazione di una magnifica villa in stile moresco, immergendola nel verde di un parco che gode di una vista panoramica sull’amato Lago d’Orta. Fonte di ispirazione: i suoi lunghi viaggi di lavoro in Medioriente, dove è ammaliato dal fascino delle splendide architetture di Baghdad.

La costruzione viene affidata all’architetto Angelo Colla, originario delle alture del Lago Maggiore, al quale il committente lascia piena libertà di espressione creativa. Originariamente chiamata Villa Pia, dal nome di sua moglie a cui Crespi la dedica, la dimora prende poi il cognome di famiglia. I lavori durano 30 anni e il risultato è una struttura moresco-eclettica, unica nel suo stile, dominata da stucchi e intarsi arabeggianti.

Lo scorrere del tempo vede poi il susseguirsi di diversi proprietari: negli anni 30 del Novecento, viene acquistata dai marchesi Fracassi di Torre Rossano, divenendo luogo di soggiorno per poeti, nobili e regnanti, tra cui re Umberto di Savoia.

A partire dal 1999, a seguito di un’accurata ristrutturazione, Cinzia e Antonino Cannavacciuolo le restituiscono quindi il suo carattere mediorientale, rendendola un punto di riferimento per l’ospitalità italiana, la cucina e il buon gusto.

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