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Le adv hanno un problema

Di Antonio Caneva, 13 aprile 2007

Figura eclettica Roberto Gentile: ha lasciato la professione di medico per dedicarsi al turismo; amministratore di Frigerio viaggi network, già ideatore di Bit for Job (la fiera che si proponeva come incontro delle aziende con le professionalità, ora non più presente), docente, autore di libri. È proprio per la presentazione del suo secondo volume Vendere viaggi in Italia che è stato organizzato un evento in una delle location più interessanti: White star adventure, spazio di mille metri in una zona esclusiva di Milano dove sono condensati un’agenzia viaggi, una fornita libreria che presta particolare attenzione ai viaggi, uno store di articoli legati allo spostamento (dalla tenda agli occhiali da sole) e uno spazio per incontri con una ricca programmazione e una piacevole caffetteria.
Il libro, interessante e ben documentato, porta numerose puntuali citazioni e, in tempi di globalizzazione e vendita on line, ci ha colpito un aneddoto relativo a Marinella, il famoso produttore di cravatte napoletano. Riportiamo integralmente da pagina 196 quanto afferma Maurizio Marinella: «Vede, io quando apro la mattina alle 7 ho una coda di almeno venti signori davanti al negozio. Spedisco in giro per il mondo a meno di venti clienti, tra cui il presidente degli Stati Uniti, l’imperatore del Giappone e qualche altro. Tutti gli altri, se vogliono una cravatta saranno serviti assieme agli altri signori in coda qui davanti. Lei mi può dire: ‘Ma se un ricco signore del Wisconsin vuole una cravatta Marinella come fa?’ Le rispondo: ‘Il ricco signore del Wisconsin tiene un problema…’ ».
Nel corso del dibattito sviluppatosi, il presidente di Fiavet, a chi chiedeva precisazioni sulla preparazione degli addetti delle agenzie di viaggi, ricordava le difficoltà che incontrano gli agenti a privarsi del personale per far loro seguire corsi di aggiornamento e approfondimento.
Nella mattinata si è parlato anche della discriminante che giustifica l’acquisto di servizi in un’agenzia tradizionale rispetto ad alcuni network che attualmente propongono sostanziosi sconti (sino al 10%) ed è emerso che l’acquisto a prezzo pieno è legittimato dalla qualità del servizio acquisito in un’agenzia tradizionale, perché fornito da personale qualificato. Ma se, come abbiamo visto poc’anzi, le agenzie non riescono a far aggiornare il proprio personale per fornire un servizio di livello ci sembra proprio che, come quel signore del Winsconsin, anche le agenzie «tengono un problema…».

Travel agencies: they have a problem!

Roberto Gentile is an eclectic personality. He left the medical profession to devote himself to tourism – as CEO of Frigerio Viaggi Network, previous creator of Bit for Job, (the fair that proposed itself as an encounter of companies with professionals, now no longer existing), and author of books. Precisely for the presentation of his second volume “Vendere viaggi in Italia”, an event has been organised in a most interesting location, White Star Adventure, a space of one thousand square metres in an exclusive area of Milan, including a travel agency, a well-stocked bookshop particularly focused on travel, a store of travellers’ items (from tents to sunglasses), and a venue for meetings, with a busy calendar and a pleasant coffee restaurant.
The book is interesting and well documented, and reports numerous verbatim quotations. At a time of globalisation and online selling, I have been struck by an anecdote about Marinella, the well-known necktie maker from Naples. From page 196 of the book, I am reporting Maurizio Marinella’s words: “You see, when I open up at 7 o’clock in the morning, there is a line of at least 20 gentlemen in front of my shop. I ship out to less than twenty customers around the world, including the President of the United States, the Emperor of Japan, and a few others. Everybody else who wants a necktie, will be served together with the other gentlemen queuing up here in front. You may ask: ‘But if a rich gentleman from Wisconsin wants to buy a Marinella necktie, what is he supposed to do?’ I will reply: ‘The rich gentleman from Wisconsin has a problem…..’ “
During the discussion, the President of Fiavet, asked to provide information on the type of training required by travel agency employees, mentioned the difficulty encountered by agencies depriving themselves of personnel to be sent on training leave.
Another topic of discussion during the morning was the discriminating factors motivating the purchase of services from a traditional agency, rather than from the networks currently proposing substantial discounts (of up to 10%), and it turned out that buying at full price is justified by the quality of the service provided by a traditional agency, manned by qualified personnel. But if, as we saw before, agencies do not get around to train and update their personnel to provide a quality service, it seems to me that – like the gentleman from Winsconsin – agencies, too, “have a problem…”.

Translation of the Italian
editorial by Paola Praloran

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