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La tradizione proiettata verso il futuro

Al Cristallo Hotel Spa & Golf di Cortina il valore della location si coniuga con la forza dell?esperienza

Al Cristallo Hotel Spa & Golf di Cortina il valore della location si coniuga con la forza dell?esperienza

Di Massimiliano Sarti, 26 novembre 2015

«In Colorado, località come Vail e Aspen sembrano un po’ delle Disneyland sulla neve, dove tutto è quasi sin troppo perfetto. Qui a Cortina, invece, si respira maggiore autenticità, con tutti i vantaggi e le sfide che ciò comporta». Il pensiero di Giampaolo Padula corre veloce alle proprie esperienze montane del passato, quando gli si chiede quali siano le sue sensazioni in merito al nuovo incarico al Cristallo Hotel Spa & Golf: il general manager di origine romane è infatti dalla scorsa primavera al timone della storica struttura delle Dolomiti bellunesi, inaugurata nel 1901 e riaperta nel 2001 dall’imprenditore bolognese Paolo Gualandi, dopo dieci anni di chiusura: «Una volta si parlava di location, location, location. Oggi invece va di moda l’esperienza», racconta sempre Padula. «Il fatto è che non tutti gli ospiti sono sempre in grado di comprendere quali siano le vere esperienze: i clienti del Cristallo sono persone abituate a viaggiare, hanno occhi e gusto allenati. Sono quindi certo molto esigenti, ma anche in grado di comprendere bene quello che noi offriamo loro e di fare i dovuti confronti con il resto dell’offerta lusso. L’esperienza è perciò davvero l’unica modalità a nostra disposizione per differenziarci dagli altri».

Domanda. Quali sono gli aspetti su cui puntate maggiormente per rendere unica la vostra proposta?
Risposta. Oltre alla location, il cui valore rimane indiscutibile, abbiamo quattro punti di forza principali: la nostra struttura, che cerchiamo sempre di mantenere al massimo del suo splendore, il benessere, l’enogastronomia e il golf: contiamo infatti su un campo a nove buche, che però presto sarà portato a 18 con l’ultima tappa prevista proprio alle spalle del Cristallo.

D. E funzionano?
R. Direi proprio di sì, tanto che dall’anno prossimo pensiamo persino di estendere il nostro periodo di apertura a otto mesi: in estate, in particolare, aggiungeremo anche giugno ai classici luglio e agosto. D’altronde, con il generale innalzamento delle temperature, trascorrere nei periodi più caldi qualche giorno a 1.500 metri di altitudine sta diventando per molti una necessaria pausa rigenerante.

D. Dopo il Caesar Augustus di Capri, il capitolino Hotel d’Inghilterra e il Grand Hotel Parker’s di Napoli, lei si trova ancora una volta alla guida di una struttura storica: sta diventando quasi un mantra, il suo. Quali quindi le sfide e le opportunità specifiche del Cristallo?
R. La struttura è sicuramente impegnativa. E non solo perché datata 1901. L’hotel è stato infatti profondamente ristrutturato negli anni. L’attuale proprietà, in particolare, prima della riapertura ha dato vita a una estesa operazione di restyling, con una serie di interventi sugli interni portati avanti esclusivamente da maestranze artigianali. Pensi che persino le porte degli ascensori sono state rifatte a mano. Siamo però anche l’unico 5 stelle lusso delle Dolomiti e, come le accennavo, la nostra clientela è costituita da persone che sanno ben apprezzare, e valutare, l’offerta alberghiera di un certo livello. Ciò detto, essere alla guida del Cristallo mi inorgoglisce non poco: è una piacevole opportunità e una grande fonte di motivazione.

D. Quanto conta, per voi, il fatto di essere inseriti nel contesto di un bene Unesco come le Dolomiti?
R. In questi mesi ho viaggiato molto in giro per il mondo, per incontrare clienti e agenzie partner. Ebbene devo dire che purtroppo all’estero ho riscontrato una scarsa conoscenza della località Cortina, mentre nel momento in cui accennavo alle Dolomiti tutti capivano immediatamente di cosa stessi parlando.

D. Mi pare ragionevole: è una questione di grandezze relative…
R. In parte sicuramente sì, ma in parte ho anche l’impressione che la città di Cortina, abituata a godere di notevoli flussi domestici, non si sia mai impegnata davvero nella promozione della propria destinazione all’estero. Basti pensare che negli Emirati Arabi moltissime persone conoscevano bene Zell am See: una località nel salisburghese non troppo più garnde Cortina. Come vede, non è quindi solo una questione di dimensioni.

D. Quali sono però le prospettive di sviluppo futuro all’estero, visto che il mercato russo pare oggi essere in difficoltà, così come quello di molti paesi emergenti?
R. Gli high spender russi, per la verità, continuano a viaggiare. Certo, magari la vacanza di 20 giorni è diventata di dieci. Esistono, tuttavia, molte altre alternative.

D. Per esempio?
R. Il Regno Unito, gli Stati Uniti, oggi favoriti anche dal cambio, nonché i paesi nordici, soprattutto la Norvegia. E ancora la Germania e la Francia. E poi ci sono i paesi del Golfo: lo sapeva che il Qatar è il paese più ricco del mondo, con un reddito pro-capite medio pari a circa 12 mila dollari al mese? Certo si tratta di realtà un po’ a sé, con cui bisogna saper trattare.

D. Ovvero?
R. Hanno un modo di concepire il valore del denaro completamente diverso dal resto del mondo. Tanto che una camera basic da 650 euro a notte, la nostra tariffa invernale di partenza, appare loro persino troppo cheap. Capirà: si tratta di clienti abituati a spendere qualcosa come 100-150 mila dollari in sole prenotazioni alberghiere, per 20-25 giorni a Londra, con nuclei di dieci-quindici famiglie al seguito. Ecco allora che il prezzo, con loro, non è mai un problema. Le pretese però si alzano esponenzialmente. Pensi che a volte gli ordini al ristorante li fanno senza neppure guardare il menu. E sono individui che non amano mai sentirsi dire di no. Alle loro richieste ufficiali, la nostra risposta standard è sì. Al più possiamo permetterci di aggiungere un prudenziale «in base alle disponibilità».

D. Per concludere, cosa rimane del fascino di un tempo nel Cristallo di oggi? Un hotel che in un passato non troppo lontano era meta di personaggi del calibro di Klaus Kinski, Ira Furstenberg, Brigitte Bardot …
R. Esternamente qualcosa è cambiato: per esempio non ci sono più i campi da tennis di fronte all’hotel o la famosa piscina all’aperto inaugurata negli anni 1930. Ciononostante passeggiare nei nostri spazi comuni e nei nostri ristoranti, così come soffermarsi a leggere o a sorseggiare un drink nelle nostre zone living, significa assaporare ancora le atmosfere di un luogo di passaggio obbligato per qualsiasi vip in transito a Cortina. Lo testimoniano anche le numerose foto appese alle pareti. Ciò detto, noi abbiamo il dovere di continuare a guardare avanti e di non fermarci a contemplare il passato. Come piace dire a me, il Cristallo gode senz’altro di tutto il fascino dell’hôtellerie vecchio stampo, ma con uno sguardo sempre proiettato verso il futuro.

Chi è Giampaolo Padula

Già general manager del Caesar Augustus hotel di Capri, del capitolino hotel d’Inghilterra e del Grand Hotel Parker’s di Napoli, ultimo suo incarico prima di approdare al Cristallo, Giampaolo Padula ha trascorso gli ultimi 16 anni nel settore upscale, ricoprendo varie cariche direttive in strutture come il Lord Byron di Roma, il Windsor Court Hotel di New Orleans e il The Lodge at Vail in Colorado, nonché il De Vere di Swindon e il Lygon Arms di Broadway, nel Regno Unito. Nato a Roma, Padula si è laureato presso l’inglese Nottingham Trent University, per poi conseguire un master di business administration in international hospitality management all’Ecole Hôteliere di Losanna. Dal 2013 è socio della European hotel managers association (Ehma).

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