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La sight inspection si fa virtuale

Google Business Photos: dalla strada di Street View all'interno di hotel e ambienti commerciali

Google Business Photos: dalla strada di Street View all'interno di hotel e ambienti commerciali

Di Massimiliano Sarti, 25 ottobre 2012

Un semplice click per entrare in hotel e ambienti commerciali e poterne vedere gli spazi a 360 gradi. È il nuovo servizio Google Business Photos, da quest’estate disponibile anche per il mercato italiano. Derivato direttamente da Street View, il nuovo servizio dell’azienda californiana di Mountain View dà la possibilità agli utenti di effettuare delle vere e proprie sight inspection all’interno degli esercizi commerciali, passando senza soluzione di continuità dalle immagini della strada a quelle degli interni. «Non solo», racconta Luca Placido, fotografo milanese accreditato Google Business Photos. «Se il passaggio da Street View è forse quello più intuitivo, la visita virtuale, oltre a essere incorporabile nella propria pagina Facebook e sul sito proprietario, è anche accessibile da qualsiasi applicazione made in Mountain View: il motore di ricerca, le mappe e le schede del servizio di geolocalizzazione Google Plus Local, legato al quasi omonimo social network Google Plus».
La vera novità, in fondo, sta tutta qui: perché di foto panoramiche e visite virtuali è pieno il web, ma nessuna ha il potenziale di visibilità che il nuovo servizio assicura. «E non occorre neppure avere un sito Internet», aggiunge Placido. «Tutte le informazioni dell’albergo, del ristorante o del negozio, vengono infatti inserite proprio nelle schede Google Plus Local. In pratica, anche il meno informatizzato degli operatori può tranquillamente accedere a Business Photos, senza neppure l’obbligo di avere un proprio indirizzo web». Certo, una capillare presenza in rete è la condizione che garantisce i maggiori ritorni in termini di visibilità: «Tanto più che il servizio fotografico prevede anche una serie di scatti tradizionali da inserire nella stessa scheda Google Plus Local: foto statiche che rimangono a completa disposizione dell’esercente per le proprie esigenze di comunicazione online e offline».
Ma come si realizza, in pratica, un virtual tour Google Business Photos? «Niente di più semplice», riprende Placido. «Basta contattare uno dei fotografi accreditati (l’elenco completo si trova in rete, ndr) e fissare un appuntamento per il servizio. Ciò rappresenta, peraltro, anche l’unico investimento per l’esercente o l’albergatore: una spesa una tantum per coprire i costi di realizzazione degli scatti e delle immagini». La tecnica utilizzata è poi ovviamente quella della fotografia panoramica. «Prima di tutto serve un obiettivo “fish eye”», spiega ancora Placido. «Una volta posizionato il cavalletto e fissata l’inquadratura, la macchina gira quindi su se stessa in modo da creare, con una serie di scatti ravvicinati, la voluta visuale a 360 gradi. Le foto così ottenute, troppo deformate per essere di qualche utilità promozionale, vengono in seguito giuntate tra di loro a formare quell’unica immagine panoramica, che rappresenta il cuore di ogni virtual tour».
Per garantire l’omogeneità degli standard di servizio, Google richiede però l’opera di un fotografo accreditato. «La diffusione delle macchine digitali e degli smartphone di ultima generazione rende sì accessibile a tutti la tecnica delle foto panoramiche, ma i risultati non possono certo essere sempre ottimali», racconta infatti Placido. «Inoltre, le regole imposte da Google per le proprie Business Photos sono particolarmente stringenti e vietano qualsiasi ritocco in stile Photoshop». Non sono pochi, in effetti, gli accorgimenti necessari a realizzare un’immagine panoramica di qualità. «A cominciare dalla questione esposizione: girando l’obiettivo a 360 gradi si possono incontrare zone molto illuminate e altre completamente al buio; e le regolazioni automatiche della stragrande maggioranza delle apparecchiature in commercio non sono in grado di gestire efficacemente tali repentini cambiamenti di luce. Solo la sensibilità di un fotografo esperto, in pratica, può garantire risultati professionali all’altezza».
A ciò va quindi aggiunto un altro aspetto molto delicato, come quello legato alla scelta delle inquadrature: «Se infatti Google ci vieta di alterare in qualsiasi modo le immagini, a garanzia degli utenti finali, l’unico modo per valorizzare un interno è quello di scegliere i punti migliori da cui scattare. Gli standard Business Photos richiedono, in particolare, una serie di foto panoramiche, effettuate lungo un percorso ininterrotto di step da massimo quattro – cinque metri ciascuno, tali da creare quel continuum di immagini tipico anche di Street View. Ogni fotografo è però libero di scegliere in quale direzione muoversi, esaltando in questo modo i punti più suggestivi degli ambienti da ritrarre».
Tutte tecniche non certo estranee alla fotografia statica tradizionale, che tuttavia in questo contesto assumono un significato particolare, data l’ampiezza dell’immagine finale e l’impossibilità di intervenire digitalmente a posteriori sulle imperfezioni. «Detto questo», conclude Placido, «c’è da sottolineare che Google Business Photos è un servizio in continua evoluzione e non sono poche le novità introdotte da quando è stato lanciato in agosto in Italia. Come tutte le realtà web 2.0 più innovative e avanzate, infatti, anche questo servizio è particolarmente attento ai feedback degli utenti e pronto a cambiare e a limare le proprie funzioni e caratteristiche in base alle sollecitazioni della rete».

Chi è Luca Placido
www.effettopresenza.com
Anagraficamente nato a Milano nel 1971, dove vive e lavora tuttora, fotograficamente parlando Luca Placido viene invece alla luce 12 anni più tardi, quando si trova per la prima volta tra le mani una gloriosa Olympus Om1 (rigorosamente manuale). Durante l’adolescenza e gli studi artistici del liceo, prosegue quindi i suoi esperimenti, partecipando anche a qualche concorso fotografico. Si iscrive poi alla facoltà di architettura, facendo della fotografia uno strumento di supporto allo studio: documentazione urbana e architettonica utile allo svolgimento dei suoi (e degli altrui) esami. Dopo la laurea, la passione giovanile riaffiora, per trasformarsi pian piano in una vera occupazione: fotografo professionista dal 2005, Luca Placido si è occupato, e si occupa, di fotografia di reportage, di eventi (sportivi, musicali e aziendali), still life e fotografia commerciale. Si dedica, inoltre, agli scatti d’architettura e d’interni, orientati principalmente alle strutture ricettive, alle location per eventi e cerimonie, e alle strutture museali. Da alcuni anni, infine, è specializzato nella realizzazione di virtual tour fotografici, motivo per il quale è stato selezionato da Google nell’ambito del recente lancio del progetto Google Business Photos.

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