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La quinta voce dell’export globale

Non si ferma la crescita del turismo internazionale che tocca quota 1,4 mila miliardi di dollari

Non si ferma la crescita del turismo internazionale che tocca quota 1,4 mila miliardi di dollari

Di Marco Beaqua, 5 giugno 2014

Continua a crescere il valore del turismo internazionale, che rappresenta oggi la quinta voce delle esportazioni di beni e servizi a livello globale, dopo i carburanti, i prodotti chimici, il cibo e il comparto automotive. Lo rivela l’ultimo World tourism barometer dell’Organizzazione mondiale del turismo (Unwto), secondo cui, tra il 2013 e il 2012, il giro d’affari totale, generato dall’industria dei viaggi internazionali, sarebbe cresciuto a un ritmo del 5%, raggiungendo la cifra complessiva di 1,4 mila miliardi di dollari Usa. Di questi, 1,159 mila miliardi sarebbero andati direttamente alle destinazioni, tramite l’acquisto di servizi di soggiorno, f&b e intrattenimento, nonché in shopping e altri prodotti, mentre 218 miliardi sarebbero finiti al comparto del trasporto passeggeri.
Scorporando poi i dati a livello di macro-regioni mondiali, se l’Europa continua a beneficiare, in termini assoluti, della maggior parte delle entrate turistiche (il 42%), è tuttavia l’area Asia e Pacifico a crescere maggiormente in termini relativi (+8%), seguita dalle Americhe (+6%) e dallo stesso Vecchio continente (+4%). È così che, tra le dieci destinazioni più importanti al mondo, a registrare un notevole incremento del giro d’affari generato dai flussi internazionali sono state soprattutto le mete asiatiche: la Thailandia, in particolare, ha visto crescere le proprie entrate turistiche del 23%, mentre Honk Kong e Macao hanno entrambe registrato un +18%. Nell’emisfero occidentale, invece, particolarmente bene sono andati il Regno Unito (+13%) e gli Stati Uniti (+11%). Trend positivo, poi, anche per Spagna, Francia, Italia e Germania, le cui entrate sono tuttavia aumentate di una percentuale più modesta, compresa tra l’1% e il 5%.
Per quanto riguarda, inoltre, i principali bacini della domanda internazionale, mentre la Cina si conferma il primo mercato al mondo, con una spesa complessiva di 129 miliardi di dollari (+26% rispetto a due anni fa), salgono anche la Russia (54 miliardi di dollari; +25%), che diventa così il quarto mercato outbound a livello globale, e il Brasile (25 miliardi di dollari; + 13%), che in questo modo entra a sua volta nella top 10. Comparativamente più modeste risultano essere, al contrario, le performance outgoing delle economie più avanzate, con la notevole eccezione dell’Australia, la cui domanda è cresciuta del 9%. Da segnalare, infine, anche il +5% della Francia, e gli incrementi, tutti compresi tra il 2% e il 4%, di Usa, Germania e Regno Unito.

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