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La prima volta non si scorda mai. Esordio professionale di uno studente Ipssar

Di Antonino Castronovo, 3 ottobre 2008

Riceviamo e pubblichiamo volentieri una lettera di Antonino Castronovo. Il giovane socio Aira, già vincitore del concorso di ricevimento Professione receptionist svoltosi a gennaio 2008 presso l’istituto professionale di stato per i servizi alberghieri di Cefalù (Palermo), di cui abbiamo dato notizia sul numero 4 di Job in Tourism dello scorso 15 febbraio, ci racconta, con semplicità e chiarezza, la sua prima esperienza a contatto diretto con il mondo del lavoro. Un modo per ascoltare dalla viva voce di un giovane protagonista dell’ospitalità cosa significhi muovere i primi passi nella professione del ricevimento.

Innanzi tutto mi presento: sono Antonino Castronovo, un giovane socio Aira. Sono contento di scrivere queste righe per raccontare la mia prima esperienza, all’età di 17 anni, in albergo. Dopo gli esami di qualifica di ricevimento, superati con il voto di 100/100, mi è stato proposto un contratto a tempo determinato da parte del direttore dell’hotel Acacia resort di Campofelice di Roccella, in provincia di Palermo. Ho accettato subito perché avevo una grande voglia di iniziare a lavorare nel ricevimento e tutt’ora c’è in me una forte motivazione a continuare, per arrivare ad acquisire una sempre maggiore professionalità e preparazione.
Durante questa esperienza ho infatti avuto la possibilità di affiancare il personale del reparto accoglienza, apprendendo e poi gestendo tutte le operazioni tipiche di una reception d’albergo e, in particolare, quelle che caratterizzano la posizione di impiegato addetto al ricevimento. Ho imparato così a svolgere con sempre maggiore sicurezza e destrezza le procedure di check-in e check-out, nonché a occuparmi della gestione e del conteggio delle operazioni di messa a cassa, degli addebiti riguardanti i vari reparti e della gestione dei sospesi con l’invio delle relative fatture. Ho avuto anche la possibilità di partecipare a dei turni notturni, acquisendo in questo modo sempre maggiore sicurezza nel lavoro da svolgere. Grazie all’aiuto dei miei colleghi e alla mia volontà di apprendere e mettermi in discussione, ho imparato, inoltre, a utilizzare con buona sicurezza il programma di gestione alberghiera Nuconga. Il mio affiatamento con il personale dell’albergo e in particolare con quello del ricevimento è stato, infatti, fin da subito molto forte: un fattore che mi ha aiutato a integrarmi a pieno nella struttura e a imparare con più facilità e rapidità il lavoro da svolgere.
Concludo, infine, dicendo che considero questa esperienza molto positiva: mi ha aiutato a crescere sia personalmente sia professionalmente, permettendomi tra l’altro di ampliare la mia visuale sul funzionamento di una struttura alberghiera. Ritengo però che possa essere molto importante anche vivere un’esperienza all’estero. E ciò per tanti motivi, tra cui, in primo luogo, per acquisire una buona padronanza delle lingue straniere, ma anche per conoscere le caratteristiche e la cultura di un altro paese. Reputo, infatti, fondamentale apprendere gli usi e costumi di regioni diverse in modo da accrescere le proprie conoscenze ed essere preparati a eventuali proposte di lavoro in paesi stranieri con culture differenti dalla nostra. Un’esperienza lavorativa all’estero è, infine, un biglietto da visita essenziale per poter lavorare in grandi alberghi con responsabilità crescenti e rappresenta, perciò, anche un elemento molto positivo da inserire nel proprio curriculum.

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