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La mobilità nel Gran Paradiso diventa sostenibile

Di Marco Bosco, 13 luglio 2012

Fare sistema, sviluppo sostenibile, turismo 2.0. Concetti importanti per un’industria dei viaggi e dell’ospitalità che deve oggi saper guardare avanti a sé: una necessità vitale non solo per vincere la sfida dei mercati, ma anche per preservare le proprie risorse nel corso degli anni. Concetti, però, che rimangono pur sempre un’astrazione fino a che non vengono tradotti in contenuti concreti e traduzioni pratiche in grado di garantirne l’efficacia.
È così che la Fondation Grand Paradis, in collaborazione con la regione Valle d’Aosta e con il patrocinio del comune di Milano, ha recentemente presentato nella città meneghina, presso l’Urban Center di Galleria Vittorio Emanuele, una serie di iniziative ecocompatibili di valorizzazione del proprio territorio e della propria offerta turistica, nell’ambito dei progetti a carattere internazionale Rêve (Rete veicoli elettrici Grand Paradis) e Iter (Immaginare un trasporto efficace e responsabile).
A cominciare dal nuovo sistema di bike sharing elettrico, comprendente 105 biciclette a pedalata assistita alimentate da solare fotovoltaico. Ma passando anche dagli hot spot Grand Paradis free wifi zone, i quali «mirano a essere un primo passo per ridurre il digital divide che inevitabilmente separa le zone di montagna e le zone di pianura», come ha spiegato il direttore di Fondation Grand Paradis, Luisa Vuillermoz. «I comuni di montagna sono infatti i custodi di un ricco patrimonio rurale e di tradizione, ma sono chiamati oggi ad accogliere le sfide e le opportunità lanciate dalla tecnologia. L’innovazione non stravolge l’identità di questi territori, ma consente, al contrario, di supportare una sempre più sentita esigenza di connettività da parte di residenti e ospiti».
All’evento milanese si è poi parlato pure di forme di vacanza senz’auto nel Gran Paradiso, con pacchetti ad hoc che ora possono sfruttare anche i nuovi servizi di mobilità sostenibile, nonché della nuova autovettura elettrica in dotazione alla fondazione, le cui prestazioni saranno monitorate in collaborazione con il Politecnico di Torino. E ciò con l’idea di sperimentare il reale funzionamento di tali veicoli sulle strade di montagna; unitamente alla creazione della prima rete di colonnine pubbliche per la ricarica, con ben sette postazioni sparse sul territorio del parco, che consentiranno di testare l’applicabilità e la replicabilità di tali tecnologie nell’intera Valle d’Aosta.
È stato, infine, annunciato anche il rinnovo, per il secondo anno consecutivo, del servizio di trasporto a chiamata TrekBus Giroparchi – Gran Paradiso, grazie al quale è possibile effettuare itinerari circolari nei confini del territorio protetto, risalendo un colle, svalicando nella valle adiacente e rientrando alla posizione di partenza. «Queste iniziative, insieme a quelle legate ai progetti Rêve e Iter», ha quindi concluso il presidente di Fondation Grand Paradis, Mauro Bieler, «consentono alla nostra fondazione di rafforzare la vocazione al turismo naturalistico del territorio, con interventi sulla mobilità sostenibile che potranno essere utilizzati sia dai residenti, sia dai turisti».

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