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La luna di miele, un evergreen

Di Mati Pignatelli, 17 ottobre 2008

Il particolare e instabile scenario economico-finanziario nel quale versa l’Italia insieme a molti altri paesi industrializzati sta penalizzando inevitabilmente il mondo dei viaggi, come la maggior parte dei settori merceologici. Un distinguo interessante va fatto, però, secondo Astoi, per il segmento luna di miele, che sembra mantenere costante il suo intramontabile appeal. Il viaggio di nozze pare, infatti, non risentire fortemente di fenomeni come la riduzione della durata della vacanza e la contrazione del credito, che invece stanno caratterizzando in senso negativo gli altri segmenti del viaggiare, eccezion fatta per il comparto del lusso.
La vacanza luna di miele, insomma, rappresenta per le aziende del turismo organizzato ancora un bacino redditizio, a cui proporre al meglio il mix di prodotti che il tour operator programma. Il viaggio di nozze racchiude, infatti, per i suoi protagonisti un insieme di proiezioni e desideri ad alto contenuto valoriale: la luna di miele rimane, cioè, un viaggio extra-ordinario al quale riservare un investimento molto rilevante in termini di spesa. È il sogno, in altre parole, che traina le coppie verso la scelta di un viaggio speciale, fuori dal comune, con un budget di spesa particolarmente elevato. A riconferma dell’importanza attribuita al viaggio di nozze, in tempi recenti stanno persino mutando le abitudini legate all’organizzazione del matrimonio e alle modalità di fruizione del viaggio stesso: la tuttora comune lista-nozze non si sceglie così solo, come in passato, nel negozio di casalinghi, ma sempre più in agenzia di viaggio, perché al viaggio di nozze con i fiocchi non si rinuncia più.
Al contrario dei pacchetti generalisti proposti, per esempio, per le vacanze estive, i viaggi di nozze vengono così declinati sui desideri di viaggio della coppia, partendo generalmente da un livello di personalizzazione molto elevato: un elemento, quest’ultimo, che permette all’organizzatore di valorizzare al meglio la propria expertise. Che la coppia di viaggiatori disponga di budget medio (una settimana in Mar Rosso) o molto ampio (un giro del mondo), il tour operator o l’agenzia di viaggio sono perciò i soggetti naturali per il confezionamento di una vacanza speciale, in grado di rispondere il più possibile ai desideri della coppia. Spesso il momento non permette, tra l’altro, ai viaggiatori di dedicare il tempo necessario alla programmazione autonoma della vacanza ed ecco anche perché il fai-da-te è molto circoscritto in questa particolare fascia di prodotto. Un ulteriore fattore che avvicina il viaggiatore all’intermediazione è poi da ricondursi alla stessa natura dei viaggi di nozze, mediamente più complessi da organizzare rispetto alle altre tipologie di vacanze.
Fra le destinazioni più gettonate dai viaggiatori italiani, poi, Astoi, pur non avendo a disposizione dati scorporati, indica indubbiamente le classiche mete da sogno, come, per esempio, gli atolli dell’Oceano Indiano, Dubai, la Repubblica Dominicana, il Messico, le spiagge del Mar Rosso o la crociera sul Nilo. Sempre in voga, poi, la vacanza nel Mediterraneo, magari a bordo di lussuose imbarcazioni o moderne e attrezzatissime navi da crociera, i cui itinerari più comuni toccano le isole dell’Egeo o le coste turche anche abbinate a un soggiorno nella misteriosa Istanbul.
Le combinazioni di viaggio sono però molto numerose e differenti fra loro: il viaggio di nozze, come ogni vacanza, segue, infatti, l’attitudine e il desiderio del momento del viaggiatore, più che la moda di una destinazione geografica, anche se vi sono luoghi che si potrebbero definire intramontabili.
Molto apprezzato e sempre alla moda, oltre che notevolmente avvantaggiato dal dollaro debole, è così, tra gli altri, il viaggio negli Stati Uniti con estensioni-mare nei Caraibi o nel paradiso per eccellenza: la Polinesia. Tahiti e le sue isole, così come l’arcipelago delle Hawaii, rappresentano, infatti, immutabili nell’immaginario collettivo, il rifugio, il sogno per antonomasia: di fatto, l’80% dei viaggiatori italiani che vi si reca è in luna di miele e le previsioni per il prossimo futuro parlano di un ulteriore aumento, anche se lieve, delle partenze proprio verso la Polinesia, oltre che verso l’Australia: mete molto apprezzate dalla clientela italiana, ma difficilmente raggiungibili durante le vacanze mordi e fuggi d’agosto.
Note sono poi le formule di sconto applicate alla luna di miele, che variano da riduzioni fino a circa il 20% per il soggiorno della sposa ad upgrading sulla sistemazione in un livello superiore da quello prescelto, oppure a sconti sul prezzo legati alla permanenza continuativa presso un determinata struttura o catena alberghiera. Anche l’insieme di queste politiche di marketing invoglia, tra l’altro, la coppia ad affidarsi all’intermediazione. Tramontata, inoltre, la moda del last minute, che oggi incide sul 10% del fatturato totale dei tour operator, le vacanze, specie se in luna di miele, si prenotano in anticipo. L’advance booking consente ormai un forte risparmio (a volte anche del 30%) per chi prenota fino a un mese prima della partenza.
In generale, il trend attuale sembra, infine, indicare che i novelli sposi siano più alla ricerca di una determinata tipologia di vacanza che di una particolare destinazione. Fil rouge del viaggiare contemporaneo, anche in questo segmento, è la contaminazione della vacanza con il benessere. Molto gettonati sono così i resort con spa, che si scelga la Tailandia, la Tunisia o il Medio Oriente. Ma anche le residenze storiche trasformate in hotel, soprattutto in Europa, dove Francia, Spagna e Italia la fanno da padrone. Dulcis in fundo, perché più elitario, il Sud Africa dei lodge con capanne simil primordiali: costruite in legno locale e tetto in paglia, per sentirsi in mezzo alla natura, sono strutture tuttavia munite anche di vasca a idromassaggio. Vale a dire: sì al sauvage, ma solo se seguito da acqua calda e dagli ultimi ritrovati del comfort. In conclusione, insomma, qualunque sia la destinazione, ci si vuole sentire coccolati: i viaggiatori di nozze rientrano, infatti, nella fascia alta della clientela, quella, cioè, che è disposta a investire oltre 2 mila euro a testa, contro una spesa media del turista italiano per un pacchetto di sette giorni e sei notti di circa 900 euro a persona.

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