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La Liguria degli alberghi diffusi

Di Marco Beaqua, 21 settembre 2007

L’albergo diffuso conquista anche la Liguria. Le istituzioni regionali stanno, infatti, mostrando uno spiccato interesse verso quella che considerano una delle più innovative esperienze di accoglienza turistica. A conferma di ciò, la giunta regionale ligure ha da poco dato inizio all’iter istituzionale per l’approvazione di una normativa che, inserendo l’albergo diffuso tra le varie tipologie di ricettività turistica, ne definisce caratteristiche e peculiarità. A illustrare il provvedimento, sono intervenuti recentemente gli assessori all’edilizia, Maria Bianca Berruti, al turismo, Margherita Bozzano e all’agricoltura, Giancarlo Cassini, nonché lo stesso presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando. «Crediamo molto in questa forma di ospitalità, perché si tratta di una tipologia di offerta ricettiva legata a doppio filo allo sviluppo del territorio, in particolar modo delle aree montane. A garantirlo, la specificità stessa del complesso ricettivo, caratterizzato com’è da una serie di abitazioni localizzate nello stesso centro storico, con un’organizzazione e una gestione unitaria dei servizi» ha spiegato Berruti. «Senza dimenticare, poi, anche l’importanza e la varietà delle numerose articolazioni che può assumere questa forma di accoglienza turistica. Mi riferisco, ad esempio, all’ospitalità diffusa, complesso ricettivo unico che comprende diverse unità abitative localizzate in più borghi». Particolarmente sentito è, inoltre, il contributo che l’albergo diffuso può dare alla lotta contro l’abusivismo edilizio e la cementificazione del paesaggio, valorizzando al contempo aree regionali alternative alla costa. «La ricettività diffusa» ha aggiunto a tal proposito Bozzano, «punta a valorizzare, nel suo insieme, i piccoli centri dell’entroterra. Zone ricche di storia e di tradizioni, capaci di attirare i viaggiatori interessati alle bellezze del paesaggio, ai sapori dell’enogastronomia e agli stili di vita alternativi». Per favorire l’espansione sul territorio ligure dell’albergo diffuso, la giunta intende indire nel prossimo futuro un bando regionale per la selezione delle migliori proposte provenienti da parte degli enti locali. La Regione Liguria ha già previsto uno stanziamento di 1 milione e 650 mila euro allo scopo di finanziare i progetti più interessanti. «La nostra idea», ha concluso Burlando, «è quella di promuovere il recupero degli immobili esistenti per creare una rete ricettiva turistica in diverse zone dell’entroterra ligure, luoghi dove difficilmente sarebbe ipotizzabile l’apertura di strutture ricettive tradizionali». Se tutto dovesse procedere come si augura la giunta, il regolamento, che attualmente si trova in commissione consiliare, dovrebbe essere definitivamente approvato entro la fine di settembre.

Il progetto di normativa
Secondo quanto si legge nel progetto di regolamento regionale in fase di approvazione, per albergo diffuso s’intende una struttura ricettiva con prestazioni simili a quelle alberghiere e sede in borghi storici dotati di una popolazione superiore ai cento abitanti. Le unità abitative che la compongono non devono essere collocate in un unico edificio ma distribuite in più unità immobiliari. È, inoltre, necessario che l’organizzazione sia dotata di una reception e di almeno sette unità abitative con oltre trenta posti letto. I diversi edifici facenti parte dell’albergo diffuso devono essere riconoscibili, presentare caratteristiche interne ed esterne omogenee, trovarsi al massimo a 250 metri di distanza l’uno dall’altro ed essere situati in aree prevalentemente riservate al traffico pedonale. L’ospitalità può essere fornita, alternativamente, in camere o appartamenti con uso cucina. Gli alloggi, poi, devono essere dotati di spazi comuni per gli ospiti, di una sala giochi per bambini, di un luogo per incontri e riunioni, nonché di un’area espositiva utilizzabile anche per la degustazione dei prodotti di qualità caratteristici del territorio. Si deve, infine, garantire l’offerta di quei servizi tradizionalmente legati all’ospitalità alberghiera, come l’accoglienza, l’assistenza e la ristorazione. Per quanto riguarda l’ospitalità diffusa, il progetto di normativa della Regione Liguria punta a unificare il servizio di prenotazione e ricevimento di una serie di diverse strutture ricettive alberghiere e non, localizzate in più borghi e nuclei storici. Tra le casistiche previste, ci sono anche i gruppi di edifici singoli appartenenti a uno o più comuni. Tutte le strutture coinvolte devono essere connotate da uno stile comune, riconoscibile e integrato con il territorio. Una condizione necessaria per evitare di comprendere nella definizione di ospitalità diffusa delle semplice sommatorie di unità abitative ristrutturate e messe in rete.

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