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La Fic rinnova i vertici

Lo chef Rocco Cristiano Pozzulo eletto presidente della Federazione italiani cuochi

Lo chef Rocco Cristiano Pozzulo eletto presidente della Federazione italiani cuochi

Di Marco Bosco, 21 maggio 2015

Gli chef della Penisola hanno un nuovo presidente: al termine dell’assemblea dei delegati, dei 18 mila iscritti alla Federazione italiana cuochi, Rocco Cristiano Pozzulo è stato infatti eletto alla guida dell’associazione di categoria delle berrette bianche. Una votazione che è stata accompagnata con un fragoroso applauso tributato dai presenti, giunti per l’occasione nella Capitale da ogni angolo d’Italia: segno tangibile della stima profonda di cui gode il neo-presidente.
Pozzulo subentra a Paolo Caldana, che lascia per fine mandato. Lo chef e docente dell’istituto alberghiero di Potenza è chiamato così a coordinare, nei prossimi quattro anni, il lavoro di tutte le 124 associazioni provinciali, delle 20 unioni regionali e delle innumerevoli delegazioni estere che compongono l’unico ente italiano riconosciuto dalla federazione mondiale dei cuochi: la Wacs (World association of cooks’ societes).
Il cuoco lucano è stato peraltro fino a pochi mesi fa project manager della Fic, per conto della quale ha organizzato congressi, assemblee, concorsi e manifestazioni, nonché presidente dei Cuochi della regione Basilicata. Al suo fianco quale vicario è stato poi nominato Carlo Bresciani e, quale tesoriere, il riconfermato Carmelo Fabbricatore. Il prossimo 25 maggio, sempre a Roma, in consiglio nazionale, verranno eletti gli altri organismi dirigenti, tra cui i vicepresidenti con deleghe delle aree, il segretario nazionale e la giunta esecutiva.
«Il nostro programma non può che muovere dalla valorizzazione ulteriore della figura del cuoco professionista e del ricco patrimonio enogastronomico che l’Italia vanta», dichiara il neo-presidente. «Ma, premesso ciò, non posso non avviare la mia azione da una duplice consapevolezza: la straordinaria eccezionalità della situazione di crisi economica in cui versa la nostra amata Italia nonché, al tempo stesso, le grandi potenzialità che la Federazione italiana cuochi conserva. E ciò con il fine di progettare un futuro diverso: di fronte al rischio incombente della omologazione, occorre infatti molto di più di un’accorta e attenta gestione del quotidiano. Quest’ultima, pur essendo un dovere implicito e ineludibile per ogni presidente, a mio parere non può essere sufficiente a garantire quella svolta di cui la Fic ha oggi bisogno. Ritengo invece, che si dovrà realizzare una profonda riorganizzazione e innovazione del tessuto gestionale e associativo, implementando adeguate strategie, anche a medio e lungo termine.
Secondo lo chef lucano, «la Federazione si è ritagliata in tutti questi anni un ruolo di primaria associazione professionale di categoria, grazie al lavoro silenzioso di tanti uomini e donne che, con una straordinaria disponibilità, hanno messo al servizio del bene comune tempo e professionalità. Oggi, a mio parere, occorre osare di più, bisogna unire al tempo e alle competenze di base, requisito indispensabile, la capacità e la voglia di cogliere le sfide dell’innovazione e del cambiamento. Il futuro della Fic si gioca attorno alla capacità di valorizzare i suoi associati, evitando di tappare le ali a chi vuole dispiegarle. A tal fine ho ritenuto indispensabile girare l’Italia per sentire e stimolare tutti gli iscritti attraverso un incontro-confronto, che ha avuto come finalità non tanto l’idea di inseguire effimeri consensi, quanto piuttosto il proposito di mettere in rete le migliori energie possibili, al fine di coinvolgere tutti a concorrere e a disegnare una Federazione che sia attinente ai tempi».

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