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La coda di un treno a vapore

Di Marco Beaqua, 6 giugno 2008

Un panorama dalle tinte fosche. È quello che è stato dipinto durante il convegno «I nuovi scenari del turismo», organizzato da Federalberghi in occasione della sua 58° assemblea nazionale tenutasi recentemente presso il Palazzo della Triennale di Milano. Il capoluogo lombardo, peraltro, era stato scelto per festeggiare la fresca vittoria nella corsa per l’assegnazione di Expo 2015: «Un’occasione per presentare non solo Milano, ma l’Italia intera», ha commentato nel discorso introduttivo Remo Eder, presidente di Federalberghi Lombardia. E folta, in effetti, è stata la rappresentanza dei delegati di categoria, che hanno in questo modo doverosamente onorato il prestigioso successo del capoluogo lombardo insieme a molti esponenti istituzionali di primo piano, tra cui il neoministro dei beni culturali, Sandro Bondi, e il sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega al turismo, Michela Vittoria Brambilla, alla sua prima uscita istituzionale.
Ma nonostante gli inaugurali toni trionfalistici, il dibattito ha assunto immediatamente sfumature più fosche nel momento in cui i relatori sono passati a trattare degli scenari competitivi del nostro paese nel contesto dei più recenti trend di sviluppo dell’industria turistica globale. «Nel corso del 2007», ha dichiarato nel suo intervento il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, «il numero di arrivi internazionali a livello globale è aumentato complessivamente del 6% rispetto all’anno precedente. L’Europa è cresciuta però solo del 4%, mentre l’Italia ha fatto registrare risultati praticamente identici a quelli del 2006. Rischiamo di essere il vagone di coda di un treno a vapore che compete con le superveloci locomotive dei paesi emergenti».
Sono così soprattutto le questioni inerenti alle nuove norme introdotte con il protocollo del welfare il bersaglio principale delle doléances dei rappresentanti di categoria: «L’assenza in tale provvedimento della fattispecie contrattuale concernente il lavoro intermittente penalizza pesantemente un comparto come il nostro, fortemente condizionato dalla stagionalità della domanda», ha proseguito Bocca. «È la stessa natura del nostro mercato a imporci una maggiore flessibilità nelle politiche d’impiego. Da non dimenticare, inoltre, è l’annosa questione del regime Iva, la cui accisa sulle tariffe alberghiere è ancora nettamente superiore a quella imposta ai nostri competitor europei. Un tema che si lega a quello dei canoni demaniali marittimi, la cui recente revisione verso l’alto rischia di mettere in seria difficoltà molti operatori italiani».
Il presidente di Federalberghi ha poi toccato il tema delle infrastrutture, di cui ha auspicato un rapido sviluppo in modalità capaci di tener conto anche delle esigenze del comparto turistico. Inoltre, dopo aver perorato nuovamente la causa della reintroduzione di un dicastero esclusivamente dedicato al turismo o perlomeno di un maggior coordinamento delle politiche regionali in materia turistica, Bocca ha sottolineato anche l’importanza del mercato domestico: «Non si può, infatti, ignorare il fatto che circa il 60% della domanda alberghiera provenga dai viaggiatori italiani. Vorremmo, per questo motivo, che l’Enit sviluppasse nuove strategie atte a sostenere anche questo segmento di mercato, troppo spesso sottovalutato».
Uno scenario, insomma, non certo idilliaco, all’interno del quale Federalberghi cerca di muoversi, mirando ad aumentare l’efficacia delle proprie azioni di lobbying nei confronti del nuovo governo in carica. La Confcommercio, in particolare, nel cui alveo si trova Federalberghi, ripone grande fiducia nel neo costituito esecutivo. «Abbiamo apprezzato molto le nuove norme tese alla detassazione di straordinari e premi, nonché i contenuti del nuovo pacchetto sicurezza, anche se auspichiamo una maggiore attenzione pure verso i temi della contraffazione e dell’abusivismo», ha spiegato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. «Ci auguriamo, inoltre, che il governo sappia avviare una nuova fase di concertazione tra le parti più equilibrata, e non più sbilanciata a favore degli interessi dei soli sindacati e di Confindustria». Tra le altre richieste di Confcommercio, spicca poi la domanda di una maggiore attenzione alle esigenze dell’economia dei servizi. «Quello che chiediamo è soprattutto un’accelerazione dei processi di privatizzazione in corso, nonché la semplificazione delle procedure burocratiche», ha aggiunto a tale proposito Sangalli.
In linea con la posizione del presidente di Confcommercio, ancora Bocca ha toccato, a conclusione del suo intervento fiume, anche le criticità di un comparto come quello del turismo culturale, che tutti ripetono costituire il vero vantaggio competitivo del nostro paese, ma che stenta a decollare: «L’offerta museale italiana è quantitativamente impressionante. Ciononostante, con la notevole eccezione di pochi grandi siti e istituzioni storico-artistiche di respiro veramente internazionale, il numero di visitatori si mantiene a un livello relativamente basso. La forza della Francia, il nostro principale competitor, sta invece proprio nella capacità di attirare viaggiatori anche nei propri musei minori. Occorre, insomma, elaborare una strategia di collaborazione tra istituzioni culturali e operatori turistici in grado di rendere realmente fruibile tutto il nostro ricchissimo patrimonio storico-artistico».
Quasi in risposta a tale sollecitazione, Bondi ha illustrato alcune delle proposte al vaglio del suo dicastero proprio con l’obiettivo di rivitalizzare il comparto incoming dell’industria dei viaggi nazionale: «È nostra intenzione operare in tre direzioni fondamentali: incentivare lo sviluppo del turismo non solo nelle grandi città d’arte italiane, ma anche nei centri minori, che rappresentano la vera identità del nostro paese; contribuire alla destagionalizzazione dell’offerta, strutturando pacchetti e itinerari legati ai grandi eventi culturali come, per esempio, il festival letterario di Mantova; migliorare le strategie di marketing, tramite l’elaborazione di un piano di promozione coerente in grado, al contempo, di dare una visione complessiva dell’Italia e di evidenziarne le specificità regionali».
Meno incisivo e più generico, invece, l’intervento di Brambilla, che si è limitata a svolgere il compitino di prammatica, fatto di analisi complessive sulla debolezza del nostro sistema turismo e di desiderata generici relativi alla rivalutazione del marchio Italia e alla necessità di giustificare con risultati concreti gli investimenti in operazioni di marketing. «La mia promessa», ha dichiarato tra l’altro Brambilla, «è quella di impegnarmi per ottenere una revisione dei regimi fiscali e per far sì che le politiche infrastrutturali tengano conto delle esigenze del comparto turistico. In particolare, occorre migliorare l’efficienza dei trasporti, della logistica e dei servizi dedicati al segmento della clientela medio-bassa. Unica possibilità di intercettare la crescente domanda dei paesi emergenti, fino a ora dirottata dai più grossi tour operator internazionali su altre destinazioni europee meglio attrezzate ad accogliere questo particolare segmento di mercato».

Italyhotels.it cambia faccia
Potenziato e rinnovato nella grafica il sito gestito da Federalberghi per garantire visibilità gratuita su internet a tutti gli hotel italiani. In particolare, all’interno di Italyhotels.it è stato rinnovato il motore di ricerca, che ora fornisce un maggior numero di opzioni all’utente. Inoltre, grazie a questa nuova versione, gli internauti possono richiedere direttamente on-line la disponibilità delle camere di circa 19 mila strutture ricettive. Maggiore attenzione è stata inoltre rivolta alla sezione delle informazioni, che ora è più approfondita e soprattutto più facilmente aggiornabile da parte degli albergatori. Il nuovo indirizzo web, infine, è disponibile anche in versione inglese e il suo database alimenta altri 21 siti sui quali vengono automaticamente pubblicate le informazioni inserite dall’albergatore su Italyhotels.it.
«È questo un servizio», ha commentato Bocca in occasione dell’assemblea di Federalberghi, «che mira a coadiuvare le imprese turistiche ad affrontare la crescente competizione nei mercati di tutto il mondo. Perché se è vero che essere in rete è ormai fondamentale per qualsiasi attività economica, è altrettanto vero che è ormai indispensabile esserci anche in modo appropriato alle esigenze del proprio target di riferimento».

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