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La certificazione energetica degli edifici

Di Job in Tourism, 11 aprile 2008

Mai come oggi, vista la recente impennata del costo dei combustibili fossili, sono di grande attualità le nuove disposizioni nazionali sul contenimento del consumo di energia che, proprio in questi mesi, stanno progressivamente entrando in vigore. Le nuove regole, in particolare, sono conseguenti alla direttiva comunitaria numero 91 del 2002, che si traduce nell’obbligo di conseguire la certificazione energetica per tutte le strutture edilizie con funzione abitativa. Sulla spinta della legislazione comunitaria, sono stati poi approvati numerosi provvedimenti nazionali, contenuti nel decreto legislativo 192/2005, con le conseguenti modifiche e integrazioni apportate dal dlgs 311/2006.
Le nuove norme rendono così il certificato energetico dell’edificio parte integrante e imprescindibile dell’atto di possesso. Ora ogni edificio, con i suoi impianti di climatizzazione, deve essere necessariamente progettato e gestito in modo da garantire bassi consumi. Il tutto nel rispetto del benessere degli utenti e tenendo al contempo conto delle condizioni climatiche locali e dell’efficienza energetica degli impianti.
La certificazione energetica degli edifici non è però solamente atta a disciplinare la gestione o la progettazione eco-sostenibile di un edificio, ma rappresenta anche uno strumento utile alla proprietà per conoscere le caratteristiche tecniche di una struttura relativamente ai consumi e per permettere, conseguentemente, la programmazione di tutti quegli interventi necessari a garantire una migliore efficienza energetica.
L’obbligo del possesso della certificazione, in particolare, è a carico del venditore e, secondo il dlgs 311/2006, la sua introduzione obbligatoria ha scadenze differenti a seconda delle fattispecie prese in esame: nel caso del trasferimento a titolo oneroso di un intero immobile con superficie utile superiore ai 1.000 metri quadrati, in particolare, la sua presenza, dal 1° luglio 2007, è già necessaria; per il trasferimento a titolo oneroso di un immobile intero con superficie utile inferiore ai 1.000 metri quadrati, invece, ma con esclusione delle singole unità immobiliari, il certificato sarà obbligatorio a partire dal 1° luglio 2008; sempre a partire dal 1° luglio, ma del 2009 sarà inoltre introdotto l’onere della certificazione pure per quanto riguarda il trasferimento a titolo oneroso delle singole unità immobiliari. Rimane da segnalare, infine, che la regione Lombardia, al fine di promuovere una migliore efficienza energetica nel settore civile, con la delibera della giunta regionale del 26 giugno 2007, ha anticipato al 1° gennaio 2008 tutti i limiti sopraindicati.
Contemporaneamente a questa normativa intesa a ridurre l’impatto ambientale delle costruzioni, il governo, con la legge finanziaria 2007, ha introdotto, però, nuove incentivazioni per agevolare gli interventi atti a migliorare l’eco-sostenibilità degli edifici. Prima fra tutte, la detrazione fiscale del 55%: uno sgravio ottenibile solo previa certificazione, ma riguardante sia i costi impiantistici, sia quelli relativi ai lavori edili connessi come, per esempio, la fornitura e la posa in opera di materiale coibente, nonché il miglioramento di infissi e componenti vetrati.
Scontato ricordare, infine, che queste innovazioni normative riguardano, ovviamente, anche gli alberghi, per i quali sarà quindi necessario utilizzare d’ora in avanti un nuovo approccio progettuale. L’architettura dovrà, in particolare, sviluppare nuovi piani atti a integrare nelle strutture le tecnologie capaci di sfruttare le fonti di energia alternativa e a impiegare materiali in grado di consentire il contenimento energetico. Si tratterà, per forza di cose, di un cambiamento non immediato, né tanto meno economico, ma i maggiori investimenti iniziali rispetto ai sistemi più tradizionali verranno rimborsati in tempi brevi dalle agevolazioni fiscali e, soprattutto, dal forte risparmio sui consumi.

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