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Incertezze nel turismo

Di Antonio Caneva, 23 novembre 2001

Pur osservando le cose del turismo da un osservatorio privilegiato, come quello di chi quotidianamente è a contatto con gli operatori del settore, si riesce con difficoltà ad individuare una linea di tendenza certa, almeno per quanto riguarda il nostro paese. Sono sconfortanti i segnali che arrivano dall’America e dall’Asia; ad Hong Kong, ad esempio, hanno sospeso i progetti per cinque dei sei alberghi che avrebbero dovuto aprire l’anno prossimo; nel contempo però si parla dell’attenzione di grandi gruppi internazionali attivi nel turismo verso alcuni tour operator, in un clima di concentrazione, ma anche a riprova di vitalità del settore. In Italia i programmi, pur con dei momentanei rallentamenti, proseguono nella loro realizzazione e ne abbiamo avuto la riprova visitando la manifestazione milanese Expotour per le attrezzature alberghiere. Gli espositori presenti, mai così numerosi, nella generalità hanno confermato una sensazione di prudente ottimismo per il futuro. La selezione di risorse umane nel settore, in prossimità dell’inizio della stagione invernale, segue lo scansire delle ricerche di Bin Laden e delle difficoltà nel volare. Gli operatori vivono momenti di indecisione tra le prossime necessità operative e la prudenza verso situazioni subite; avviene così che inserzioni prenotate vengano cancellate al primo accenno di possibile sviluppo negativo della situazione internazionale, per essere poi riconfermate appena l’emergenza è passata. Il sistema naviga a vista, fortunatamente, negli ultimi tempi, si ha l’impressione che la riva sia meno lontana.

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