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In viaggio nelle terre di Federico II

Di Anna Goffi, 9 luglio 2004

Andria esulta insieme a Trani e Barletta perché da poco i tre comuni fanno parte di un’unica nuova provincia. “Da tempo aspettavamo questo riconoscimento – afferma Antonio Griner, assessore allo sviluppo economico del comune di Andria – per promuoverci meglio con pacchetti turistici legati non solo a un singolo comune, ma a un intero territorio. Abbiamo monumenti eccezionali come Castel del Monte, costruzione a pianta ottagonale, fatta erigere dall’imperatore Federico II di Svevia su un colle della Murgia a 540 metri sul livello del mare, come pure è mirabile la cattedrale di Trani, considerata uno dei più raffinati esemplari di architettura romanica pugliese”.
Se i monumenti appagano la vista e lo spirito, gli eccellenti prodotti enogastronomici presenti nella zona non possono che appagare il palato anche delle persone più esigenti. Non c’è che l’imbarazzo della scelta tra prodotti tipici dal gusto deciso come i taralli, le friselle, i confetti di mandorla Avola e il mandorlaccio, tipico dolce fatto di mandorle e miele.
Dire Andria equivale a dire burrata, deliziosa pasta di mozzarella dal cuore di panna, per non parlare della ricotta, delle scamorze, delle trecce e dei bocconcini sempre di mozzarella. Delimitare Andria a sede di un’importante attività casearia sarebbe, tuttavia, farle torto perché altrettanto significativa, per l’economia locale, risulta la produzione di vino e di olio. Quanto qui sia fondamentale l’attività vinicola lo testimonia l’esistenza dal 1959 della Cantina cooperativa della riforma fondiaria Acli, (www.vignuolo.it) che ora conta 462 soci, il 30% dei quali è vignaiolo per tradizione. Dalla Cooperativa escono vini Doc bianco, Rosato e Rosso Castel del Monte e ottimi vini Igt come il Sangiovese Murgia e il Trebbiano Puglia.
Migliorata col tempo la produzione sia sul piano della quantità (attualmente si producono 90 mila quintali d’uva l’anno, rispetto ai 30 mila di 20 anni fa) sia sul piano qualitativo, la Cooperativa da un anno ha deciso di imbottigliare raccogliendo ampi consensi, specie tra gli addetti ai lavori, poiché il Rosato Castel del Monte Doc Vignuolo 2003 ha vinto la medaglia d’oro all’ultimo Vinitaly. “Pensiamo – ha dichiarato Fedele Bartolomucci, presidente della cooperativa – di arrivare in 5 anni a imbottigliare 300 mila bottiglie, c’è in progetto la costruzione di una bottaia per passare il vino in barrique perché, oltre a continuare a proporre dei vini piacevoli da bere e accessibili nel prezzo, sicuramente faremo dei fuori classe”.
Anche l’Oleificio Coop. della Riforma fondiaria esiste da quasi 50 anni, essendo nato due anni prima della cooperativa vinicola. Partito con circa 15 soci, oggi ne conta quasi 250 per oltre 2.200 ettari di superficie olivetata con una produzione di 60 mila quintali di olive l’anno esclusivamente di varietà Coratina che rendono 12 mila quintali d’olio. L’olio extravergine della cooperativa, denominato “I Tre Campanili” per associarlo ad Andria, Città dell’Olio, il cui profilo panoramico presenta appunto tre torri campanarie, ha un tipico gusto fruttato e una bassissima acidità, oltre ad avere da sempre una tracciabilità come metodo naturale. È l’ideale per un consumo a crudo, sebbene finora solo il 20% della produzione venga imbottigliata e venduta al dettaglio.
Infine, esistono punte d’eccellenza nell’ambito della ricettività. La Biomasseria Lama di Luna, (www.lamadiluna.com) è una masseria del 1800 ristrutturata con bioarchitettura e Feng-shui, che dispone di 18 posti letto e 180 ettari di coltivazioni biologiche.

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