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In onore del dio Bacco

Di Marco Beaqua, 28 settembre 2007

Successo di pubblico durante la penultima domenica di agosto per la sezione di Ragusa barocca dell’Amira, che, per la prima volta, ha partecipato da protagonista al Medfest di Buccheri (Sr), tradizionale manifestazione storica organizzata dal piccolo centro siracusano e giunta ormai alla sua dodicesima edizione. L’Associazione maitre italiani ristoranti e alberghi era rappresentata dal fiduciario della sezione di Ragusa, Vito Guzzardi, dal vice cancelliere nazionale Rosario Magrì, dal primo maitre del grand hotel Villa Politi di Siracusa, Sergio Manenti, e dal collaboratore Amira Giuseppe Camilli. I quattro ambasciatori dell’Amira hanno proposto, alle centinaia di visitatori accorsi al Medfest, un prelibato piatto realizzato alla lampada, una ricetta dal sapore antico che ben si armonizzava con le atmosfere gotico-medievali dell’evento. La manifestazione di Buccheri rievoca, infatti, un episodio risalente al lontano 1265, quando i coraggiosi cittadini locali, grazie all’aiuto di armi rudimentali e di un generoso gruppo di musici e saltimbanchi, riuscirono a resistere a un terribile assedio. Ad attaccare il borgo, un esercito dell’armata di Francia, che guidata da Carlo I d’Angiò, era allora impegnata nella campagna di conquista della Sicilia. «Quest’anno l’evento sviluppava tre temi specifici», spiega Magrì: «la goliardia, la gogna e la lussuria. E proprio all’interno di uno dei momenti dedicati a quest’ultimo leitmotiv, abbiamo dato vita a una prova di alta gastronomia improntata alla ricerca dei gusti e delle usanze in voga in quel periodo. Come ingrediente principale abbiamo pensato di utilizzare i fichi, un tempo conosciuti con il nome di siki. E poiché la leggenda vuole che Bacco ne fosse talmente ghiotto da diventare obeso a forza di mangiarli, abbiamo deciso di dedicare al dio del vino il nostro piatto, chiamandolo Crespelle ai siki del dio Bacco. Tra gli altri ingredienti della ricetta, sono da citare anche alcuni dei migliori prodotti della tradizione enogastronomica locale come il cioccolato al peperoncino di Modica, il miele di Solarino, il pan di Spagna e le mandorle pizzute di Avola. Il tutto, adagiato su una pampina di fico e flambato con l’introvabile spirito di vascedda». Un mix raffinato di antichi profumi e sapori di Sicilia che è riuscito a fondere, in unico piatto, leggenda e realtà, dando al contempo risalto a una serie di prodotti culinari ormai quasi completamente dimenticati. Tra gli ospiti della dodicesima edizione del Medfest, da segnalare, infine, la presenza del pittore siciliano Vittorio Ribaudo, che, al termine della manifestazione, ha consegnato alcune sue opere ai delegati Amira e al sindaco di Buccheri, Gaetano Pavano. Ribaudo, socio onorario dell’Associazione che riunisce i maitre italiani, è attualmente impegnato a Brucoli, una piccola frazione del comune di Augusta (Sr), dove sta ultimando la sua ultima fatica: trasformare il volto del caratteristico borgo marinaro in un unico grande affresco.

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