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In Libreria – 05/11/2010

Di Job in Tourism, 5 novembre 2010

MAURIZIO QUARTA
Soluzione Temporary Management
Franco Angeli
215 pagine
25 euro

Il temporary management (Tm) è oggi oggetto di uno strano effetto pendolo: se prima se ne parlava troppo poco, oggi se ne parla troppo, soprattutto legandolo ai temi della crisi, rischiando di farlo diventare l’ennesima moda di business. Siamo in presenza di una forte crescita d’interesse per lo strumento e di un sensibile aumento della domanda da parte delle aziende, specie pmi, comprese quelle del comparto alberghiero, cui è dedicato un intero capitolo del libro. Ma assistiamo anche a un aumento incontrollato di offerta non qualificata, che può creare al mercato un dannosissimo effetto boomerang. Obiettivo del libro è perciò far sì che di Tm si parli nei giusti modi e nelle giuste misure, come di uno strumento utile, che non serve sempre, comunque e dovunque, e che ha successo se correttamente applicato nelle opportune situazioni.
Il libro si rivolge così, in primo luogo, alle aziende e ai manager. Alle prime vengono date indicazioni pratiche sulle situazioni tipiche di utilizzo, sulle diverse modalità di approccio a un progetto, sulle corrette modalità di valutazione di costi e benefici e sulla gestione delle varie fasi di un intervento, nonché su una serie di criteri per acquisire consapevolmente questo servizio in un mercato sempre più confuso e affollato.
Ai manager viene invece fornita una serie di spunti di riflessione su chi è il temporary manager, su chi può diventarlo e soprattutto su quali scelte deve aver effettuato e su come deve essersi attrezzato personalmente e professionalmente, fornendo una sorta di checklist personale con cui confrontarsi continuamente, anche per evitare inutili illusioni e aspettative. Anche ai manager vengono poi dati spunti per non farsi intrappolare da entità non professionali. Ma il volume può offrire spunti interessanti anche alle aziende erogatrici del servizio, per la condivisione di un modello di sviluppo basato sulle esperienze straniere più significative; al legislatore d’impresa, per la creazione di un quadro normativo che faciliti la diffusione dello strumento, specie nelle pmi; alle parti sociali, per la definizione di un contesto contrattuale e operativo favorevole alla diffusione di questa modalità di lavoro; alle associazioni manageriali, per un corretto sviluppo istituzionale del mercato, basato sugli approcci innovativi e moderni dei paesi più evoluti.

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