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In futuro più consulente che agente

Di Antonio Caneva, 12 novembre 2004

Nel panorama fieristico nazionale la Fiera di Rimini sta ritagliandosi un ruolo sempre più importante e all’interno di questa Ttg, con le sue due manifestazioni indirizzate al trade, Ttg incontri e Tti, sta vivendo una crescita tumultuosa. Le aziende partecipanti sono state 1.450 con oltre 25 mila presenze nelle tre giornate della manifestazione. Una crescita particolarmente significativa ha avuto Tti (Travel trade Italia), workshop per la vendita del prodotto turistico italiano sui mercati nazionale e internazionale, dove i buyer stranieri sono stati 423, con una crescita sull’anno precedente del 33%.
A margine della manifestazioni si sono svolti alcuni interessanti convegni; di particolare attualità e interesse mi è parso quello che aveva per tema “Agenzie viaggi e compagnie aeree, un rapporto da rivedere”, nel corso del quale uno dei relatori, Gianni Rossi, executive partner di Mkt consulting, società di consulenza per l’industria del trasporto aereo, ha disegnato lo scenario del trasporto aereo internazionale, affermando: “L’aviazione commerciale sta vivendo dal 2001 a oggi una profonda crisi che sta cambiando il trasporto aereo europeo”, e, proseguendo con l’analisi delle motivazioni della crisi del trasporto aereo, ha voluto dire agli operatori: “Siamo tutti nella stessa barca. Negli ultimi quattro anni il fenomeno dei vettori low cost è cresciuto del 40 per cento. Su 420 milioni passeggeri in Europa, le compagnie a basso costo ne trasportano già 80 milioni. La quota di mercato dei vettori tradizionali è drasticamente scesa in Europa dal 90 a 75 per cento. Si calcola – ha sottolineato Rossi – che nel 2020 il 43 per cento dei passeggeri totali utilizzerà questa modalità di trasporto e le major perderanno ancora 40 punti di quote di mercato. L’aggressività delle compagnie low cost è senza tregua: soltanto Ryanair e Easy Jet hanno già firmato ordini per 614 nuovi aeromobili da qui al 2020 e stanno puntando dritti alla conquista del business travel”. E, sul peso di questa pressione, si appoggia la questione distribuzione. “Fino a ieri gli agenti di viaggi vendevano il 95 per cento del trasporto aereo. Negli ultimi anni, invece, grazie all’evoluzione tecnologica, ha preso piede il concetto di multicanalità e questa quota si sta drasticamente riducendo”.
Ma c’è un’altra questione: “Negli ultimi anni si è parlato molto di conflitto tra vettori e agenzie di viaggi e poco del ruolo dei Gds, i sistemi di prenotazione delle compagnie aeree che agiscono in regime di oligopolio e pesano fortemente sui costi delle imprese. Non a caso i vettori stanno cercando negli ultimi anni di superare il sistema delle booking fee richieste dai Gds per affidarsi ai cosiddetti Gds bypass, le agenzie di viaggi online come ad esempio Opodo, creata appunto da otto compagnie aeree. Oggi il vettore determina il prezzo di vendita del biglietto aereo in base al canale di distribuzione ed è per questo – ha detto Rossi – che il ruolo dell’agente di viaggi sarà sempre più quello di trovare per il cliente le migliori opzioni possibili”. D’altronde l’obiettivo dei vettori è proprio quello di tagliare i costi per sostenere concorrenza e crisi esogene ed endogene: “E i costi per la distribuzione dovranno passare dal 20-25 per cento al 10 per cento”. Agente di viaggi, quindi, come migliore consulente per il cliente.

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