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Il turismo nel futuro del Sudafrica

Di Emilio De Risi, 6 luglio 2007

La nuova frontiera dell’economia sudafricana si chiama turismo. Ad affermarlo sono l’ambasciatore del paese africano, Lenin Shope, il general manager di South african tourism Italia, Sthu Zungu e il console economico Moloko Leshaba, durante il recente incontro promosso dallo stesso South African tourism a Milano. Se nell’immaginario collettivo la ricchezza del Sudafrica è generalmente associata alle miniere d’oro e di diamanti, negli ultimi anni l’industria dei viaggi sta guadagnando velocemente terreno: nel 2006 il turismo, stando ai dati riportati, ha fatto registrare un incremento degli arrivi dall’estero pari al 13,9% rispetto al 2005, superando la soglia di 8 milioni di presenze.
Il contributo dell’industria dei viaggi sul pil nazionale è ora dell’8,3%, con l’ambiziosa aspettativa di raggiungere il 12% entro il 2014. Attualmente i flussi turistici sono prevalentemente di carattere regionale, provenienti quindi dal continente africano. Il secondo mercato, con 1.381.881 visitatori nel 2006, è invece l’Europa, che ha fatto registrare un incremento del 5,6% rispetto all’anno precedente. L’Italia è al quinto posto tra i paesi del Vecchio continente dopo Regno Unito, Germania, Paesi Bassi e Francia, ma sale al terzo posto se si considera il tasso di crescita dell’ultimo anno, avendo fatto registrare, con i suoi 53.605 arrivi, un incremento del 4,2%.
«A confermare l’interesse degli italiani per il Sudafrica è la nuova tendenza a visitare il nostro paese non solo d’estate, ma anche nei mesi invernali e primaverili», ha spiegato Sthu Zungu. «Secondo le nostre ultime analisi gli italiani apprezzano soprattutto le attrazioni naturali, come i parchi e la ricca fauna, ma anche il nostro spirito d’accoglienza e la qualità dei servizi. I turisti provenienti dall’Italia, inoltre, si dimostrano i più interessati a visitare diverse province sudafricane nello stesso viaggio e a spostarsi anche in paesi limitrofi come lo Zambia, il Mozambico e il Botswana».
Il futuro del turismo sudafricano si svilupperà, quindi, sulla base di molteplici e diversificate strategie: non si punterà solo sulle bellezze naturalistiche, ma anche sulla qualità dei prodotti tipici come il vino, che pare piacesse molto a Napoleone Bonaparte. Il golf è un’altra leva importante sulla quale si vuole investire per promuovere la destinazione: nel paese sono infatti presenti 500 campi immersi in una natura di grande bellezza. «Una risorsa essenziale per attirare una nicchia di mercato molto importante, che ci permette di diversificare i nostri target», ha concluso Zungu. «Infine, non posso non citare la prossima grande occasione del Sudafrica, i mondiali di calcio del 2010. Saremo il primo stato africano a ospitare e organizzare l’evento calcistico più importante del pianeta. Non si tratta solo di un’irripetibile opportunità economica, ma anche di una grande gratificazione per un paese dalla giovane democrazia come il nostro: il coronamento di una serie di importanti riconoscimenti a livello internazionale, che ci hanno condotto a diventare la sede ufficiale di un evento di così ampia portata».

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