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Il turismo balneare rischia di affondare

Di Elena Gerasi, 20 giugno 2008

Un’estate drammatica sembra prospettarsi per gli imprenditori balneari italiani sul cui futuro si addensano nubi alquanto pesanti. «La stagione turistica 2008 è iniziata davvero molto male», ha, infatti, recentemente dichiarato Riccardo Borgo, presidente del Sib, il Sindacato italiano balneari che associa circa 10 mila imprese del comparto. «Le spiagge sono pressoché deserte a causa delle condizioni atmosferiche non favorevoli in molte regioni e le prime previsioni per questa estate non lasciano presagire nulla di buono. Come se non bastasse, a completare questo quadro disastroso contribuiscono anche la ridotta capacità di spesa dei turisti e la forte concorrenza degli altri paesi che si affacciano sul Mediterraneo».
Ma la questione che forse più preoccupa gli operatori del settore riguarda l’aumento dei canoni demaniali, a causa del quale molte aziende rischiano di non poter neppure affrontare la stagione 2008. «Siamo seriamente preoccupati», prosegue Borgo, «per la questione dei canoni demaniali, per il pagamento dei quali chiediamo da tempo una proroga al 31 dicembre 2008 e la convocazione di un tavolo tecnico per affrontare seriamente la materia tramite principi che si ispirino finalmente al criterio della concertazione tra le parti».
Quest’inverno, in particolare, l’ultima finanziaria aveva stabilito aumenti dei canoni demaniali marittimi pari a cifre comprese tra il 500% e il 1.500% delle spettanze precedenti. «Siamo consapevoli che la categoria tutta debba affrontare uno sforzo per pagare di più, ma non possiamo accettare che ciò comporti la chiusura di alcune delle nostre aziende», conclude Borgo. «Confidiamo però nel lavoro del nuovo governo affinché, almeno in parte, si possano risolvere i gravi problemi che tormentano gli imprenditori balneari già durante la quarta Conferenza italiana per il turismo, in corso di svolgimento proprio in questi giorni a Riva del Garda (Trento). Noi siamo ottimisti che la situazione possa migliorare e che proprio grazie al comparto balneare il turismo italiano possa finalmente tornare competitivo».

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