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Il potenziale del Brasile

L'Europa è una delle destinazioni più popolari

L'Europa è una delle destinazioni più popolari

Di Paulina Inman Peraldi, 1 giugno 2012

Con i suoi 200 milioni di abitanti, il Brasile è il quinto paese più popoloso al mondo; le città più importanti sono São Paulo e Rio de Janeiro, rispettivamente con 11 e 6 milioni di abitanti. Queste due località, peraltro, non sono solo le più grandi ma anche quelle economicamente più sviluppate e, soprattutto, rappresentano i principali generatori di domanda turistica per le destinazioni estere, anche grazie alla presenza dei più grandi aeroporti internazionali. A São Paulo, in particolare, si trova quello più importante: l’aeroporto internazionale di Guarulhos, che collega il Brasile con 28 paesi nel mondo, 13 dei quali europei. L’Italia è raggiunta direttamente attraverso lo scalo milanese di Malpensa e quello di Roma Fiumicino. Ma anche indirettamente, attraverso le numerose connessioni con gli altri aeroporti del Vecchio continente, spesso e volentieri operate da compagnie low cost, in primis da quelle spagnole.
Dal punto di vista economico, durante il 2011, il prodotto interno lordo (pil) del Brasile è aumentato del 2,7% rispetto all’anno precedente e le previsioni per il 2012 parlano di una crescita ancora più sostenuta, attorno al 3,2%. Attualmente il paese sudamericano rappresenta, inoltre, la sesta economia mondiale, con un pil pro-capite di 11,6 mila dollari. Ma l’economia brasiliana, come si capisce dalle succitate cifre, è stata anche una di quelle meno interessate dalla crisi finanziaria del 2009: una dimostrazione di stabilità che fa ben sperare in un ulteriore sviluppo futuro, grazie, tra l’altro, alla prossima organizzazione di grandi eventi come le Olimpiadi e i Mondiali di calcio che, se ben gestiti dalle istituzioni, hanno tutte le potenzialità per creare un benefico effetto, duraturo nel tempo, in grado di consolidare ulteriormente la crescita della classe media. Ed è proprio l’emergente ceto medio a rappresentare il motore dell’economia brasiliana e ad alimentare i flussi turistici verso l’estero, grazie a un accesso sempre più facile al credito e alla forza della moneta nazionale, il real, che negli ultimi anni si è apprezzata costantemente sia rispetto al dollaro sia rispetto all’euro.
La destinazione più visitata dai brasiliani è rappresentata, così, dagli Stati Uniti, seguiti dall’Argentina, altra meta di prossimità e ben collegata al più grande paese del Sud America. Ma anche l’Europa è una meta molto ambita, presente nell’agenda di viaggio del sempre maggior numero di brasiliani in grado di affrontare una vacanza così impegnativa dal punto di vista economico. Le destinazioni europee più visitate nel 2010 sono state, quindi, la Francia, il Portogallo, l’Italia e la Germania: la penisola, in particolare, è molto amata dai brasiliani per le vacanze culturali e per lo shopping di prodotti di lusso, dato che i prezzi sono molto più convenienti rispetto a quelli praticati in Brasile, a causa delle fortissime tasse sulle importazioni a cui questi beni sono sottoposti. Gli acquisti rappresentano perciò una motivazione di viaggio decisamente importante su cui puntare per incrementare i flussi turistici verso l’Italia.
Ma i turisti brasiliani a lungo raggio sono portatori di una grande varietà di interessi: sport, arte e cultura, nonché natura e folklore locale (musica, danza, artigianato) sono infatti tra le motivazioni più importanti dei loro spostamenti. Un’altra caratteristica peculiare è poi lo stile del viaggio: i brasiliani propendono decisamente per vacanze da single o in coppia, mentre sono decisamente meno quelli che scelgono di partire con famiglia e bambini al seguito.
Il periodo migliore per i soggiorni all’estero si concentra quindi nei mesi di luglio-settembre: trimestre che in Brasile corrisponde all’inizio della stagione invernale. Gli inverni europei, invece, non sono per nulla apprezzati, perché considerati troppo freddi e inospitali. È per questo motivo che in tale periodo i flussi sono decisamente più limitati; ovviamente a esclusione di quelli realizzati dagli appassionati di sci, che però in Brasile non sono moltissimi. Per quanto riguarda la durata, i viaggi in Europa sono mediamente di 17 giorni (che corrispondono a circa il 25% del periodo di vacanza a disposizione degli appartenenti alla classe media), e ogni destinazione visitata fa registrare una permanenza media di tre notti. Il tipo di sistemazione preferita è l’albergo, su cui ricade la scelta del 71% dei viaggiatori, con una marcata propensione per quelli a 3 e 4 stelle con ubicazione centrale.
I brasiliani, infine, sono anche grandi frequentatori dei social network, utilizzati al fine di reperire le informazioni utili per la scelta sia delle destinazioni di vacanza, sia del tipo di viaggio: con i suoi 33,3 milioni di utenti il Brasile è, tra l’altro, la seconda nazione più rappresentata su Twitter dopo gli Stati Uniti, mentre proprio nello scorso mese di dicembre Facebook ha superato Orkut, fino ad allora la piattaforma più utilizzata dai cittadini del paese sudamericano per restare in contatto con amici e conoscenti. Anche il commercio elettronico sta progressivamente guadagnando terreno: gli acquisti di viaggi e vacanze continuano infatti sì a essere dominati dalle transazioni vis a vis tra acquirente e agente di viaggio, ma le prenotazioni fatte sui siti web degli intermediari specializzati, come per esempio Submarinoviagens, Decolar o Priceline, stanno aumentando vertiginosamente negli ultimi anni e ora rappresentano un canale sempre più competitivo nei confronti degli operatori tradizionali.

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