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Il nuovo mice del Forte Village

Il restyling del centro congressi e altre grandi novità in arrivo per allungare la stagione

Il restyling del centro congressi e altre grandi novità in arrivo per allungare la stagione

Di Massimiliano Sarti, 8 maggio 2014

Aumentare il periodo di apertura e conservare il proprio posizionamento di struttura di riferimento a livello globale. Agli esordi della nuova stagione, il Forte Village di Santa Margherita di Pula si presenta con obiettivi precisi e un centro congressi completamente rinnovato, per venire incontro alle esigenze logistiche, scenografiche e tecnologiche della domanda mice contemporanea: sale meeting dai soffitti più alti, in grado di garantire una maggiore flessibilità negli allestimenti, colorazioni di grande impatto, strumenti high-tech con cablaggi audio, video ed ethernet, nonché un nuovo progetto illuminotecnico e un innovativo sistema di applicazioni grafiche, stampate su colonne e pareti d’ingresso del foyer, sono così alcune tra le principali novità apportate dai recenti lavori di restyling al convention centre del resort sardo. «Avevamo bisogno di ambienti all’avanguardia, in grado di soddisfare le esigenze più estreme delle mega produzioni, che necessitano, per i loro allestimenti, di tensostrutture di determinate ampiezze e caratteristiche», racconta il direttore generale Lorenzo Giannuzzi. «Inoltre, pur essendo già dotati di uno dei centri congressi più grandi d’Italia, abbiamo voluto ampliarne ulteriormente la capacità e fornirlo di due sale plenarie. In questo modo riusciamo ora a ottimizzare i tempi di preparazione e disallestimento. Il che ci dà l’opportunità di ospitare anche due grandi eventi ravvicinati».

Domanda. Qual è attualmente l’impatto della convegnistica rispetto al vostro giro d’affari complessivo?
Risposta. Si aggira attorno al 15%-18%. Come è normale che sia, registriamo infatti volumi importanti, ma una redditività un po’ inferiore a quella degli individuali.
D. Pensate che con il nuovo centro congressi tale percentuale possa aumentare?
R. Sicuramente sì. Ma la convegnistica è soprattutto il segmento che ci consente di far fronte ai costi fissi necessari a rimanere operativi durante la bassa stagione.
D. Qual è il vostro attuale periodo di apertura?
R. Spazia da aprile a ottobre. Anche grazie al nuovo centro congressi, però, puntiamo presto a estendere la stagione di ulteriori due o tre mesi.
D. Al di là delle esigenze logistiche e tecnologiche, quali sono le nuove richieste della domanda mice?
R. Credo che oggi siano molto importanti le attività leisure e di team building. E le nostre numerose strutture sportive, insieme agli altri servizi ludici del resort, ci garantiscono, a riguardo, un notevole vantaggio competitivo. Allo stesso modo, avere a disposizione ben 21 ristoranti ci permette di offrire una grande versatilità enogastronomica, con una varietà di scenari tale da contribuire significativamente all’obiettivo finale di qualsiasi meeting aziendale: quello di rimanere impresso a lungo nella mente dei partecipanti.
D. Ultimamente si fa un gran parlare di nuovi indici di valutazione, in grado di misurare con microscopica precisione le performance di ogni singolo comparto alberghiero. Per la convegnistica, in particolare, si discute spesso dell’utilità di un valore come il ricavo per metro quadrato di spazio espositivo. Voi come approcciate la materia?
R. In maniera abbastanza tradizionale: grandi indici non ne possediamo, se si esclude la comparazione dei risultati con quelli dell’anno precedente e con i budget previsionali. Per una struttura come la nostra, l’importante è però soprattutto essere consapevoli che l’organizzazione di un convegno non è una mera questione di camere e sale, ma un processo complesso, alla cui realizzazione concorre un vasto ventaglio di servizi.
D. Ci sarà pure un parametro di riferimento generale…
R. Sì, certamente, ed è la spesa media per partecipante: un valore in grado di considerare qualsiasi tipo di fornitura. Ciascuna attività è poi parametrata ai propri livelli di costo, con un algoritmo matematico che ci consente, alla fine, di stabilire la redditività di ogni singolo evento.
D. Quante persone si occupano di mice da voi?
R. Abbiamo un team di sei risorse esclusivamente dedicato a questo segmento. Si tratta di profili accuratamente selezionati, con grandi capacità commerciali e un senso operativo altrettanto sviluppato. Oltre a preoccuparsi di vendere i nostri servizi, sono infatti sempre loro i referenti che seguono i clienti durante l’intero iter di organizzazione e svolgimento dell’evento.
D. Ampliando un po’ il discorso: qual è lo scenario della convegnistica, e del mice in generale, nell’area mediterranea? E qual è il benchmark con cui vi confrontate?
R. In realtà, il nostro bacino di riferimento è piuttosto ampio e comprende le destinazioni del Mar Rosso, nonché, a certo livelli, persino l’offerta asiatica. Per quanto riguarda il Mediterraneo, in particolare, i nostri principali competitor sono sicuramente destinazioni come Grecia, Cipro e Turchia.
D. Come mai proprio questi paesi?
R. Per tutta una serie di motivi: prima di tutto hanno costi inferiori ai nostri e una burocrazia più agile. Basti pensare, per fare un solo esempio, che per ottenere un visto dalla Russia verso il paese ellenico serve appena un paio di giorni; per venire da noi occorre minimo una settimana. E poi c’è la situazione dei collegamenti aerei, che certo non ci favorisce rispetto alle destinazioni competitor. Anche l’ultima normativa, in materia di continuità territoriale, non si occupa minimamente delle tratte internazionali, mentre una struttura come il Forte Village subisce pure il cosiddetto fenomeno low cost.
D. In che modo?
R. I nostri ospiti, sia leisure sia mice, non amano viaggiare no-frills. E l’invasione dei collegamenti a basso costo ha tolto dal mercato compagnie di linea come la British Airways, che prima arrivava ad avere anche quattro voli alla settimana per la nostra isola. Al fine di correre ai ripari, quattro anni fa, abbiamo quindi deciso di dotarci di un aereo brandizzato, il Forte Jet, attivo da giugno a settembre.
D. Avete anticipato persino il brand Four Seasons, che proprio alcuni giorni fa ha annunciato il lancio di una propria compagnia aerea, con il primo vettore griffato che entrerà in servizio a partire da febbraio 2015…
R. Le dirò di più: abbiamo anche intenzione di potenziare il nostro servizio, con due nuovi aerei specificamente dedicati al segmento congressuale. E non è finita qui…
D. Qualche altra novità in vista?
R. Direi proprio di sì: siamo infatti alla vigilia di una ristrutturazione da 30 milioni di euro, che coinvolgerà l’intero resort per un biennio.
D. Si può avere qualche anticipazione?
R. Pensiamo a rifare completamente le camere, riducendone il numero ma rendendole ancora più spaziose e confortevoli. Ci doteremo inoltre di una piscina olimpionica e di un’arena da 3 mila posti per eventi e spettacoli di caratura internazionale. In un momento di congiuntura non facile, vogliamo infatti andare contro corrente, investendo e migliorandoci ulteriormente, per rimanere sulla cresta dell’onda e continuare a dettare gli standard del comparto.

Qualche numero del resort

Otto alberghi di 4 e 5 stelle per un totale di 750 camere
21 ristoranti,
La Thalasso del Forte
19 sale meeting (la più ampia contiene fino a mille persone), per un totale di quasi 3 mila metri quadrati di spazi espositivi,
Il Pala Forte: tensostruttura capace di accogliere fino a 2 mila persone a teatro.

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