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Il mercato dei viaggi in Italia: statistiche a confronto

Di Job in Tourism, 28 marzo 2008

Gli appuntamenti tradizionali con le più importanti fiere del turismo d’inizio anno, come la Bit di Milano o l’Itb di Berlino, costituiscono solitamente il momento prediletto dagli istituti di ricerca per rivelare i risultati delle proprie indagini dedicate all’industria dei viaggi. Così è stato anche quest’anno. Per cercare di avere una visione prospettica dell’andamento del comparto, noi di Job in Tourism abbiamo perciò pensato di pubblicare in questo e nei prossimi numeri del giornale alcune sintesi degli studi più attendibili. A cominciare da quelli realizzati da Confturismo sui trend del 2007 e dai risultati preliminari della ricerca Istat dedicata alla domanda italiana di turismo nel medesimo anno. Entrambi, purtroppo, sono concordi nell’evidenziare una situazione non particolarmente rosea per la nostra industria dei viaggi.

Confturismo: nel 2007 mercato fermo

Il 2007 non è stato un grande anno per il turismo italiano. A rivelarlo, la Confturismo che ha recentemente presentato il proprio consuntivo sui trend dell’industria dei viaggi durante i 12 mesi dell’anno scorso. Nel 2007, in particolare, gli alberghi italiani hanno fatto registrare 248,4 milioni di presenze: un risultato che rappresenta un aumento dello 0,1% rispetto al 2006. «Il dato evidenzia l’assoluta stagnazione del mercato», ha commentato a tal proposito il presidente di Confturismo Bernabò Bocca. «La situazione è inoltre ulteriormente aggravata dalla perdita di quasi un miliardo di euro nel saldo attivo generato dalla differenza tra le spese turistiche degli italiani all’estero e quella degli stranieri in Italia». Nel dettaglio, i pernottamenti internazionali sono aumentati dell’1,5%, passando dai 107,8 milioni del 2006 a 109,5 milioni e quelli degli italiani sono diminuiti dell’1,1% scendendo dai 140,4 milioni del 2006 a 138,9 milioni. «La crescita ulteriore delle presenze straniere conferma la generale competitività del nostro sistema turismo», ha concluso Bocca «ma il calo della componente italiana sottolinea al contempo le difficoltà di liquidità che il nostro paese sta attraversando». Tra le destinazioni turistiche, le località termali e del benessere hanno fatto la parte del leone con un +2,1% (+5,6% stranieri e -0,1% italiani), seguite dalle città d’affari con un +1,6% (-4,6% stranieri e +3,7% italiani). Le località d’arte maggiori e minori hanno invece fatto segnare un -1% (+2% stranieri e -5,5% italiani). Anche le mete lacustri hanno registrato un calo dello 0,3% (+0,7% stranieri e -2,9% italiani), così come le località marine che hanno totalizzato un -0,8% (-1% stranieri e -0,8% italiani). In flessione, infine, anche le destinazioni montane con un -0,5% (-0,1% stranieri e -0,7% italiani).

Istat: cresce il numero dei viaggi ma diminuisce quello delle notti

Nel 2007 i residenti in Italia hanno effettuato 112 milioni e 240 mila viaggi (di almeno due giorni) a cui sono corrisposti 687 milioni e 983 mila pernottamenti. Rispetto al 2006 si è così registrato un aumento significativo del numero di viaggi (+4%), a fronte, però, di una diminuzione del numero delle notti trascorse fuori casa (-4,4%).
All’interno dei viaggi, poi, le vacanze, che rappresentano l’86,5% del totale degli spostamenti, hanno fatto registrare una crescita del 3,4%, dovuta al significativo incremento dei soggiorni brevi (di durata non superiore alle tre notti), saliti del 9,6% rispetto al 2006: un risultato che conferma un andamento già riscontrato nel corso del triennio 2004-2006. Sono inoltre aumentati anche i viaggi di lavoro (+8,5%), che rappresentano il restante 13,5% degli spostamenti. Ma in questo caso si è registrato anche un significativo incremento del numero di notti trascorse fuori casa (+20%).
Al contrario, i soggiorni vacanza più lunghi (almeno 4 notti) hanno, invece, fatto registrare una lieve diminuzione rispetto al 2006 (-2,1%), mostrando inoltre una lieve contrazione della durata media, che è ritornata ai livelli del 2005: 10,9 notti rispetto alle 11,6 del 2006. Considerando sia le vacanze brevi, sia quelle lunghe, la durata media dei soggiorni si attesta così a 6,4 notti, in calo rispetto alle 7,1 notti del 2006. Per quel che riguarda la destinazione, infine, nell’83,2% dei viaggi si è rimasti in Italia. Rispetto al 2006, in particolare, sono stati effettuati più viaggi verso l’Italia centrale (+10,8%), regione dove, tra l’altro si è registrato anche il maggiore tasso di crescita delle vacanze brevi (+23,6%). All’estero, dove si è andati nel 16,8% dei casi, si è riscontrato un aumento del numero delle vacanze (+5,9%), soprattutto dei soggiorni lunghi verso gli altri paesi dell’Unione Europea. Da segnalare, infine, come le strutture alberghiere complessivamente siano state scelte dagli italiani nel 32,9% dei loro viaggi vacanza (contro il 32,5% del 2006) e nel 77,3% dei loro spostamenti di lavoro (era l’80,1% l’anno precedente).

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