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Il guerrilla benessere di Qc Terme

Un concept originale che sfugge alle categorizzazioni tradizionali e si concentra sulle persone

Un concept originale che sfugge alle categorizzazioni tradizionali e si concentra sulle persone

Di Massimiliano Sarti, 12 novembre 2015

Un gruppo in espansione che oggi conta su quattro hotel e otto centri benessere, nonché su un fatturato in costante crescita, destinato a passare dai 37-38 milioni di euro del 2014 ai 55 milioni di quest’anno. Un balzo in avanti merito delle due nuove aperture di San Pellegrino Terme e Roma, certo, ma anche di un modello di business che punta a un approccio olistico alla materia termale-benessere e che fa della semplicità di un’offerta attenta alle esigenze delle persone la propria filosofia di base: la formula capace di convincere ogni anno circa 800 mila ospiti a frequentare le strutture Qc Terme e in grado di coinvolgere un pubblico davvero eterogeneo, che spazia dagli studenti ai grandi manager, fino ai protagonisti del mondo dello spettacolo. Un’impresa che funziona, insomma. E per di più in un settore, come quello termale, da anni caratterizzato da una crescita limitata e soprattutto da un panorama piuttosto variegato di situazioni differenti: «A soffrire, negli ultimi tempi, è stato soprattutto il termalismo tradizionale, ma anche in questo segmento non mancano le realtà che vanno bene», ci rivela infatti l’amministratore delegato di Qc Terme, Andrea Quadro Curzio.

Domanda. Come definirebbe quindi il vostro prodotto? Più termale o più benessere?
Risposta. Difficile tracciare un confine preciso. Probabilmente siamo entrambe le cose. E nei posti dove abbiamo l?acqua termale, questa rappresenta senz?altro un importante valore aggiunto. Nel nostro approccio olistico alla materia, tuttavia, tali categorizzazioni hanno scarso valore.

D. Quale allora il vostro concetto di wellness?
R. Diciamo che abbiamo scelto di presentarci al mercato liberi dai condizionamenti dell’ortodossia termale.

D. Il che come si traduce in termini pratici?
R. Nel concreto vuol dire che abbiamo abbandonato alcune pratiche tipicamente medicali dei trattamenti termali come l’aerosol e il classico dottore in camicie bianco, preferendo considerare gli individui nella loro interezza e non solo nei propri aspetti patologici. Mi piace dire che noi facciamo del guerilla benessere, parafrasando una delle strategie di marketing oggi più in voga. E coerentemente con questa idea ci siamo liberati pure dei vecchi protocolli terapeutici…

D. Come mai?
R. In molti casi erano diventate procedure non più adeguate alle esigenze reali delle persone: perché mai io dovrei aspettare di essere malato, per poter andare alle terme? E ancora: perché mai una cura benessere deve essere per forza fatta di pene e privazioni? Divertirsi e frequentare posti belli e accoglienti non fa male. Anzi, esistono numerosi riscontri scientifici che affermano esattamente il contrario.

D. A cosa si riferisce esattamente?
R. Al fatto che la stragrande maggioranza delle ricerche effettuate negli ultimi 15 anni sottolinei come molte patologie derivino da stati infiammatori, a loro volta conseguenza di processi di somatizzazione o cattiva alimentazione. Ecco allora che un approccio gratificante e non privativo al tema del benessere termale, fatto di pratiche salutari, di comportamenti corretti, di luoghi piacevoli e di cibo semplice ma gustoso, può diventare davvero utile, soprattutto in fase di prevenzione. In fondo non abbiamo inventato nulla di nuovo: abbiamo semplicemente cercato di evolvere quello che per esempio le Terme di Saturnia già facevano da tempo, provando a sviluppare ulteriormente alcuni concetti.

D. Nel comparto benessere si fa spesso a gara a chi è più creativo nel proporre trattamenti sempre più stravaganti: quanto conta oggi saper stupire i propri ospiti e quanto invece pesano le basi, a cominciare dalla qualità del servizio?
R. La solidità del prodotto è sicuramente un aspetto imprescindibile. A partire da tali fondamenta è però anche importante continuare ad aggiornarsi e a comprendere le evoluzioni delle reali esigenze delle persone, cercando se possibile persino di anticiparle: nelle piccole e nelle grandi cose.

D. Mi faccia un paio di esempi.
R. Volentieri: qualche tempo fa abbiamo deciso di introdurre il fuoco nelle nostre sale relax. Fino a quel momento non lo faceva nessuno. Almeno in Italia. Volevamo sfruttare il potere ipnotico della fiamma e il suo accostamento ancestrale al senso di casa. Ebbene, l’iniziativa ha avuto un tale successo che è diventata ben presto una pratica diffusa in tutti i nostri centri benessere e una delle esperienze preferite dai nostri ospiti. La divisione ricerca e sviluppo del gruppo, che si occupa di migliorare gli aspetti operazionali dei nostri centri, è inoltre composta da un direttore artistico, uno scenografo, un designer, un interior designer e uno psicologo. Il loro contributo è essenziale in fase di progettazione delle esperienze di benessere: dall’allestimento degli ambienti alla scelta dei profumi e delle musiche di sottofondo. Ecco, questa per noi è innovazione. E ciò senza necessariamente seguire i trend estremi, tesi alla ricerca di principi attivi sempre più originali da inserire in prodotti cosmetici sempre più cari. Per noi, insomma, l’importante è rimanere concentrati sulle persone, senza dare eccessivo peso ai protocolli da una parte, e alle creazioni cosmetiche dall’altra.

D. Alla ricerca del giusto equilibrio: è questa la vostra formula?
R. Precisamente. In un mondo sempre più frenetico come quello attuale, il benessere a volte è fatto anche solo da un semplice fine settimana di relax: una pausa rigenerante durante la quale mangiare bene, dormire il giusto e magari concedersi pure il “lusso slow” di leggersi un buon libro.

D. Quali sono i vostri progetti di espansione futura?
R. Abbiamo già in cantiere un centro nelle Dolomiti, in Val di Fassa, e uno in Francia, a Chamonix, che dovrebbero entrambi aprire entro la fine del prossimo anno. Per il 2017 dovremmo poi inaugurare un’altra struttura a New York, su Governors Island. Abbiamo infatti vinto una gara internazionale organizzata dalla proprietà dell’isola: una fondazione di diretta emanazione del comune.

D. Uno sviluppo piuttosto intenso. Immagino che siate quindi costantemente alla ricerca di nuovo personale…
R. Sì, certo e a qualsiasi livello.

D. Quali caratteristiche deve avere allora il candidato ideale Qc Terme, al di là delle competenze specifiche atte a ricoprire il proprio ruolo?
R. La vocazione all’ospitalità e al servizio. Cerchiamo individui empatici, capaci di concentrarsi sulle persone. Tutte caratteristiche, peraltro, che dovrebbe possedere chiunque svolga un’attività di servizio.

Identikit del gruppo
www.qcterme.it

Le terme dell’antica Roma erano luoghi di benessere, piacere, aggregazione, svago e vita sociale nei quali i cittadini trascorrevano il loro tempo libero. Uno stile di vita che affidava all’acqua e a quei magnifici luoghi il recupero del benessere fisico e la rigenerazione dello spirito: una pratica riassunta forse già allora nel motto «salus per aquam», il cui acronimo, spa, indica ancora oggi i luoghi del benessere. Qc Terme mira quindi a porsi nel solco della filosofia delle spa della Roma imperiale, con i propri centri benessere in grado di regalare emozioni uniche e senza tempo, momenti di evasione e di assoluto relax da vivere da soli o in compagnia. Qc Terme è un sogno di Andrea e Saverio Quadrio Curzio nato nel 1982 e che oggi raccoglie sette centri benessere a Bormio (Bagni Nuovi e Bagni Vecchi), Pré Saint Didier, Milano, Torino, Roma e San Pellegrino nonché, presto, in nuove prestigiose location nel mondo. In tutte le realtà Qc, l’eleganza dell’architettura si combina con le più moderne tecnologie, per offrire percorsi multi-sensoriali dove abbandonarsi a piacevoli momenti di relax totale. Eventi benessere, proposti giornalmente, permettono inoltre di arricchire il percorso, grazie anche ai benefici della linea Qc Terme cosmetics.

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