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Il giorno del silenzio

Di Massimiliano Sarti, 4 settembre 2009

Il lusso contemporaneo è tempo, spazio e tranquillità. Ne è profondamente convinto Michil Costa, proprietario dell’hotel La Perla di Corvara, che in linea con tale visione dell’ospitalità lancia instancabilmente nuove proposte per coinvolgere i propri ospiti nelle atmosfere rarefatte ma calorose delle montagne dolomitiche. Ultima iniziativa, ma solo in ordine di tempo, quella della giornata del silenzio, in programma il prossimo 19 di settembre. «L’idea è nata da una mia esperienza personale», spiega lo stesso Costa. «Da qualche tempo a questa parte, infatti, dedico un’intera giornata della settimana al silenzio. A ispirarmi è stata l’esperienza del Mahatma Gandhi, che già utilizzava questa pratica. Ho così scoperto un ottimo metodo per concentrarmi e riflettere, non solo sulle questioni personali. Ora mi piacerebbe coinvolgere anche i miei ospiti. Si tratta di un esperimento, di cui non posso conoscere certo l’esito finale. Ma sono convinto che ogni iniziativa di successo derivi sempre dal coraggio di saper rischiare. E poi il silenzio è perfettamente in linea con l’anima del nostro territorio, oltre a essere un ottimo sistema per ascoltarne il respiro e la musica».
Dalla teoria alla pratica però il passo è lungo. E adeguare una iniziativa di questo genere alle esigenze dell’ospitalità non è certo una cosa facile. «In effetti, noi siamo pur sempre un albergo e non un convento. Non è perciò stato semplice stilare un piano d’azione efficace e coerente con la natura dell’evento. Al termine di una lunga discussione», prosegue Costa, «abbiamo deciso di istituire la figura del maestro di cerimonie: l’unica persona dello staff a cui sarà concesso di parlare durante le 24 ore della giornata del silenzio. Il suo compito sarà quello di sbrigare tutte le pratiche di check-in e di aiutare gli ospiti a capire il funzionamento dell’iniziativa. Durante la giornata, inoltre, sono previsti molti eventi. Soprattutto in occasione della cena serale, quando è in programma un concerto, la proiezione di film muti e il coinvolgimento degli ospiti in programmi interattivi basati su forme di comunicazione non orali, come il disegno o la scrittura. Infine, avremo anche la presenza di un maestro spirituale».
Ma lanciare iniziative di natura così particolare significa anche coinvolgere attivamente il personale, che deve essere messo in grado di affrontare situazioni inusuali rispetto alle tradizionali attività di gestione di un albergo. «Ed è per questo che noi selezioniamo accuratamente i nostri collaboratori. A loro chiediamo fin dall’inizio di condividere i valori, la vision e la missione della nostra struttura. In particolare, a ogni neoassunto consegniamo un breve decalogo in cui sono compresi gli elementi identitari del nostro servizio, tra cui è presente anche il rispetto per il silenzio. Certo, non è sempre facile motivare e convincere tutti subito della bontà di una nuova iniziativa. Ma con pazienza e molto dialogo si riesce sempre a trovare un terreno comune su cui lavorare».
Il riferimento di Costa è, in particolare, a un’altra delle recenti novità della Perla: la scelta di proporre una cucina esclusivamente biodinamica. «Quando cominciammo a parlarne con il nostro chef Arturo Spicocchi non imponemmo la nostra scelta dall’alto», racconta Costa. «Perché la motivazione non può essere indotta dall’esterno: è qualcosa che ognuno deve trovare in se stesso. Ci siamo così metaforicamente seduti attorno a un tavolo e ne abbiamo parlato per mesi, studiando la soluzione di ogni problema. Solo dopo questo lungo confronto reciproco, abbiamo deciso di dare il via al progetto. E oggi il nostro chef ne è entusiasta. Soprattutto del nostro nuovo ufficio acquisti, il cui compito è quello di selezionare i produttori idonei, permettendo così allo chef di concentrarsi esclusivamente sulla cucina».
Minimo comun denominatore di ogni iniziativa della Perla, la valorizzazione di un’offerta coerente con la natura del territorio altoatesino. «Ogni destinazione turistica di successo che non ha seguito linee guida precise ha perso presto la propria identità», conclude Costa. «Basti pensare, a tal proposito, al fenomeno Sharm el-Sheikh. Noi, invece, vorremmo che Corvara conservasse quelle caratteristiche che la rendono unica e perciò stesso appetibile ai viaggiatori che ci scelgono. Certo, non è detto che ogni iniziativa sia destinata al successo. Per capirlo, anche nel caso della giornata del silenzio, ci vorrà del tempo. Ma se dovesse funzionare, come credo, la mia idea è quella di trasformarla prima nel week end e poi nella settimana del silenzio».

Una serata dedicata al Tibet

www.costafoundation.org
Preseguono le iniziative della Costa Family Foundation a favore dei bambini del popolo tibetano, che anche noi di Job in Tourism sosteniamo da qualche anno con una nostra campagna contributiva. Il 18 luglio scorso, in particolare, all’hotel La Perla si è svolta una serata di raccolta fondi, a cui ha partecipato, tra gli altri, pure il pluristellato chef milanese Carlo Cracco. Grazie all’impegno collettivo e alla sensibilità di molti, un’asta fotografica ha contribuito al raggiungimento della somma di 21.455 euro. Il ricavato di questa serata, in particolare, permetterà di finanziare una parte del quarto progetto della fondazione: la prima università tibetana in India. L’istituto avrà sede a Bangalore e ospiterà i giovani che hanno superato gli studi secondari.

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