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Il futuro è di chi forma

Di Job in Tourism, 28 aprile 2008

Formazione, leadership, generation y, ambiente e brand identity. Si è parlato, come di consueto, di molti argomenti al trentacinquesimo general meeting dell’Ehma, tenutosi a St. Moritz tra il 30 marzo e il 2 aprile 2008. «Difficile dire quale sia stato il tema più interessante di queste giornate», racconta il presidente Johanna Fragano. «Ritengo, tuttavia, che uno degli aspetti più delicati toccati durante l’intenso programma del meeting sia stato quello relativo alla formazione: un costante aggiornamento del personale appartenente a ogni livello è, infatti, la base essenziale per il raggiungimento di qualsiasi obiettivo. Si tratta di una necessità che, nel prossimo futuro, diventerà ancora più pressante: il crescente sviluppo dell’offerta alberghiera a livello globale sta, infatti, provocando un drenaggio sistematico delle migliori risorse umane disponibili sul mercato. Per mantenere competitiva la propria struttura, in particolare nei prossimi dieci anni, i direttori dovranno pertanto adottare nuove strategie atte a valorizzare i migliori talenti già presenti all’interno dell’albergo. Un aspetto che va di pari passo con la necessità di sviluppare efficaci tattiche di retainment, ossia di quelle azioni volte al trattenimento delle proprie risorse più valide: un insieme di politiche che non si limitano esclusivamente all’aspetto salariale, ma vanno a toccare anche questioni come l’ambiente di lavoro, le possibilità di crescita professionale dei dipendenti, i rapporti con colleghi e superiori, nonché le strategie di empowerment». Di brand identity, invece, si è parlato con particolare riferimento agli hotel indipendenti. «Solitamente si ritiene che agli alberghi non affiliati alle grandi catene internazionali sia sostanzialmente preclusa la possibilità di portare avanti strategie efficaci di valorizzazione del proprio marchio», prosegue Fragano. «Tuttavia, mantenendo per un lasso di tempo sufficientemente lungo una stretta coerenza d’immagine e garantendo al contempo servizi conformi ai contenuti della propria comunicazione, anche gli alberghi indipendenti possono implementare con successo politiche credibili di brand identity». Interventi e discussioni hanno poi toccato l’argomento dei viaggiatori del futuro: la generation y. «I nati dopo il 1978 hanno esigenze diverse da chi li ha preceduti. Non si accontentano dell’offerta base tradizionale, ma cercano costantemente la novità: hanno bisogno, in altre parole, di essere continuamente stupiti. Pretendono, infine, di trovare in camera servizi high-tech e d’intrattenimento della massima qualità, nonché di facile accesso». Di leadership ha invece parlato Peter Brabeck-Letmathe, chairman of the board e ceo della Nestlé: «Nel suo discorso», conclude Fragano, «ha evidenziato in particolare i vantaggi delle strategie di management dalle ampie prospettive, capaci, cioè, di considerare la gestione del lavoro quotidiano come uno dei tanti tasselli che compongono un quadro d’insieme dai vasti orizzonti. Da non dimenticare, infine, le proficue discussioni attorno a uno dei temi a me più cari: l’ambiente. Durante il general meeting è emerso, in particolare, come la gestione sostenibile delle aziende non sia solo un comportamento eticamente corretto, ma anche una strategia economicamente profittevole. Un’evidenza tanto più significativa in quanto in grado di convincere anche chi non è colpito dal sacro fuoco dell’eco-sensibilità a intraprendere politiche maggiormente in armonia con l’ambiente».

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