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Il futuro dell’hôtellerie è nei sistemi di interazione vocale

Di Job in Tourism, 15 Febbraio 2019

Secondo Hotel News Now, il 12% di tutte le ricerche su Google è già oggi attivato tramite sistemi di comando vocali in stile Alexa, Cortana o Siri, mentre tra il 10% e il 20% dei potenziali ospiti d’albergo s’interfaccia ormai abitualmente con questi sistemi. Non solo: una recente indagine di Hotel Internet Services sostiene che il 60% dei viaggiatori è disposto a interagire con un assistente virtuale in camera, mentre l’81% degli hotelier è convinto che tali device possano essere apprezzati dai propri ospiti. Sono solo alcune delle evidenze raccolte in un breve report realizzato dalla società It a stelle e strisce, Angie Hospitality, per sottolineare quanto i sistemi digitali di interazione vocale stiano oggi diventando sempre più diffusi e importanti per il business alberghiero. D’altronde, prosegue l’analisi, stando ad Accenture i comandi ad attivazione vocale pare che siano la tecnologia a più alto ritmo di adozione della storia. Le ultime stime dicono che al momento ben il 53% dei cittadini americani adulti utilizzi i servizi di un assistente virtuale almeno una volta al mese, mentre il numero di famiglie dotate di «smart speaker» sarebbe aumentato del 78% solo durante l’ultimo anno. Il 59% degli albergatori interpellati da Hotelwifi.com ha quindi ottimi motivi per ritenere che i sistemi di interazione vocale possano garantire un contributo crescente al revenue della propria struttura, mentre il 43% è convinto che possano anche giocare un ruolo importante nel ridurre il costo del lavoro e nel semplificare in generale l’operatività quotidiana. Qui in basso potete trovare un’infografica di sintesi, realizzata da Angie sulla base dei dati raccolti.

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