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Il futuro dei viaggi? Trasformazione, etica e big data

Megatrend e macro-aree di cambiamento nell’industria del turismo globale secondo un recente report elaborato dal Wttc in collaborazione con Bloomberg Media Group

Megatrend e macro-aree di cambiamento nell’industria del turismo globale secondo un recente report elaborat

Di Marco Beaqua, 25 Febbraio 2019

Ce lo aveva già raccontato l’ideatore del concetto di economia esperienziale, Joseph Pine, in un’intervista uscita lo scorso 4 ottobre su Job in Tourism: «Il futuro dell’ospitalità poggerà probabilmente su quello che definirei il viaggio trasformazionale», ossia «un’esperienza potenzialmente in grado di trasformare in meglio la vita di un individuo e di cambiarlo dal profondo». E la previsione di Pine sta ora effettivamente prendendo corpo, tanto che anche il World travel & tourism council (Wttc) la elenca in un rapporto elaborato in collaborazione con Bloomberg Media Group tra le tendenze del travel di domani: «I consumatori stanno andando progressivamente oltre l’esperienza quale semplice strumento di valorizzazione sociale, per cercare momenti realmente significativi, capaci di migliorare la propria persona e di creare relazioni sempre più forti».

«Viviamo in un mondo in cui il cambiamento procede a grandissima velocità», racconta la presidente e ceo di Wttc, Gloria Guevara. «Una serie di forze globali sta influenzando il modo in cui viviamo, lavoriamo e viaggiamo, generando mutamenti profondi nella società a ritmi impensabili fino a pochi anni fa. Si tratta di veri e propri mega-trend che offrono immense opportunità a quelle imprese, e a quelle destinazioni, che saranno in grado di adattare le loro strategie al nuovo contesto».

E non è solo una questione di viaggi trasformazionali: stando al report World, transformed: megatrends and their implications for travel & tourism, da tenere d’occhio ci sarebbe per esempio anche la tendenza delle nuove generazioni, millennials e «Z», a mostrare scarsa fedeltà nei confronti dei brand e dei datori di lavoro in generale. Se i consumatori fanno poi oggi grande affidamento sulla tecnologia, allo stesso tempo temono però l’eccesso di automazione, che minaccia di rimpiazzare le relazioni reali con i bot e l’intelligenza artificiale. Le persone desiderano infatti essere considerate nella loro unicità di individui da compagnie che rispettano la loro privacy, condividono i loro valori e sono in grado di offrire una proposta genuina. Ecco perché, afferma sempre il report, il successo arriderà a quelle imprese in grado di venire incontro alle nuove esigenze del consumo etico.

A questi trend in atto, osserva quindi lo studio, corrispondono oggi cinque grandi aree di cambiamento globale, destinate a influenzare in profondità l’industria dei viaggi e dell’ospitalità:

Arricchire la realtà

Mentre le persone, le comunità e le aziende diventano sempre più abili nell’adattare le nuove tecnologie all’esperienza analogica, emergono idee e convinzioni inedite sui modi in cui si può sperimentare una vita veramente “connessa” con il resto del mondo. L’offerta di esperienze online e offline sta quindi diventando ogni giorno più integrata. Allo stesso tempo si prevede che l’economia dell’esperienza sarà presto in grado di generare un giro d’affari complessivo di 8,2 mila miliardi di dollari. E ciò in aggiunta alla crescente attenzione che i consumatori già pongono al proprio benessere psico-fisico. Inutile dire quanto sia importante per il comparto del turismo adeguare la propria offerta a tali esigenze emergenti.

Ripensare la vita

Lo sviluppo delle nuove economie «gig» e «sharing» sta creando nuove aspettative ed esigenze di vita, lavoro e cultura: già oggi circa il 25% degli americani e degli europei è coinvolto in attività professionali dal carattere indipendente. Una tendenza che non farà che aumentare con il trascorrere degli anni. A fronte del crescente numero di individui con vite più fluide e auto-determinate, il viaggio diventerà perciò sempre più inscindibile dalle persone, gli spostamenti sempre più condivisi, mentre le aziende dovranno ripensare il loro approccio strategico alle risorse umane.

La rivoluzione dei dati

Lo sfruttamento dei cosiddetti big data è destinato ad aprire nuove frontiere di innovazione e ad aumentare le capacità dell’uomo di prevedere e comprendere la realtà. Nel 2025 si pensa che saranno generati qualcosa come 180 zettabyte di dati: una mole tanto grande di informazioni che è persino difficile immaginarne la quantità, considerando che 1 zb corrisponde a 1021 byte. Nonostante ciò il disagio dei consumatori in tema di sicurezza e privacy permane. Le nuove tecnologie offrono enormi opportunità al settore, tra cui la possibilità di utilizzare questa inestimabile massa di dati per costruire un’esperienza di viaggi sempre più integrata, grazie alla cosiddetta Internet of things, nonché ai sistemi di riconoscimento facciale e agli assistenti vocali virtuali. Per sfruttare appieno questi nuovi scenari, le imprese dovranno però imparare a considerare prioritario il fattore trasparenza.

La redistribuzione del potere

La tecnologia, la globalizzazione e la crescita demografica stanno generando cambiamenti epocali nelle dinamiche di potere globali. Nuovi centri di influenza sociale ed economica stanno sorgendo nel Sud e soprattutto nell’Est del mondo. Per le imprese del turismo stabilire una mera presenza in questi mercati emergenti non può essere sufficiente. Occorre capire nel profondo la cultura e le esigenze dei nuovi consumatori.

Reimmaginare il consumo

Con le risorse e la salute del nostro pianeta sempre più minacciate, sta sorgendo un bisogno di riequilibrio responsabile delle priorità di breve e medio periodo. Entro il 2050, la popolazione globale supererà la soglia dei 9,7 miliardi di individui e il consumo delle risorse naturali triplicherà. Il business sostenibile, insieme a una comunicazione adeguata, può quindi diventare una base solida per una strategia di crescita efficace del settore. La salvaguardia delle destinazioni e il benessere delle comunità locali diverranno in questo modo parte integrale dell’esperienza dei consumatori.

 

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