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Il Club Med all’improvviso…

Cosa vuol dire, per un profilo senior, entrare in una realtà lavorativa unica nel suo genere

Cosa vuol dire, per un profilo senior, entrare in una realtà lavorativa unica nel suo genere

Di Marco Beaqua, 10 novembre 2016

«AAA cercasi manager». Così avevamo intitolato l’articolo dello scorso 29 settembre su Club Med. L’occasione, il nuovo corso del gruppo, a cui l’arrivo dei cinesi di Fosun ha dato ulteriore spinta ed entusiasmo: un articolato processo di espansione e riposizionamento verso l’alto, che inevitabilmente influisce pure sulle strategie di selezione del personale. Nota da sempre per le sue politiche di valorizzazione dei talenti interni, la compagnia transalpina non intende affatto abbandonare tale approccio, ma oggi cerca anche risorse senior qualificate dall’esterno: profili in grado di aiutarla nella gestione di un percorso di crescita ambizioso, che prevede un ritmo di cinque – sei nuove aperture all’anno a livello globale. Cosa significa però, per un manager proveniente da altri contesti, trovarsi catapultati in una realtà particolare come quella di Club Med? Lo abbiamo provato a chiedere proprio alla South Europe recruiting manager, Helga Niola, che di questo nuovo corso è un esempio diretto: dopo una decade trascorsa sempre nell’ambito delle risorse umane, ma in scenari diversi come il retail, la consulenza e la moda, è infatti approdata nel gruppo francese da “appena” un anno e mezzo. Scopriamo quindi insieme come ci è arrivata, ma soprattutto quale ambiente di lavoro ha trovato e i motivi per cui un’esperienza in Club Med può essere così diversa da tutte le altre.

Domanda. Perché hai deciso di entrare in Club Med?
Risposta. È un brand che conoscevo: mi ha sempre evocato un immaginario di viaggio ed evasione in luoghi da sogno. Il tutto in un contesto fortemente internazionale. Naturalmente anche la posizione che mi è stata offerta era di mio assoluto interesse. Per di più con l’idea di occuparmi di un’area composta da ben sei paesi, in un’azienda solida e molto conosciuta, con un bel progetto di espansione e riposizionamento del brand in corso.

D. Quale è stato il tuo percorso professionale precedente? E come si è integrato in quello nuovo?
R. Vengo da un’esperienza al 100% nel settore delle risorse umane, maturata sia in società di ricerca e selezione, sia in aziende multinazionali. Credo che la mia competenza hr, nonché la mia conoscenza della lingua francese, oltre che dell’inglese, unita alla frequentazione di contesti diversi, sia stata un buon biglietto da visita. Senza la presenza di un talento particolare, però, sono convinta che ciò non sarebbe stato sufficiente.

D. A cosa ti riferisci esattamente?
R. Io ho un passato da cantante lirica. Il palcoscenico, insomma, lo conosco piuttosto bene. E ciò ha senz’altro contribuito nel far propendere la scelta dei selezionatori verso la mia candidatura. In Club Med, il fatto di avere un talento, di avere in altre parole dimestichezza con arti quali la danza, il canto o la recitazione, è infatti un aspetto molto importante. Perché è quasi sempre sinonimo di facilità a entrare in relazione con gli altri, nonché di una certa “presenza scenica”: tutte caratteristiche fondamentali per chi vuole lavorare nel nostro gruppo.

D. Ma è un discorso che vale per ogni ruolo?
R. Sicuro. Anche se naturalmente, per determinati compiti, certe caratteristiche hanno un peso maggiore che per altri. Resta tuttavia il fatto che in tutti i casi il talento rappresenta quel quid, quel fattore distintivo capace di far accendere la lampadina a noi di Club Med. E il medesimo ragionamento vale anche per tutte le cosiddette competenze trasversali o soft, che per il nostro gruppo sono davvero essenziali.

D. Qualcosa è già intuibile da quello che hai appena raccontato. Ma quali sono le differenze principali che hai riscontrato lavorando in Club Med rispetto alle tue esperienze professionali precedenti?
R. Quando ho citato la mia conoscenza del palcoscenico non è stato affatto un caso. Perché qui in Club Med capita davvero di trovarsi sotto i riflettori: ogni anno organizziamo infatti il concorso interno Amazing Go, per sottolineare quanto la valorizzazione e l’espressione dei talenti siano un elemento essenziale delle nostre politiche di gestione del personale. La finale si svolge nel nostro villaggio di Vittel in Francia, il cui teatro è la riproduzione dell’Opéra di Parigi. La competizione mira a selezionare i dieci migliori talenti al mondo in varie discipline, per poi farli esibire di fronte a una giuria di giornalisti ed esperti, tra cui l’anno scorso spiccavano persino due giudici di The Voice Francia. È un avvenimento a cui non manca mai neppure il presidente Henri Giscard d’Estaing.

D. Mi stai suggerendo per caso che c’eri anche tu sul palco?
R. Proprio così: per l’occasione ho cantato l’Habanera della Carmen. E insieme a me c’erano tanti altri artisti di altissimo livello: circensi, cantanti leggeri, ballerini, persino un mago…

D. A parte la particolarità del palcoscenico, cosa ti ha colpito maggiormente dell’ambiente Club Med?
R. Sicuramente il dinamismo e la velocità; ma anche il contesto così conviviale e allo stesso tempo dal livello professionale estremamente elevato; e poi la capacità di essere davvero pionieri nell’innovazione.

D. Ed era proprio quello che ti aspettavi?
R. Direi proprio di sì.

D. Nessuna sorpresa, quindi?
R. Ci sono sempre delle sorprese quando ci si trasferisce in un’altra azienda o si cambia di ruolo. Ma devo dire che le sorprese in Club Med sono state tutte positive.

D. Quali infine i tuoi progetti attuali e le tue aspirazioni?
R. A oggi mi sto concentrando sull’individuazione dei profili di manager da inserire in azienda: persone in grado di portare un know-how specifico e di rientrare in questo nostro grande progetto di espansione e riposizionamento upscale. L’obiettivo è quello di trovare non solo professionisti con un adeguato background, ma anche se non soprattutto dotati di quello spirito così unico che è proprio del nostro gruppo. Per il futuro, chissà… Il Club, in fondo, riserva ogni volta grandi sorprese: cambiamenti e novità sono sempre dietro l’angolo.

Chi è Helga Niola

Laurea in scienze politiche presso l’università del Sacro cuore di Milano, Helga Niola è anche diplomata presso il conservatorio Giuseppe Verdi del capoluogo lombardo. Inizia quindi la propria carriera professionale come hr specialist in Athena Consulenza Direzionale, per poi passare per un breve tempo in Camaieu come hr assistant e quindi in Covenant Partners in qualità ancora di hr specialist. Prima di approdare a giugno 2015 in Club Med è infine per cinque anni hr generalist del network di boutique transalpine Promod.

Appuntamento al Tfp Summit 2017

Anche nel 2017 Club Med sarà al Tfp Summit. E ancora una volta la sua sarà una presenza speciale con colloqui ed eventi riservati nel corso del pomeriggio. L’appuntamento con la fiera Job in Tourism dedicata all’incontro tra domanda e offerta di lavoro qualificato nel turismo è per il prossimo 3 febbraio. L’indirizzo è sempre lo stesso: il Milan Marriott di via Washington. Nel cuore della città, è facilmente raggiungibile con la metropolitana, i mezzi di superficie e l’automobile. Vi aspettiamo!

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