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Il caso Malpensa: una querelle destinata a durare a lungo

Di Marco Bosco, 29 febbraio 2008

«Malpensa: risorsa strategica per l’internazionalizzazione del paese». È questo il titolo del convegno recentemente organizzato nel capoluogo lombardo dalla Camera di commercio di Milano per affrontare il tema del futuro del principale scalo regionale. Nel corso dei lavori, a cui hanno partecipato tutti i principali esponenti delle istituzioni regionali e i maggiori rappresentanti dell’imprenditoria nazionale e delle organizzazioni sindacali, è stata presentata, tra l’altro, una ricerca della Camera di commercio di Milano realizzata grazie alla collaborazione dell’Università Carlo Cattaneo (Liuc) di Castellanza (Va). Lo studio prefigura lo scenario del ridimensionamento previsto dal piano industriale proposto dall’annunciato acquirente di Alitalia, Air France-Klm: i dati dell’indagine evidenziano, in particolare, come Malpensa costituisca un nodo infrastrutturale d’importanza strategica per la crescita del sistema imprenditoriale italiano e per il sostegno all’internazionalizzazione dell’intero paese.
Tra i primi hub europei per tassi di sviluppo del traffico merci (+16,2% tra il 2006 e il 2007) e per crescita del numero di passeggeri (+9,7%), l’aeroporto lombardo è una risorsa strategica per l’occupazione con quasi 77 mila tra dipendenti diretti, indiretti e indotto. I costi del depotenziamento di Malpensa per l’intero sistema economico italiano sono, così, quantificabili in circa 10,6 miliardi di euro in sette anni, in oltre 7.500 posti di lavoro persi, 15 mila considerando l’indotto, e in un mancato introito per il fisco stimabile attorno ai 600 milioni di euro all’anno. Il prezzo generale di un declassamento dello scalo deve includere, inoltre, necessariamente la mancata attivazione dei collegamenti strategici tra l’aeroporto e le grandi infrastrutture del nordovest, nonché con il sistema fieristico internazionale di Rho-Pero, per il quale Malpensa rappresenta un punto di accesso privilegiato. «Su Malpensa», ha dichiarato durante il convegno il presidente della Camera di commercio di Milano, Carlo Sangalli, «c’è giustamente molta preoccupazione, perché non è in gioco solo la competitività di un sistema regionale, ma quella dell’intero paese. Accessibilità e connettività sono ,infatti, sinonimi di sviluppo, in un mondo globalizzato che fa del network la sua parola d’ordine. Per questo non possiamo permetterci ritardi su un appuntamento così importante come quello dello sviluppo di Malpensa. Specie alla luce delle grandi occasioni di mercato che l’imminente liberalizzazione dei voli tra Stati Uniti ed Europa sta per aprire: una finestra di opportunità che abbiamo il dovere di sfruttare appieno».

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