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Il calcio è un gioco; il direttore d’albergo è un lavoro serio!

Di Dennis Zambon, 6 aprile 2017

Il coffee break è un momento in cui ci si ristora, si valuta l’evento in libertà, si fuma una sigaretta, si chiacchiera, si spargono veleni e gossip… Così faremo qui. E dunque, come disse Papa Wojtyla, «damose da fa’».
C’è una Associazione che ha, per statuto, lo scopo di svolgere, con ogni possibile forma, qualsiasi azione consentita, utile e giovevole alla crescita culturale, professionale e civile dei propri associati.
A fronte di una ormai cronica emorragia di iscritti, la discussione verte sull’elevata presenza di soci non-operativi (pensionati) rispetto agli operativi (per definizione più giovani e occupati). Si discute sull’esigenza dei primi di organizzare tornei di bocce, partite di briscola, gite per cantine e boschi di tartufi…
In verità, pare che sarebbero disposti a travasare l’esperienza acquisita nel corso degli anni a beneficio dei giovani rampanti, ma questo argomento non può rientrare nemmeno tra le varie ed eventuali.
Intanto l’Associazione dimagrisce, i soci si dissociano, la cassa si svuota… A staccare la spina ci penserà l’Enel, visto che non si potranno pagare più neanche le bollette.
E pensare che Gianni Rivera (classe 1943) sta facendo il patentino da allenatore e coinvolge Sandro Mazzola (classe 1942) per fare un’accademia per giovani calciatori… Ma il calcio è un gioco; il direttore d’albergo è un lavoro serio!

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