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Idrogeno, energia del futuro

Di Antonio P. Adamo, Vittorio Pedrotti, 9 luglio 2004

Concludiamo la pubblicazione dell’interessante analisi dell’ingegner Antonio P. Adamo e dell’architetto Vittorio Pedrotti sulle tecnologie avanzate e sulla loro applicazione nell’edilizia alberghiera. Nelle precedenti puntate è stato affrontato il problema dello spreco di acqua potabile per il lavaggio delle stoviglie e delle sale da bagno.

Non c’è bisogno della zingara

La nostra collettiva sete di energia non si soddisferà facilmente. Essa aumenterà. Altri e nuovi modi di produzione d’energia dovranno essere proposti e messi a punto. Molti lavori sono già in corso di avanzato sviluppo. Tra questi i più promettenti sono:

1. Lo sviluppo dell’idrogeno come fuel del futuro. La sua combustione produce come rifiuto soltanto acqua. Per ora, l’idrogeno presenta qualche problema di produzione, trasporto, distribuzione e sicurezza. Ma questi sono problemi tecnici e gli ingegneri delle più grandi case automobilistiche ci stanno lavorando alacremente e troveranno soluzioni adeguate molto presto. Il più grosso impedimento allo sviluppo dell’idrogeno è di carattere politico: chiaramente i produttori d’idrocarburi mettono il bastone tra i raggi delle ruote e qui nessuna razionalità può essere chiamata a risolvere le divergenze. Quando saremo con l’acqua alla gola e un litro di benzina comincerà a costare 3.000 o 4.000, sicuramente l’idrogeno, che nel frattempo avrà raggiunto la sua maturità tecnica, emergerà come la soluzione salvatrice.

2. L’energia dei venti (ricordate Don Chisciotte, Van Gogh …), quella delle maree, l’energia geotermica, la biomassa, l’energia solare sono già state utilizzate e sono in pieno sviluppo. I bisogni energetici delle località isolate prenderanno il sopravvento. Esempio: un bell’albergo costruito su una spettacolare costa marina un po’ distante dai centri abitati. In questo caso, la cogenerazione, alimentata a idrogeno, più una piccola centrale fotovoltaica forniranno il fabbisogno energetico totale del complesso alberghiero in questione. Già oggi, sulle autostrade svizzere, molti pannelli indicatori sono alimentati direttamente o indirettamente da batterie di pile solari. E alla Scuola alberghiera di Losanna un impianto fotovoltaico ibrido di circa 40 kW, entrato in funzione nel 2003, nelle giornate di pieno sole fornisce circa il 15% del carico totale. In un futuro molto prossimo questa è la via verso una risoluzione del problema energetico a livello locale.

3. E infine, rendiamoci conto che tutte queste forme di energia obbediscono alle regole della fisica newtoniana di natura “assolutistica”, sono cioè soggette a una entropia senza pietà che ne limita drasticamente l’efficienza, la validità, la durata, come già osservato da Ludovico Boltzman. Soltanto entrando in una forma mentis einsteiniana di natura relativistica, cioè nucleare, si potrà risolvere a lunghissimo termine il problema dell’energia. E ciò avverrà soltanto grazie alla ricerca scientifica che, sola, ci ha portato fin qui e che, sola, ci condurrà molto più lontano.

Dulcis in fundo

Piuttosto che dare qui noiose referenze letterarie ci sembra più opportuno consigliare l’uso di internet: è più divertente, esauriente, facile e immediato. Cercate dunque:

1. Scientific American: Fuel Cells e Hydrogen fuel
2. Cern (Centre européen de recherches nucléaires): ricerche nucleari e loro conseguenze pratiche. Tra l’altro, se vi capitasse di passare da Ginevra andate a visitare il Cern. È lì che è stato inventato e popolarizzato il www. Gratis, per la precisione.
3. Su un piano più teorico: Boltzman (Ludovico), la degradazione universale
4. Nella stratosfera della scienza: Einstein (Alberto), la relatività

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