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Iata: il traffico aereo raddoppierà nei prossimi 20 anni

Di Job in Tourism, 10 novembre 2018

I passeggeri d’aereo cresceranno a un tasso annuo composto del 3,5% (cagr), raggiungendo nel 2038 un totale di 8,2 miliardi di viaggiatori a livello globale: circa il doppio rispetto al traffico attuale. Le stime sono contenute nell’ultimo aggiornamento del documento di previsione ventennale, periodicamente elaborato dalla International Air Transport Association.

Non si arresta, insomma, il trend di crescita dell’industria dei cieli, mentre prosegue anche il progressivo spostamento dell’asse di equilibrio verso Est. Sarà infatti l’area Asia-Pacifico a trainare lo sviluppo del trasporto aereo globale: la Cina diventerà in particolare il primo mercato mondiale a metà 2020, quando scalzerà dalla prima posizione gli Stati Uniti. Nel 2024, invece, l’India salirà sul terzo gradino del podio sorpassando il Regno Unito, che sei anni più tardi si vedrà sopravanzare anche dall’Indonesia. Sempre nel 2030, la Tailandia dovrebbe infine entrare in top 10, sostituendo all’ultimo posto utile proprio l’Italia. Tali previsioni, avverte però la Iata, si basano sulla prospettiva che le linee politiche generali non cambino. Se, al contrario, le tendenze protezionistiche, che si stanno registrando in alcune aree del mondo, dovessero prendere il sopravvento, la crescita dell’industria aerea sarebbe destinata a contrarsi considerevolmente.

Nello scenario peggiore, quello che la Iata chiama di «reverse globalization», l’incremento dei passeggeri dovrebbe attestarsi oltre un punto percentuale più sotto (al 2,4%) e soprattutto i posti di lavoro garantiti dal settore scenderebbero, nel 2038, dai 100 milioni complessivi della stima base ai 90 milioni di quella riferita al nuovo contesto.

 

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