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I vantaggi dell’eco-sostenibilità

Di Giorgio Bini, 17 luglio 2009

La Danimarca si scopre sempre più verde e prosegue la sua intensa campagna d’immagine, volta a far conoscere al più vasto pubblico possibile il proprio impegno verso un’economia più sostenibile ed eco-compatibile. Presentare il paese quale destinazione ecologicamente consapevole è, infatti, uno degli obiettivi principali di VisitDenmark, che su questo tema sta investendo gran parte delle proprie risorse promozionali.
Ma non si tratta solo di una questione d’immagine: è forte, infatti, l’impegno della Danimarca volto allo sviluppo di comportamenti e investimenti eco-sostenibili. Copenaghen, la città che ospiterà tra il 7 e il 18 dicembre la prossima conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, intende, per esempio, diventare entro i prossimi sei anni la capitale del mondo con il miglior sviluppo urbano ed entro il 2025 la prima eco-metropoli carbon neutral. Il tutto, nella convinzione che l’attenzione per l’ambiente, più che rappresentare un peso, sia capace di incentivare e rendere più dinamico lo sviluppo urbano.
L’amministrazione comunale di Copenaghen, in particolare, ha recentemente annunciato un importante investimento per un progetto riguardante l’energia eolica e altre fonti rinnovabili, nonché la promozione dell’uso di veicoli elettrici e con motore a idrogeno, ai quali saranno riservati parcheggi e ricariche gratuite. Molti anche gli investimenti previsti per il trasporto pubblico, al fine di favorire l’utilizzo di bus, metro e treni. «Abbiamo avviato un piano ambizioso per ridurre le emissioni di anidride carbonica in maniera significativa», ha recentemente dichiarato a tale proposito il sindaco, Ritt Bjerregaard. «Invitiamo la comunità imprenditoriale e gli abitanti della città a lavorare insieme a noi, per dimostrare che la crescita della città e le iniziative che non sono ostili all’ambiente possono andare di pari passo».
Ma l’intera Danimarca può essere considerata un laboratorio vivente di sperimentazione eco-sensibile. «Il 75% della popolazione possiede, infatti, una bicicletta e almeno la metà di essa la usa regolarmente», spiega il direttore di VisitDenmark in Italia, Pernille Wantzin. «Nei centri urbani, poi, solo il 30% della popolazione guida; il resto cammina, va in bici, prende il treno o i mezzi di trasporto pubblici. Il paesaggio danese, inoltre, non è stato guastato dall’invadenza delle stazioni nucleari e i piloni dell’alta tensione si vedono raramente. In compenso, altissimi mulini a vento sono diventati negli ultimi anni una componente naturale del paesaggio rurale, come i tipici campi gialli di colza e le acque blu delle insenature. E grazie ai miglioramenti della tecnologia delle turbine, l’energia eolica soddisfa ormai circa il 20% del fabbisogno energetico nazionale e nel 2015 potrebbe arrivare al 35%. La Danimarca, infine, è all’avanguardia anche per quanto riguarda l’energia solare: sull’isola di Ærø, a sud dell’isola di Fionia, è stato creato il più grande sistema di pannelli solari del mondo. Le tecnologie che sfruttano l’energia solare si sono diffuse soprattutto nelle abitazioni private. Se si visita uno degli eco-villaggi danesi, si può constatare che l’energia solare è una delle più comuni risorse per avere l’acqua calda al mattino. Le case sono state realizzate usando chiodi, legno e mattoni riciclati e alcune sono costruite interamente con paglia, mentre l’acqua piovana è conservata, riciclata e usata per tutto, tranne che per essere bevuta».
Grazie a queste e altre iniziative, secondo i dati rilasciati da Climate consortium, una partnership pubblico-privata incaricata di coordinare tutte le attività in vista della conferenza Onu sui cambiamenti climatici, tra il 1990 e il 2006, mentre il prodotto interno lordo della Danimarca cresceva del 43%, il consumo complessivo di energia del paese aumentava solo del 5% e le emissioni di Co2 calavano addirittura del 14%.
Questa sorta di corsa verso la sostenibilità ambientale non poteva naturalmente non riguardare anche il comparto turistico. Oltre a una serie di certificazioni eco-sostenibili appositamente pensate per le strutture ricettive come la Den Grønne Nøgle (la chiave verde), lo Svanen (il cigno) o il Blomsten (il fiore), la Danimarca sta anche organizzando una serie di eventi atti a celebrare e fare da degni corollari alla conferenza di dicembre. «Tra il 4 e il 6 settembre, per esempio, si svolgerà Co2penhagen, il primo festival musicale e artistico capace di utilizzare unicamente energia rinnovabile», conclude Wantzin. «Ma soprattutto a dicembre, in concomitanza con il summit Onu, si terrà la Danish design week: una settimana di esposizioni, sul modello della milanese Settimana del mobile, dedicate alle soluzioni di design moderne ed eco-sostenibili».

Ricettività green

La catena locale Brøchner è un gruppo alberghiero Co2-neutral, grazie a una serie di iniziative atte a compensare le emissioni prodotte dai viaggiatori. Da quest’anno, inoltre, la Brøchner offre ai propri clienti la possibilità di noleggiare una macchina elettrica Buddy, sostenibile e facile da parcheggiare in città. Un’altra catena alberghiera molto presente in Danimarca, la Scandic, applica invece, da oltre 15 anni, politiche aziendali per migliorare le condizioni ambientali e realizza programmi di formazione per educare gli impiegati alla sostenibilità. Le sue strutture, inoltre, offrono speciali camere sostenibili realizzate con materiali naturali, mentre i suoi ristoranti servono alimenti biologici e il calore delle cucine viene riciclato per scaldare altre parti degli alberghi.
Anche gli hotel Guldsmeden di Copenaghen concentrano molte delle proprie risorse nella realizzazione di un’offerta fortemente connotata dai concept bio, applicandone diffusamente i principi sia nelle spa, sia nella propria proposta ristorativa. Così, per esempio, i prodotti di cura personale, come lo shampoo, le creme per il corpo e il sapone, che si trovano nelle camere degli hotel del gruppo, sono tutti biologici e prodotti direttamente da Guldsmeden. Anche il ristorante dell’Hilton Copenhagen Airport, inoltre, serve principalmente piatti biologici mentre, sempre nella capitale, nel quartiere di Ørestad, sta per essere inaugurato un nuovo Crowne Plaza, la cui caratteristica principale sarà quella di essere il primo hotel a non dover acquistare compensazioni per essere sostenibile: la struttura stessa dell’albergo sarà, infatti, un cosiddetto edificio verde, eretto secondo le normative danesi sulla costruzione a basso consumo energetico, mentre il suo sistema di aria condizionata sarà alimentato dall’acqua fredda proveniente dal mare e la facciata dell’edificio ricoperta da pannelli solari.

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