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I Master Chef italiani

I primi diplomi riconosciuti Wacs dell'Ordine dei Maestri di cucina ed executive chef

I primi diplomi riconosciuti Wacs dell'Ordine dei Maestri di cucina ed executive chef

Di Marco Bosco, 30 maggio 2013

Tecniche di management, sicurezza nelle cucine, legislazione su lavoro e apprendistato, qualità e questione certificazioni tipo Iso 22000, norme igienico-sanitarie nel campo della produzione alimentare. Sono stati questi i temi al centro del corso di alta formazione per Maestri di cucina, che ha celebrato recentemente, nella splendida cornice del Grand Hotel Trieste e Victoria di Abano Terme, la consegna dei primi diplomi Master Chef italiani, in occasione del primo meeting europeo della Confederazione mondiale dei cuochi (Wacs). Provenienti da ogni parte d’Italia, e persino dalla statunitense Indianapolis, sono stati ben 22 gli chef insigniti del prestigioso riconoscimento, alla presenza del presidente Wacs, Gissur Gudmundsson, del presidente dell’education committee della medesima confederazione internazionale, John Clancy, nonché del responsabile Sud Europa del committee, Lino Schembri, e del presidente della Federazione italiana cuochi (Fic), Paolo Caldana.
Il progetto, organizzato in collaborazione con Uniascom Confcommercio Varese, con l’Ente bilaterale del turismo Lombardia, nonché con l’istituto formativo milanese Capac, è nato dall’esigenza, da parte dell’Ordine dei Maestri di cucina ed executive chef, di essere ufficialmente riconosciuti dalla Wacs, alla quale appartengono come Fic. L’Ordine, infatti, è stato fondato nel 1999, in seno proprio alla Fic, con lo scopo di identificare i profili professionali in grado di rappresentare la categoria dei cuochi ai massimi livelli. I nuovi Maestri di cucina, certificati e riconosciuti da Fic e Wacs, interpreteranno quindi quella figura apicale del cuoco, capace di esprimere al meglio la propria professionalità e moralità, in un ruolo che ricopre mansioni di direzione nelle aziende della ristorazione, dirige e coordina le brigate di cucina, svolge attività di docenza e di consulenza per le aziende del settore agro-alimentare, partecipa alle più importanti competizioni e ai saloni culinari internazionali, promuove l’immagine e la formazione continua dei cuochi e valorizza la cucina italiana e i suoi ineguagliabili prodotti.
Questo primo corso, in particolare, prevedeva un impegno full-time di due settimane ed era riservato a chef almeno trentenni, che si fossero già distinti nel lavoro, nelle docenze, nell’innovazione e nell’impegno verso i giovani. Nel progetto sono stati così coinvolti docenti di livello accademico, tra cui Ezio Cerini, già direttore di produzione di alcune delle più grandi aziende italiane dell’agroalimentare e docente presso l’Università della ristorazione di Asti. Della medesima caratura, infine, anche la giuria che ha valutato l’opera dei corsisti, presieduta da Ardian Marjani, docente dell’università di agraria di Milano, e assistita da Lino Gallina dell’Ebt e da Giorgio Nardelli, rettore del medesimo Ordine dei Maestri di cucina ed executive chef e giudice Wacs internazionale.

I magnifici 22

Pantaleone Amato (Roma), Calogero Rino Baglio (Stati Uniti), Alvaro Bartoli (Pistoia), Alessandra Baruzzi (Forlì-Cesena), Ivan Carelli (Catanzaro), Luigi Cerri (Salerno), Bruno Cicolini (Bolzano), Rodolfo D’Agrusa (Palermo), Walter Dalla Pozza (Pavia), Giovanni D’Anna (Palermo), Elio Rino De Candido (Bolzano), Giordano Ferrarese (Varese), Salvo Paolo Mangiapane (Agrigento), Mauro Michetti (Ascoli), Giovanni Priolo (Milano), Michelangelo Raiola (Varese), Stefano Rano (Varese), Bruno Ranuio (Cosenza), Carlo Romito (Milano), Lorenzo Scinto (Benevento), Pier Damiano Simbula (Varese), Frabrizio Venditti (Monza).

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