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I datori di lavoro sono a caccia di intelligenza emotiva

Di Job in Tourism, 30 novembre 2018

Per raggiungere il successo professionale, l’intelligenza emotiva (Ie) è più importante dell’esperienza e persino del quoziente intellettivo. Lo sostengono i risultati del rapporto «Workplace Trend 2018», realizzato dal gruppo Sodexo. Secondo i dati dell’analisi, infatti, ben il 34% degli headhunter dà molta importanza a questa qualità nelle selezioni.

Non solo: creare un ambiente di lavoro in grado di stimolare l’intelligenza emotiva sarebbe anche il trend del momento tra gli esperti di lavoro. Stando a questi ultimi, la Ie è infatti vitale per la carriera, tanto che la maggior parte delle persone di successo ne possiede in quantità. Ma che cos’è esattamente l’intelligenza emotiva? Lo psicologo di fama mondiale Daniel Goleman la definisce come la capacità di riconoscere i propri sentimenti e quelli degli altri, nonché di saper gestire le emozioni in modo efficace.

Una qualità più rara di quanto si possa pensare e di difficile valutazione, dato che secondo un team di studiosi della Yale University viene sovrastimata dall’80% delle persone. D’altronde la quotidianità è costellata di esperienze emotive: se ne vivono oltre 500 al giorno, ma si è coscienti solo di una piccola frazione di queste. Tuttavia, esse danno un tono a ogni interazione: una consapevolezza che porta a capire la necessità di esplorare le emozioni sul posto di lavoro, motivo per cui l’intelligenza emotiva è diventata un’abilità chiave di aziende e leader che, se coltivata attraverso programmi ad hoc, può migliorare anche del 70%.

Nell’immagine in copertina un’infografica Sodexo sui benefici della Ie.

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