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Hotel di charme tra passato e futuro

Di Floriana Lipparini, 9 gennaio 2004

www.villacasagrande.it

Uno dei trend in crescita nel turismo è la preferenza sempre più spiccata per le dimore storiche, gli hotel di charme che in Italia non mancano certo. Sempre più di frequente fioriscono intelligenti iniziative che riportano in vita luoghi straordinari, rispettandone la natura originaria.
Villa Casagrande ne è un esempio. Conservare l’identità di questo luogo speciale è stata una saggia idea da parte di Cesare Luccioli, chirurgo plastico originario di Foligno, che l’ha acquistato al ritorno dagli Stati Uniti. Destinata una piccola ala a una day-clinic, dove opera con la sua équipe, ha trasformato l’imponente struttura in hotel, coinvolgendo nell’impresa anche la figlia Claudia che sovrintende con passione all’attività alberghiera e alla fattoria..
Il corpo centrale dell’edificio destinato all’ospitalità, affacciato su un bel giardino all’italiana, è stato ammodernato con ardite innovazioni d’impatto contemporaneo nella nuova hall, mentre nelle camere, 60 più 10 appartamenti, è entrata la necessaria tecnologia. Intatta rimane la grazia del loggiato al primo piano e del chiostro al pianterreno, sotto le cui arcate si può pranzare d’estate. I locali del ristorante, dove si può gustare un’ottima cucina di tradizione toscana, sono ospitati nell’antica sala d’armi invernale.
Ma il cuore dell’hotel Villa Casagrande è la sala colazioni, che era la cucina della contessa Serristori, un’autentica cucina delle fiabe: caldo legno, splendide suppellettili, ceramiche decorate e soprattutto un delizioso profumo di torte appena sfornate dalla signora Paola, che qui è davvero la regina. Nata e vissuta a Figline in una bella casa del Settecento, come tutti gli abitanti del luogo aveva sempre guardato a Villa Casagrande con ammirazione e rispetto. “Ma non avrei mai creduto che la vita mi riservasse la sorpresa di farne parte in questo modo”. Dapprima entrata con l’idea di “dare una mano in cucina”, a poco a poco è diventata la collaboratrice più preziosa di Claudia Luccioli nel governare con sapienza e amore tutti gli aspetti domestici dell’accoglienza, riuscendo a trasmettere agli ospiti la sensazione di stare in un luogo familiare dove si viene letteralmente viziati.
“Per me questo è più che un lavoro. Ho un bellissimo rapporto con la famiglia Luccioli, che ha fiducia in me e mi lascia spazio per dare veramente qualcosa di mio in quello che faccio. La gratitudine mostrata dai clienti per me è preziosa”, dice. “Mi scrivono per salutarmi, mi raccontano tante cose, e ritornano, perché qui sono stati tra amici”.
Il caratteristico centro medievale di Figline Valdarno si trova nello splendido scenario della Toscana più nobile e classica, all’incrocio fra Siena, Arezzo e Firenze. Da qui in 25 chilometri si raggiunge Firenze, che si può quindi visitare tranquillamente in giornata, tornando la sera in questa oasi di serenità dove si respira ancora il fascino del passato.
Antiche mura, palazzi, chiese, conventi parlano di epoche lontane, interessanti da conoscere e raccontare. Il complesso di Villa Casagrande ha conosciuto varie vicende nel corso dei secoli. lLa struttura risale alla fine del 1300, e fu costruita da Ser Ristoro, un importante notaio fiorentino da cui appunto discende la famiglia dei Serristori che ebbero ragguardevoli posizioni alla corte dei Medici. Qui hanno soggiornato celebrità della cultura, dell’arte, della nobiltà, del clero, e persino papi e regnanti. Nell’ala storica si possono ammirare sfarzosi saloni e camere “regali” che racchiudono pezzi unici di arredamento, quadri, sculture e bronzi. Una sorta di museo nell’hotel.
La particolarità della Villa non si ferma qui. Il complesso, circondato dalle antiche mura castellane, è articolato come un’antica “mansio”, un insieme di nobile residenza, fattoria e laboratori artigianali, operoso esattamente come un tempo. Un piccolo mondo autosufficiente che riserva scoperte e sorprese, dall’esposizione di tradizionali attrezzi agricoli al laboratorio di ceramica, dalle immense cantine al vecchio granaio. Qui si producono olio e vino di qualità, grazie a duecento ettari di seminativi, vigneti, oliveti e boschi.
Insomma, l’autentico turismo all’italiana: la bellezza dei luoghi, il fascino del passato, la bontà dei cibi, il calore umano delle persone.

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