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Hilton e Hyatt nella top 25 mondiale dei «Great place to work»

Di Job in Tourism, 5 novembre 2018

Hilton porta a casa un alloro prezioso aggiudicandosi la seconda piazza assoluta della classifica 2018 dei migliori posti dove lavorare al mondo, salendo di ben sette posizioni rispetto all’anno precedente.

Molti i fattori che hanno permesso alla compagnia con sede in Virginia un risultato tanto prestigioso (nella foto il ceo Christopher Nassetta circondato da alcuni team member, ndr). Tra questi spicca in particolare la partnership recentemente siglata con la società di consulenza Thrive Global, volta all’implementazione di una serie di programmi dedicati al miglioramento del riposo, alla riduzione dello stress e alla crescita della consapevolezza nei propri dipendenti.

La classifica, redatta dal partner di Fortune «Great Place to Work», è probabilmente a oggi la più affidabile scala di giudizio sul tema. Per l’edizione del 2018 sono state per esempio prese in considerazione le valutazioni anonime espresse da 2,7 milioni di lavoratori, impiegati in 57 organizzazioni multinazionali attive in 51 Paesi differenti. Tra i commenti ricevuti, le compagnie con i punteggi più alti hanno tipicamente raccolto giudizi del tipo «le persone qui si prendono cura le une della altre», oppure «tutti sono disposti a fare quel piccolo sforzo extra per completare il lavoro». Ma la cosa più interessante è che le organizzazioni capaci di entrare in top 25 sono state soprattutto premiate per le loro politiche di inclusione e valorizzazione delle diversità.

Oltre a Hilton, a completare il podio 2018, c’è quindi la compagnia It Salesforce, che ha saputo mantenere la propria prima posizione, mentre sul gradino più basso del podio è salita l’impresa manifatturiera Mars. Unico altro rappresentante dell’hôtellerie, è quindi il gruppo Hyatt, in quattordicesima piazza.

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