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Guida alla qualità, 2007

Di Floriana Lipparini, 8 dicembre 2006

Sta per uscire (questione di giorni) L’Almanacco di Job in Tourism, che nell’edizione 2006 ha incontrato un apprezzamento di cui siamo grati, e che vuole anche quest’anno contribuire a illuminare quel che si muove nel difficile ma affascinante mondo turistico-alberghiero, per offrire chiavi di lettura e strumenti utili ai professionisti del settore. I nostri esperti e addetti ai lavori raccontano esperienze concrete, toccano problemi condivisi, illustrano case history di grande interesse, suggeriscono idee e soluzioni. Focus tematici, indirizzi e dati arricchiscono il quadro.
Sono sempre più rilevanti le responsabilità di chi guida i trend di questo settore così importante per l’economia mondiale, e in particolare per quella italiana, considerato il numero dei preziosi posti di lavoro che implica e che deve non soltanto tutelare, ma anche possibilmente accrescere. Processi internazionali sempre più sofisticati richiedono figure professionali sempre più preparate: qui s’innesta il discorso chiave dell’aggiornamento permanente e della formazione dei nuovi professionisti.
Tutte le autorevoli voci incluse nell’edizione 2007 dell’Almanacco di Job in Tourism concordano su alcuni nodi fondamentali: il turismo italiano deve crescere sul piano dell’innovazione, della tecnologia, della competitività, della qualità.
Migliorie, rinnovi, restyling, adeguamenti tecnici, tecnologici ed estetici sono investimenti necessari per riqualificare il patrimonio alberghiero italiano, che vanta location di superba eccellenza, ma anche situazioni ormai obsolete. Molte posizioni si giocano sul piano del design e del collateral, ossia quegli elementi che contribuiscono a creare un’immagine, la specificità di un brand. Ma altrettanto decisiva è la presenza di servizi aggiuntivi: dal centro business con sale meeting alla beauty farm ormai irrinunciabile, dal food & beverage con ristoranti, brasserie e bar per ogni esigenza e a ogni ora, alla cablatura di tutti gli spazi per consentire, all’importantissima clientela corporate, immediati collegamenti wi-fi.
La cura delle strutture, degli impianti, del comfort è dunque fondamentale per la salute del settore turistico-alberghiero ma, a sentire i top player che abbiamo intervistato ( Paul McManus di Leading hotels of the word e Reto Wittwer di Kempinski hotels), quel che continua a stare al centro è l’aspetto, per così dire, immateriale di questa attività: capacità di management, di gestione, di rapporto con il cliente, di attenzione al servizio, d’interazione con il territorio. Sempre di più, infatti, cresce l’interesse per l’ambiente e per le caratteristiche culturali, storiche ed enogastronomiche del contesto in cui ogni location è inserita, oggetto di nuove prospettive di studio/lavoro quali il destination management e il destination marketing.
Un insieme di elementi che chiamano in causa la vera cultura dell’ospitalità e della qualità, declinata a ogni livello, dal semplice agriturismo all’hotel cinque stelle lusso. Una cultura sempre più significativa, in una fase in cui la proprietà delle strutture viene spesso acquisita da potenze finanziarie digiune di hôtellerie e interessate a massimizzare il profitto dei propri investimenti.
Intanto, nel mondo, le nuove aperture si moltiplicano, numerose catene sono partite alla conquista dell’Est, e la palma del successo probabilmente arriderà a chi in anticipo si è simbolicamente mosso lungo l’antica via della seta per sbarcare in Cina, il più intrigante fra i nuovi mercati, purché se ne sappiano capire le differenze.
Molte cose si muovono sotto il cielo, a est e a ovest, a nord e a sud. Si aprono nuovi corsi universitari e nuovi master dedicati al turismo. Molti giovani guardano al turismo come a un’affascinante possibilità di costruirsi un futuro professionale. Ed è quindi al futuro che è dedicata anche quest’anno la nostra guida.

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