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Gli hotelier francesi citano in giudizio Airbnb

Di Job in Tourism, 23 novembre 2018

Non si ferma l’offensiva degli albergatori di mezza Europa (e Stati Uniti) contro Airbnb. È questa la volta degli hotelier francesi, la cui principale organizzazione, l’Union des Métiers et des Industries de l’Hôtellerie (Umih), ha recentemente denunciato il portale di affitti brevi alle autorità giudiziarie transalpine per concorrenza sleale. La Umih, racconta France24, accusa Airbnb di mantenere consapevolmente online le offerte degli appartamenti che mancano del necessario numero di registrazione richiesto dalle amministrazioni di Parigi e di altre città francesi.

Allo stesso modo, riporta la denuncia, il portale sarebbe perfettamente al corrente di chi mette in vendita camere e/o appartamenti oltre il limite massimo di 120 giorni annui. «Anche ammettendo che solo l’1% dell’offerta su Airbnb sia illegale, tale attività genera perdite all’industria alberghiera per decine di milioni di euro all’anno», sostiene l’associazione degli hotelier transalpini. Oltre alla copertura delle spese legali, la Umih chiede quindi ad Airbnb il riconoscimento di un danno simbolico pari a 143 euro. La cifra corrisponde alla tariffa a notte richiesta da un host parigino del portale, giudicato qualche tempo fa colpevole di attività fraudolenta da parte di un tribunale nazionale.

Proprio la capitale transalpina sta in questi mesi conducendo un’intensa campagna volta a limitare e a regolamentare l’attività degli affitti brevi in città: nel solo periodo compreso tra gennaio e la metà di agosto di quest’anno, le autorità locali avrebbero in particolare raccolto qualcosa come 1,38 milioni di euro in multe comminate alle offerte prive del numero di registrazione. Un portavoce di Airbnb interpellato da France24 ha dichiarato di non essere sorpreso «da questo nuovo tentativo condotto dalla lobby degli hotel: l’ultimo di una lunga serie di azioni legali, che si sono tutte rivelate fallimentari. Gli alberghi continuano a proteggere i propri interessi, cercando di restringere il diritto dei francesi a trarre profitto dal turismo».

Tutto ciò avviene mentre una serie di rappresentanti delle amministrazioni comunali e delle associazioni alberghiere provenienti da varie parti del globo, Italia inclusa con Federalberghi, si stanno incontrando in questi giorni a New York, proprio per discutere insieme delle strategie per una corretta regolamentazione dei business alla Airbnb.

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