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Genova, il G8 e la realtà turistica

Di Antonio Caneva, 22 giugno 2001

Il campionato di calcio è finito, con soddisfazione delle squadre romane e molto meno, ahimé, di quelle milanesi. L’attenzione, sino ad ora monopolizzata dal campionato si sta ora trasferendo sull’altro grande tema di dibattito del momento: la riunione del G8 a Genova. Parallelamente ai grandi incontri internazionali, pochi anni orsono è iniziato a Seattle, e poi proseguito a Davos, in un crescendo continuo, un movimento di contestazione alla globalizzazione, allo sfruttamento della natura, alle ingiustizie sociali ed, in definitiva, a sostegno dei principali temi sociali e politici del pianeta. Di queste problematiche se ne fanno portavoce i dimostranti, ex spontanei, individuati come popolo di Seattle. Il turismo, trasversale ai principali temi della società, non poteva non essere toccato da una manifestazione importante come il G8 che, con varie implicazioni, coinvolge non solo la città dove si svolge, ma tutta la regione. Viene lecito chiedersi quali saranno i reali benefici che ricadranno sulla zona di Genova a fronte della manifestazione? Possono esserci delle opportunità per i fornitori di servizi, di pernottamenti, di ristorazione ma, con vantaggi per chi? Il G8 si svolgerà il 19, 20, 21 luglio e questo implicherà che per tre giorni la città sarà blindata e, al di la del disagio per i residenti, non sarà consentito ai normali visitatori di usufruire serenamente delle bellezze della città ligure. In quel periodo per alloggiare un numero enorme di persone si dovrà far ricorso anche alle strutture della Riviera che, in piena stagione, per tre giorni, vedrà interrotta la propria normale attività con problemi immediatamente prima e dopo per l’ottimizzazione dell’occupazione. Sicuramente ne trarrà veramente vantaggio chi, più modestamente, avrà fornito servizi alle forze dell’ordine ed ai tecnici che per necessità dovranno allungare i soggiorni e non saranno al centro delle possibili manifestazioni, che potrebbero disturbare l’attività degli alberghi. E’ indubbio però che il principale ritorno deriverà dalla significativa visibilità che si otterrà a livello mondiale; comunicati, reportage, notiziari riproporranno il tema della Liguria, ma, dopo Goteborg, che tipo di messaggio ci si può aspettare? Troppi sono i soggetti coinvolti e le possibili variabili: il giovane che a Goteborg muore, colpito da un proiettile della polizia non era certamente pianificato, ma resta un doloroso evento per il paese e per chi condivide questa tragedia.. La realtà evolve rapidamente e, seguendo i tempi, forse il momento di questi grandi, iperpubblicizzati vertici è già superato.

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