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Genova guarda avanti e punta sul turismo

Planetaria Hotels ha promosso un dibattito pubblico per discutere delle nuove opportunità di sviluppo della città: una partita in cui l’industria dei viaggi gioca un ruolo fondamentale

Planetaria Hotels ha promosso un dibattito pubblico per discutere delle nuove opportunità di sviluppo della

Di Giorgio Bini, 28 Marzo 2019

Un anno in crescita, con un incremento del 2,42% dei flussi di visitatori, grazie a un aumento pari al 3,69% degli arrivi internazionali e dell’1,21% degli italiani. Nonostante i tragici fatti del ponte Morandi, Genova chiude un 2018 turisticamente positivo. E ora la città della Lanterna vuole guardare avanti, per non perdere le opportunità di ripresa di un settore in salute come quello dei viaggi: un mercato in crescita, che sorride soprattutto alle destinazioni capaci di prepararsi al meglio per venire incontro alle esigenze del turista contemporaneo.

Delle nuove prospettive del capoluogo ligure si è parlato recentemente in occasione di un evento promosso dal gruppo Planetaria Hotels, che a Genova è presente da quasi 20 anni con il suo Grand Hotel Savoia. Proprio qui si sono infatti tenuti i lavori di un dibattito pubblico significativamente intitolato «Can I get a connection? Nuove opportunità per lo sviluppo del turismo a Genova»: «Ho scelto il nome dell’incontro ispirandomi alla canzone dei OneRepublic, perché credo che sia necessario per tutti essere più connessi, più uniti e congiunti», ha spiegato in apertura l’amministratore delegato di Planetaria Hotels, Sofia Gioia Vedani.

«La raggiungibilità del posto in cui soggiornare o da visitare è fondamentale per l’offerta turistica», ha quindi sottolineato certo non a caso Giovanni Toti, citando l’aeroporto di Ibiza quale caso di successo. «Ma anche lo scalo di Genova ha registrato un record di crescita nel 2018», ha puntualizzato con un pizzico di orgoglio il presidente della regione Liguria. Attenzione però che i flussi turistici non vanno solo incentivati, devono anche essere gestiti al meglio: «Le Cinque terre hanno in effetti il problema opposto. Quello di contenere e regolamentare l’eccesso di domanda: è una questione più di salvaguardia che di valorizzazione del territorio». Per il resto, «abbiamo raddoppiato il budget a disposizione dell’Agenzia turistica In Liguria, mentre proprio in queste settimane è in partenza una campagna pubblicitaria da 1,5 milioni di euro negli aeroporti di Roma, Milano e Parigi, nonché sul Financial Times e sul Le Figaro». Insomma, «non sarà un ponte o un treno in meno a cambiare il destino della nostra regione».

Alle parole di Toti hanno fatto poi eco quelle del sindaco della città capoluogo, Marco Bucci: «La nostra amministrazione si è impegnata fin dal primo giorno nello sviluppo del porto/logistica, dell’industria e della tecnologia, così come del turismo e della cultura. Il compito del comune è quello di facilitare l’attività di tutti gli operatori del settore. In città negli ultimi 18 mesi si sono creati ben 7 mila posti di lavoro, molti dei quali provenienti dal turismo. Ora dobbiamo continuare a investire, a lavorare e a credere in politiche coerenti di marketing territoriale».

In tema di trend di mercato, Genova rientra appieno nella media internazionale, ha osservato per parte sua il presidente di Res Hospitality Business Developers, Marco Malacrida: «Abbiamo constatato come ci sia stata una crescita del 20%, soprattutto nei giorni infrasettimanali. Per quanto riguarda poi la reputazione online, le recensioni positive sono pari all’81,7% del totale. Si riferiscono soprattutto alla professionalità, ai servizi per il business e alle attrazioni locali. Qualche critica si riscontra invece in ambito di atmosfere (luci, arredi) e rumore». Un campanello di allarme da non sottovalutare: perché «chi dorme male in una città è difficile che torni».

Della percezione della destinazione sul web ha parlato pure il responsabile Italia di Booking.com, Alberto Yates: «I luoghi più consigliati dai nostri clienti a Genova sono, in ordine di preferenza, il centro storico, il porto antico e l’acquario. Ma in generale si parla molto anche di architettura e di cibo». Ecco allora l’importanza di una cultura digitale sempre più forte per comprendere al meglio le direzioni del mercato, come ha giustamente evidenziato Luigi Attanasio: «Bisogna però essere attenti a ogni dettaglio. Se i cugini d’Oltralpe sono per esempio i turisti stranieri più presenti in città, perché non avere una maggiore toponomastica in francese?», si chiede il presidente della Camera di commercio locale.

«La principale motivazione dei turisti che scelgono di visitare Genova risiede nel suo patrimonio artistico protetto dall’Unesco e nel suo centro storico», ha quindi concluso il responsabile marketing territoriale e promozione del comune, Cesare Torre. «La frase “Genova è sorprendente” è quella che ascoltiamo più frequentemente dalle persone che arrivano in città. Per rafforzare quindi l’immagine della nostra destinazione, ormai da cinque anni reinvestiamo il 60% di quanto raccolto con la tassa di soggiorno in attività di promozione realizzate in concerto con la Camera di commercio e la regione. Recentemente abbiamo anche fatto parte di un panel di città europee, tra cui Liverpool e Utrecht, con cui ci siamo confrontati al fine di individuare le best practice del settore, trattando temi come il city branding e la comunicazione sui social media».

 

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