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Fra turismo ed enologia

Di Anna Goffi, 25 maggio 2007

Un incontro fra turismo ed enologia lungo i percorsi della storia e della cultura. Questo era l’obiettivo della prima edizione delle Settimane altoatesine della strada del vino, la manifestazione che ha riunito in un unico, ricco calendario, decine di eventi legati al mondo della viticoltura in Alto Adige.
Obiettivo pienamente raggiunto, poiché numerosi esperti e migliaia di semplici visitatori si sono riversati qui, dal 3 al 19 maggio, per scoprire tutti i segreti della viticoltura locale: dalle etichette più pregiate ai misteri dell’invecchiamento, dai migliori abbinamenti con la cucina tipica a tutto quello che può accompagnare un buon bicchiere di vino, come la musica, l’arte e la letteratura.
L’Alto Adige è un luogo incantevole per trascorrere vacanze in tutto relax, qualunque sia il periodo dell’anno. Qui, infatti, esistono fresche montagne d’estate e miti colline in primavera e autunno. Tra le bellezze paesaggistiche bisogna sicuramente annoverare il parco naturale del Monte Corno, ai piedi delle bellissime e affascinanti Dolomiti, con il monte Corno Nero che raggiunge circa 2.500 metri d’altezza, mentre nella collina di Castelfeder c’è la Gola del Rio Bletter, l’emozionante grand canyon dell’Alto Adige, al quale sono legate numerose e fantastiche leggende. Tutta la zona vanta un’arte culinaria raffinata che va dagli antipasti agli straordinari dolci di tradizione austriaca, passando attraverso i canederli, un ottimo e saporito primo piatto con le sue numerose varianti, oltre ai famosi asparagi di Terlano, agli squisiti formaggi di malga e ai piatti tipici a base di carne, come il gròstl, o anche ai piatti di pesce. Ogni piatto, naturalmente, va abbinato al giusto vino e qui non c’è che l’imbarazzo della scelta perché il territorio è particolarmente vocato per la produzione vinicola. Non a caso, ogni anno il centro di Ora fa da cornice alle settimane della degustazione del vino della Bassa Atesina, e la località di Montagna, nei pressi di Egna, alle giornate altoatesine del Pinot Nero, prodotto soprattutto nella zona attorno a Castelfeder.
Nel 2007, per la prima volta, le varie manifestazioni legate alla promozione del vino territoriale, che negli anni scorsi si svolgevano in differenti momenti, sono state raggruppate nelle Settimane della strada del vino, riuscendo a presentare come un complesso unitario l’insieme delle diverse componenti che formano l’anima della strada del vino più antica d’Italia. Nata nel 1965 sulla falsariga delle strade del vino tedesche, quella altoatesina comprende oggi 15 comuni, nove aziende di promozione turistica, 46 produttori, oltre 4 mila ettari di vigne con un patrimonio di storia e umanità che dà vita ad alcuni vini autoctoni famosi in Italia e all’estero. Come il Gewürztraminer, bianco secco aromatico e corposo, o il Lagrein dal colore rosso rubino che ricorda vagamente il profumo di violette e more, o le varie tipologie di Schiava che sulle colline di Caldaro riescono a esprimersi al meglio.
Ad aprire le Settimane della strada del vino 2007 c’era la mostra Vini Bolzano, cui hanno fatto seguito, tra iniziative varie, le giornate del Pinot Nero. In chiusura, durante la Notte delle cantine, evento clou della manifestazione, 45 produttori hanno aperto al pubblico le porte delle loro aziende. Tra queste, di particolare fascino artistico si è rivelata la cantina produttori Erste & Neue Kellerei, una cantina sociale composta da 560 soci per 310 ettari di terreno. Questa cantina, produttrice di varie tipologie di vini che vanno dal bianco al rosso al passito, nel 2000, in occasione del giubileo centenario dell’azienda, è stata dipinta dal pittore locale Robert Scherer. Ne è nato un mirabile, suggestivo affresco su tre pareti, i cui soggetti riuniscono simbolismo e colori, mito e Bibbia, storia e attualità.

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