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Fiere e ristoranti

Di Antonio Caneva, 26 novembre 2004

Le fiere rassomigliano molto ai ristoranti: sono fatte dal pubblico; talvolta ho provato disagio nel pranzare in un ristorante, sia pur bello, in cui i tavoli erano vuoti e anche il minimo rumore veniva amplificato oppure, al contrario, sono stato bene in ristoranti dove l’atmosfera festosa del vociare in sottofondo faceva passare in secondo piano anche le mancanze più vistose. Ecco, le fiere hanno le stesse caratteristiche, è il pubblico che sciamando nei padiglioni, tra gli stand, commentando e interessandosi alle proposte presentate, ne decreta gran parte del successo. Purtroppo, a Genova, l’ultimo Tecnhotel, tra padiglioni con pochi stand e un pubblico limitato, non trasmetteva propriamente un senso di vitalità. Mi auguro che il lavoro che la Fiera sta realizzando per dare maggiore qualità alla manifestazione (grazie anche alla collaborazione con lo Studio Piva) dia i risultati auspicati e che si possa parlare di questa, e delle ultime edizioni, come soggette a una fase di sviluppo.
Curiosa la manifestazione d’apertura della Fiera, apprezzata, perché fuori dai canoni delle liturgie tradizionali, nel corso della quale si sono avuti interventi “polemici” tra il vicepresidente della Regione Liguria e coordinatore nazionale degli Assessori regionali al turismo e il direttore di Federalberghi, l’Associazione degli albergatori collegati a Confcommercio. Dicevamo curiosa perché in analoghe circostanze difficilmente i partecipanti puntualizzano posizioni contrapposte: in questo caso invece si è sollevata una tematica di non poco conto: chi, e in che modo, dovrà governare il turismo nei prossimi anni. Le Regioni propongono un progetto che preveda un’autonomia regionale con una regia nazionale, mentre gli albergatori propugnano il recupero di una istituzione simile al passato ministero del turismo che, l’assessore regionale ligure, definisce, superata
È un argomento di non poco conto, perché da questa istituzione ci attendiamo la spinta che tutti auspichiamo (alla recente conferenza di Genova, anche il presidente del consiglio ha partecipato garantendo l’attenzione delle forze politiche) per recuperare iniziativa nel comparto che, come molti altri nel nostro paese, sta soffrendo un forte disagio.

Fairs and restaurants

Fairs are very similar to restaurants, in that they both depend on the public; I have sometimes happened to feel uncomfortable dining at a restaurant, albeit beautiful, where the tables were empty and the smallest sound was amplified, or, on the contrary, I felt good at restaurants where the festive atmosphere of the background voices allowed even the most apparent deficiencies to take second place. Well: fairs have the same nature; to a great extent, it is visitors that make for their success, by swarming the pavilions, among the stands, and discussing and getting involved in the proposals exhibited. Unfortunately, the latest TecnHotel in Genoa, with few stands in the pavilions and a limited number of visitors, did not exactly convey a sense of vitality. I hope that the work the Fair is doing to enhance the quality of the event (also by collaborating with Studio Piva) will yield the desired results, and that we will be able to talk about this and the last few editions as part of a transition phase.
The opening event of the Fair was unusual and particularly appreciated, because it was outside the canons of traditional liturgies. It featured a polemic debate between the Vice President of the Liguria Regional Government and national co-ordinator of Regional Tourism Ministers, and the Director of Federalberghi, the Italian Hotel Association, linked with Confcommercio (the Italian Confederation of Trade). Unusual, we said, because in similar circumstances it is unlikely that participants make opposing cases. Here, on the contrary, a most significant issue was raised – who will govern tourism in coming years, and how? Regional governments propose a plan that is based on regional autonomy with nation-wide coordination, whereas hotel owners are in favour of resuming an institution similar to the former Ministry of Tourism, which the Regional Minister of Liguria defines as obsolete.
It is a topic of no minor impact, because we expect this institution to provide the hoped-for impetus (event the Italian Prime Minister participated in the recent conference in Genoa, and assured the attention of political forces) to revive initiative in this industry, which, like many others in our Country, is currently in great difficulty.

Translation of the Italian
editorial by Paola Praloran

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