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Festa d’élite sul mare di Montecarlo

Di Antonio Caneva, 15 ottobre 2004

A Montecarlo, dal Grand Hotel si arriva a piedi al porto, dove sono ormeggiate alcune delle più belle barche del mondo. E’ questo il tragitto che, in una tiepida serata d’autunno, ho percorso per arrivare al Christina O., il panfilo che per molti anni, proprietario aristotele Onassis, ha portato in giro per i mari i più importanti personaggi. Ora è diventata una barca, di gran lusso, con i suoi quasi 100 metri di lunghezza e le 28 grandi cabine, che si può noleggiare per crociere private (costo 55 / 75.000 euro al giorno, più cambusa, gasolio e tasse portuali).
Ero stato invitato alla cerimonia in cui l’American Academy of Hospitality Sciences conferiva il Five star diamond award a personaggi e strutture che si fossero particolarmente segnalate nel mondo del turismo di lusso (non a caso tra i premiati c’erano il principe Alberto di Monaco, il famoso chef Alain Ducasse, La Société des Bains de Mer, la stessa barca Christina O. su cui eravamo a bordo) ed avevo accettato con piacere. Una fuga dalla routine milanese.
Ai piedi della passerella per salire a bordo un complesso ad accogliere gli ospiti, una stretta di mano, una coppa di champagne, e sul ponte del Christina si fanno conoscenze. Mentre la luce lascia lo spazio alla notte, con la coda dell’occhio si vedono arrivare due Bentley grigio scuro, con autista, da cui scendono due coppie in eleganti abiti da sera e subito dopo due motociclisti scortano una macchina da cui scende Alberto di Monaco lui, invece, in blazer con cravatta regimental. Ecco, Montecarlo é anche questo: un luogo eletto, dove c’è molto denaro, dove però si può anche scegliere come proporsi, il che é il vero segreto del benessere.
La premiazione e poi tutti sui ponti a consumare la cena; mi trovo vicino alla jacuzzi e li incontro persone che mai avrei pensato di trovare: Robero Zanetta che sta facendo un grande lavoro portando Villa Aminta di Stresa a diventare uno Small leading hotels of the world e poi, una signora con cui avevo parlato più volte al telefono, Cristina Zuccari, che si sta impegnando con passione per portare il Grand hotel Majestic di Pallanza agli antichi fasti. Stranamente, due alberghi, sul lago Maggiore, con un impegno di qualità. E’ un buon segno. Parliamo, dei loro progetti, delle soddisfazioni e delle difficoltà: ci diamo un futuro appuntamento.
Un giro della barca; quasi da perdersi nei vari locali dove sono presenti le testimonianze di Onassis e della Callas; quadri d’autore a ricordare la ricchezza dell’ex proprietario, una grande biblioteca con libri rari e intorno, personale discreto e cortese.
E’ ora di lasciare il Christina, mi accomiato e mi incammino lungo il porto verso l’albergo (fortunatamente a Montecarlo si può camminare di notte anche nelle zone scure, senza vivere nell’angoscia che si prova nelle grandi città). Il giorno precedente Claudia Batthyany, la cortese responsabile delle pubbliche relazioni del Grand Hotel, mi aveva accompagnato a visitare la struttura e mostrato la piscina sul tetto, affacciata sul mare con l’acqua calda che consente, tra fumi di vapore, di utilizzarla tutto l’anno; mi rallegro già della nuotata che, farò l’indomani, prima di tornare a casa.

L’american Academy of hospitality sciences
L’Academy, fondata nel 1989, attribuisce i trofei dell’eccellenza nei settori dei viaggi di alta qualità e del lusso. Ha sede a New York ed è presieduta da Joseph V. Cinque. E’ composta di uomini d’affari internazionali che operano principalmente in campo turistico. Dopo una selezione su tutti i continenti, gli Star Diamond Awards sono attribuiti a personaggi d’eccezione ed ai migliori aberghi, resorts, spas, compagnie aeree, compagnie di crociere, case automobilistiche, prodotti d’élite, ristoranti e chefs.

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