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Federcongressi segnala il pericolo declassamento degli hotel di lusso

Di Giorgio Bini, 31 luglio 2009

Sullo scorso numero di Job in Tourism, il nostro editore Antonio Caneva citava, nel suo consueto editoriale, la proposta del presidente di Federcongressi, Palo Zona, di sostituire nel codice deontologico di Farmindustria la norma relativa al limite di stelle degli alberghi in cui ospitare i convegni medici, con un’altra regola, centrata più sul prezzo che sulla classificazione. Pubblichiamo perciò ora un breve approfondimento su tale questione.

Sostituire la norma del codice deontologico di Farmindustria, che impone alle case farmaceutiche il divieto di utilizzare alberghi superiori alle 4 stelle per i propri eventi, con un’altra regola che ponga alle aziende un vincolo non tanto di classificazione quanto di spesa. È questa la sintesi della proposta lanciata dal presidente di Federcongressi, Paolo Zona, per contenere gli effetti dell’attuale congiuntura, che ha spinto anche numerosi uffici acquisti di società appartenenti ad altri comparti a escludere a priori l’approvvigionamento di servizi di housing da strutture 5 stelle, nell’ottica di un generale contenimento dei costi.
«Non voglio suscitare allarmismi, ma solo prendere atto di una realtà che è conseguenza diretta e inevitabile di anni di staticità», ha spiegato Zona. «Come ho già sottolineato in una lettera al neo-rieletto presidente di Farmindustria Sergio Dompé, col quale mi rallegro di tutto cuore per la riconferma, il delicato momento socioeconomico impone agli operatori del mondo sanitario italiano la necessità di affrontare, in termini interdisciplinari, temi cruciali e ineludibili. Uno di essi è così, senza dubbio, il sistema Ecm (Educazione continua in medicina), il cui ufficioso new deal, dopo una sperimentazione troppo prolungata, potrebbe, se confermato, aprire finalmente una fase di chiarezza a beneficio di tutti: organizzatori, albergatori, utenti. Un altro tema è poi quello della classificazione alberghiera, in Italia tuttora attribuita con criteri disomogenei, alla quale il codice di Farmindustria oppone una norma che, sorta in altri tempi e per motivi peraltro eticamente condivisibili, ne compromette oggi la stessa funzione di tutela e salvaguardia degli standard».
Secondo il presidente di Federcongressi, infatti, è il declassamento, allo stato attuale l’unica forma di difesa per gli alberghi di lusso in difficoltà, lo spettro da scongiurare con tutte le forze, «perché depaupererebbe drammaticamente la nostra hôtellerie soprattutto rispetto ai mercati internazionali. Federcongressi ha perciò una proposta in merito: sostituire questa norma del codice Farmindustria con un’altra che ponga alle aziende un vincolo non di stelle, bensì di spesa. Ciò raggiungerebbe lo stesso obiettivo della normativa attuale: impedirebbe cioè alle aziende farmaceutiche di ospitare medici in strutture dal costo ritenuto eccessivo, ma coglierebbe questo scopo con un criterio più adeguato all’odierna realtà operativa e attraverso un paletto più aderente a un panorama alberghiero assai poco uniforme e non sempre attendibile nelle classificazioni. Tengo però a precisare che questa è solo una proposta. Federcongressi ribadisce la propria totale disponibilità ad aggiornare con Farmindustria questo e altri punti di vista e prospettive, prima che schemi interpretativi non sufficientemente adeguati e condivisi producano irrigidimenti deleteri per l’intero nostro settore».

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